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⚠️⚠️⚠️ capitolo sensibile ⚠️⚠️⚠️



- NOAH POV -

Leggo quelle parole cercando di controllare il mio respiro e rimanere calmo ma con un solo gesto chiudo un pugno attorno a quel maledetto foglio e alzo lo sguardo cercando di guardarmi intorno.
Non so chi cercare. In tutto questo tempo non ho mai chiesto ad Andromeda di farmi vedere una foto di questo sociopatico.
Ho sempre pensato che poteva andare ad intaccare il suo umore e ho cercato di farmi i cazzi miei. Ma ad oggi so di aver sbagliato porca puttana.

Cerco qualcuno di sospetto. Qualcuno che abbia lo sguardo puntato su di noi, su di lei. Ma non trovo nessuno.

Sono sempre stato in queste cose ed effettivamente questo è il momento in cui non bisogna dare nell'occhio.

Porto l'attenzione e su And prendendola dal polso mentre lei si porta l'altro al petto per coprirsi.
Mi giro a guardare Vladimir che ha subito portato l'attenzione a me mentre mia sorella è intenta a guardare la partecipazione alle nozze.

Tolgo la giacca avvicinandomi al suo orecchio.
Ci manca solo che questi capiscano che cosa gli sto dicendo.

Passo la giacca ad And in modo che possa coprirsi e la stringo a me.
Non ti perdo d'occhio.

«Porta via Stefanie» gli prendo la mano passandogli nel pugno il biglietto accartocciato e lo supero tenendo la mano di Andromeda che rimane in silenzio seguendomi.

Dobbiamo uscire di qui.
Me ne fotto della giacca che ha posato nello stanzino e stiamo per uscire dalla casa quando ci ripenso e vado dritto al bagno al piano di sopra, approfittando del caos creatosi per avvicinarsi a fare le congratulazioni ai futuri sposi.

Chiudo la porta a chiave dietro le mie spalle, controllando che nel corridoio non ci sia nessuno, e mi giro prendendole il viso tra le mani.

«Mi guardi?» di rimando alza subito lo sguardo verso il mio e capisco che sta provando a tranquillizzarsi.
Qui non possono entrare, a meno che non sfondino la porta.

Quando sono sicuro di avere la sua continuo a parlare.
«Ora aspettiamo solo un po' e poi c'è ne andiamo ok? Credo che avessero gli occhi puntati su di noi e che pensino che abbiamo raggiunto l'auto per andare via di qui»
Lei annuisce ma so che è con i pensieri da un'altra parte.

Abbasso il viso inclinandolo di lato e cerco di ottenere la sua attenzione.
«Rimani qui con me?»
«Soni qui con te Noah»
«Parlavo della mente»
Sospira portando lo sguardo nel mio.

Alzo una mano lasciandole una leggera carezza mentre serro le labbra sondando il suo viso con lo sguardo, e imprimo come sempre ogni suo lineamento nella mia memoria. Come una foto impressa nella mente.

«Vuoi parlarne? Vuoi dirmi di cosa hai paura? Sei con me no?»
Si trattiene per un attimo ma, quando sto per continuare a parlare, la sua voce riempie la stanza.
«Ho paura che lui possa farmi ancora del male.
Ho paura di ritrovarmi nella stessa situazione di quella notte. E poi quella frase... vedendo com'è compiaciuto di ciò che mi ha fatto, ho paura che possa farmene altre. Ovunque.
Ho paura che non mi libererò mai di lui.
Guardami insomma, sono dall'altra dall'altra parte dell'America e lui è anche qui!»

La afferro dalle spalle e la stringo contro il mio petto posando il mento contro i suoi capelli.
Deve calmare il respiro o si sentirà male.
«Piano piccola. Respira con me forza»
Faccio respiri profondi sentendo la sua guancia contro il mio torace e, piano piano inizia a seguire il mio andamento tranquillizzandomi.

DIFFICULT: help me dreamDove le storie prendono vita. Scoprilo ora