4

3.1K 184 3
                                        

- ANDROMEDA POV -

Da quando siamo rientrate mi sono chiusa in bagno.
Sono seduta a terra, la schiena poggiata al muro, la testa tra le mani.
Cosa diavolo mi è preso?

In passato mi è capitato di perdere il controllo delle mie emozioni, ma erano anni che non succedeva. E invece... guarda come mi sono ridotta.

Dopo neanche una settimana ho confessato ad una ragazza che non conosco cosa ho subìto, anche se questo è il minore dei mali dato che, convivendoci, prima o poi avrei dovuto parlarle; mi sono lasciata abbindolare da Elijah Anderson, il ragazzo più quotato del campus, e Noah... no in realtà con lui sono riuscita ad essere fredda e distaccata.

Devi riprendere in mano la situazione, ripeto a me stessa.
Ma come diavolo faccio?

Mi alzo e, poggiando le mani sui bordi del lavandino, mi guardo allo specchio.
Svegliati Andromeda.

Faccio un respiro profondo, lavo i denti e torno in stanza.
«Credo di sapere dove ti vuole portare» Stef mi rivolge la parola per la prima volta da quando abbiamo messo piede qui dentro. È seduta sul letto mentre tiene sulle gambe il suo portatile, i capelli legati in una crocchia disordinata.

«Scusa?!» la guardo perplessa.

«Noah. Hai presente si? "Hood domani alle 11 andiamo a fare un sopralluogo"» prova a imitare la voce di Noah.
Cazzo è vero.

Solo questa ci mancava. Mi chiedo come faccia a sapere che alle 11:00 non ho più lezione.
Riprendi in mano la situazione, mi ripete la vocina nella mia testa.

«Ah, già! Beh... tu che hai il numero, informalo che non ci vado» riesco a dire con noncuranza.
Stef alza finalmente lo sguardo dallo schermo e lo rivolge a me che mi sto mettendo sotto le coperte.

«Perché no? Potrebbe essere una buona occasione per scattare e il posto è...»

«Smith, se ti ho chiesto un consiglio una volta non vuol dire che adesso siamo migliori amiche. Se non vuoi riferirgli il messaggio basta dirmelo, tanto non vado» la interrompo e, senza guardarla in faccia, le do le spalle per addormentarmi.

Noah Davies potrà anche essere il mio compagno per il progetto, ma ciò non vuol dire che ha il diritto di darmi degli ordini.


***

La mattina seguente mi alzo prima della sveglia, e mando un messaggio a Christian.

Ci vediamo in caffetteria?


Nonostante sia presto, la risposta non tarda ad arrivare.


Perfetto. Chiamo Marcus per avvisarlo.

No. Vieni solo tu.

È successo qualcosa?


Preferisco non rispondere. Voglio solo parlargli ed avere un parere.
Vado a prepararmi, scegliendo vestiti più coprenti del solito. So che non mi aiuteranno a proteggermi dalle persone ma, in qualche modo mi fanno sentire più sicura.

DIFFICULT: help me dreamDove le storie prendono vita. Scoprilo ora