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21 - Il mostro e la bambina

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«Dovresti andare via» Peter la scrutò dall'alto dei suoi occhi quando varcarono la soglia della porta della sua camera. Nonostante fosse immersa in quel bianco pallido sembrava che l'atmosfera al suo interno diventasse sempre più cupa, tramutata in un'oscurità surreale in grado di risucchiare ogni forma di vita al suo interno. I due giovani non se ne rendevano conto, ma presto anche loro sarebbero stati risucchiati da quel vortice di anime piangenti. Presto nessuno di loro due avrebbe avuto scampo, perché la verità era che il gioco era ancora più grande e misterioso.
Sembrava addirittura che gli occhi di Peter fossero una stessa arma, utilizzata per intrappolare lei. In quel caso era proprio lui l'artefice; il ghiaccio dei suoi occhi si andava sciogliendo sempre di più attorno a loro, avvolgendoli insieme in acque gelide. Ma se solo la giovane avesse voluto allontanarsi in quel preciso momento sarebbe morta affogata, trascinata dalla corrente verso i fondali più proibiti.
«Non mi muovo da qui»Tammy adagiò il ragazzo sul letto, sedendosi di fianco a lui.
Stava andando tutto proprio come lui si era immaginato.
Si era dimostrato misterioso, desideroso di aiutarla e poi meschino, facendola cadere sempre di più tra le sue grinfie in quel gioco di alti e bassi tra amore e odio. L'aveva delusa e poi aveva messo in pratica ciò che le aveva sempre ripetuto, per poi fare in modo che lo vedesse soffrire per lei; che da forte lo vedesse debole. L'aveva completamente soggiogata, resa succube.
Più le faceva del male, più la portava a credere che quel dolore fosse amore.
La psicologia umana è qualcosa di veramente sorprendente.
«Sei proprio difficile da persuadere» disse lui, sorridendo. Lei ricambiò, fasciandogli la garza attorno alla pancia. Arrossì quando sfiorò con la mano il cavallo dei pantaloni di lui. Alzò il viso in modo da incontrare quegli occhi cerulei che percepiva come lame ardenti sulla sua pelle; come sempre la fissavano senza sbattere ciglio. Le sue guance, già precedentemente arrossite, sembrarono prendere fuoco, sentendosi completamente messa a nudo.
«Adesso sta a me aiutarti» sorrise. Si morse un labbro, sentendo la mano di lui scostarle i capelli di lato.
«Allora sono veramente felice che tu sia qui» era difficile anche per lui comprendere quando avvenisse quello strano distacco che lo separava dall'essere un individuo in grado di condividere emozioni umane, all'essere un individuo privo di anima. Sembrava quasi che quella stessa parte che aveva creato per quella recita lo stesse risucchiando, appropriandosi della propria identità e trasformandolo in un ospite parassita. Era oramai impossibile distinguere il fittizio dalla realtà.

Si sporse lentamente in avanti verso di lei, sentendo il suo profumo inebriante. Deglutì, fissandola negli occhi. I respiri di entrambi erano affannati ed instabili, e i loro occhi si erano fusi in un unico colore che li avvolgeva dall'alto dei loro corpi. Sembrava che tutto ciò che li circondasse fosse ormai estraneo, quasi come se le loro essenze si levassero in cielo mentre i loro corpi restavano immobili, distaccati dal loro essere. Più si avvicinavano, più le pareti apparivano piccole e soffocanti. Faceva ormai talmente che caldo che i vestiti erano diventati un grosso peso sui loro corpi ansanti. Peter non seppe che cosa gli prese, ma sentì la forte necessità di avvolgerla tra le sue braccia. Sentiva un'astinenza particolare dal suo corpo; desiderava più che mai sentire la sua pelle nuda, forse ancora di più di riavere indietro tutto ciò che aveva perso. In quel momento niente aveva più importanza se non quel contatto tanto bramato.
Le avvolse la vita con il braccio, avvicinandola a sé. La giovane si morse il labbro vedendolo guardarla in quel modo. Lo desiderava anche lei.
I suoi occhi iniettati di sangue stavano corrompendo quelli innocenti di lei, mentre i loro respiri si fondevano sempre più in un unico gemito. I loro battiti accelerati presto rallentarono, trasformandosi in un solo palpito. Non esiste niente al mondo di più forte di due anime che danzano nel sesso di un unico legame tra due mortali.
«Peter... non credo che sia il caso» Ansimò sulle labbra di lui. I loro visi erano l'uno contro l'altro e tutte le distanze tra i loro corpi erano svanite. Il petto della giovane fece su e giù all'impazzata quando lui le sfiorò il collo con una mano, mentre con l'altra le teneva stretto un fianco per avvicinarla sempre di più a sé.
«Oh, Tammy, tu non vuoi dirmi di no» sussurrò contro il suo orecchio, per poi lasciarle una scia umida di baci sul collo. Scese lentamente, un bacio dopo l'altro, fino all'attaccatura della maglietta. Le diede un bacio caldo, seguito subito dopo da un morso. Tammy ansimò, sentendole il sangue affluire in quel punto dolente. Schiuse leggermente le labbra, soffiando sulla zona arrossata.
Fece scivolare l'altra mano dentro i pantaloni di lei, cingendole la coscia dall'interno. Un ghignò si fece largo sul suo volto vedendola sussultare.
«Dimmi che lo vuoi» disse a denti stretti, fissandola negli occhi. Poggiò le labbra su quelle di lei, ritraendosi quando lei cercò di rubargli un bacio. La giovane deglutì, sentendosi intimidita da quello sguardo severo. «Dimmi che lo vuoi» insistette, afferrandola rudemente per i capelli. La avvicinò ancora di più, senza lasciare la presa. Fece salire la mano che le cingeva la coscia all'altezza delle sue mutandine. La sfiorò delicatamente con la punta delle dita, facendole scivolare da un punto all'altro tra le gambe della ragazza. Le scostò di lato, spingendo lentamente un dito dentro di lei, muovendolo contro le pareti strette.
Lei ansimò pesantemente, pendendo dai suoi occhi.
Voleva vederla supplicare.
«L-lo voglio» ansimò lei, spingendo in avanti il bacino. Lo afferrò per la camicia sbottonata, cercando di sentirlo ancora più vicino. Sussultò quando Peter la gettò di forza sul letto. Si chinò lentamente su di lei, sfilandole di dosso la maglietta. La scrutò in tutta la sua innocenza, accarezzandole il seno. Afferrò un capezzolo turgido tra l'indice e il pollice, stringendo delicatamente per poi far scendere la mano sul suo ventre. Avvicinò il viso al suo petto, lasciando una scia di baci tra un seno e l'altro, soffermandosi di tanti in tanto sui capezzoli per lasciare qualche bacio umido.
Le sue lunghe dita disegnavano cerchi nell'aria mentre le lasciava scorrere sulla sua pelle intorpidita. Non appena arrivò all'altezza dei pantaloni glieli sfilò di dosso insieme alle mutandine, per poi chinarsi su di lei.
Mosse il bacino in avanti e poi in movimenti circolari. Tammy schiuse le labbra, facendo sprofondare le dita tra i capelli biondi di lui, avvicinandolo a sé.
«Ti prego» sussurrò supplichevole. Uno si morse il labbro, mostrando un sorriso beffardo. Le loro labbra si incontrarono in un bacio sfrenato per poi staccarsi affannati e desiderosi.
Fece sprofondare le dita nelle sue cosce, stringendola mentre la penetrava. Più le entrava dentro più si sentiva legato. Non era solo sesso, ma una connessione mentale.
Se fosse stata colpa del DTH o meno, qualcosa sarebbe stata destinata a fallire. Impossibile determinare per certo che cosa, ma senza dubbio non sarebbe finita bene.
Tammy ansimò, avvolgendo le gambe attorno alla vita di lui. Fece scorrere una delle mani che lo tenevano per i capelli sulla sua schiena, graffiandola violentemente mentre lui muoveva il bacino con forza, aumentando l'intensità ogni volta che lei lo graffiava.
Tra musica di gemiti ed ansimi i loro corpi si univano sempre di più, inseparabili. Più si toccavano più ne volevano di più.
Peter le strinse il collo con una mano, sollevando leggermente il busto per poterla guardare bene in viso mentre godeva. Premette con forza dentro di lei, pendendo dalle sue labbra schiuse. Quando gli occhi lucidi di lei incontrarono quelli vitrei di lui la guardò con occhi incerti.
La stava vedendo per com'era, la stava guardando. Non era più un progetto, non era più un mezzo per il potere, non era più un'arma, non era più un numero. Era lei, chiunque fosse, era lei, e lui si sentiva tremendamente stregato.
Eppure lui era ancora quel mostro, e lo sarebbe sempre stato. Nemmeno quegli occhi da bambina potevano cambiarlo.

Under 001 - Stranger ThingsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora