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31 - Per un mondo diverso

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Certe volte le parole non bastano.
Certe volte tutto ciò che serve dire lo si esprime solo attraverso lo sguardo.
Certe volte degli occhi sono più penetranti dei discorsi più intrisi di passione, perché non serve nient'altro. Tutte le luci attorno si spengono, l'intero mondo sparisce. Bastano solo quegli occhi ad illuminarci, a mostrarci tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Ma non sempre tutti gli occhi innamorati sono destinati ad incontrarsi, quando il loro fato sarà solo bramarsi all'eterno, cercarsi nei posti più oscuri e reconditi dell'indefettibilità.
Quando un amore nasce nella più oscura nelle situazioni, spesso morirà in essa stessa.
Non sempre la luce prevale sul buio.
Certe volte, siamo destinati a patire per sempre le pene dell'inferno dopo aver toccato con la punta di un dito il paradiso.

Tammy e Peter questo non lo sapevano. Erano forse troppo accecati dalla loro stessa luce per notare l'oscurità che si stava formando attorno a loro. C'era sempre stata, ma dal momento in cui i loro battiti si erano fusi in uno solo quel nembo li aveva avvolti totalmente, e non sarebbe passato troppo tempo dal momento in cui ne sarebbero stati sommersi per il passaggio finale. Sarebbe finito tutto proprio come era iniziato.

Fu proprio nel momento in cui entrambi si trovavano distesi sul letto della stanza padronale di 001 che si fusero in una cosa sola. Non se ne resero nemmeno conto, ma in quel momento tutto ebbe inizio. Tammy era padrona di una forza inimmaginabile, che non era neppure ai livelli di quella di Peter Ballard, quel povero ragazzo che aveva perso e ritrovato ogni parte di sé, prima Henry Creel e per sempre 001. Si trattava della compassione, della rinuncia e del sacrificio che comportava un sentimento forte come l'amore, un sentimento che lui aveva da sempre sottovalutato, anche nel momento in cui imparò ad accettarlo come parte di sé. Mai avrebbe pensato che potesse portare a qualcosa di più della debolezza. L'amore rende deboli, così aveva sempre creduto, ma la verità era che l'amore rende forti solo quando si accetta la sconfitta, una cosa intollerabile dall'egocentrico, narcisistico e sociopatico soggetto numero 001.

Quando le mani di lui percorsero ogni singolo centimetro del corpo della giovane, assaporandone la pelle con le labbra gonfie e con il suo tatto gentile, lei gli diede tutto. Insieme al suo corpo, la sua anima; ed insieme a questa i suoi poteri.
Tra ansimi e sguardi fugaci i loro respiri si avvolgevano attorno ai loro corpi terrestri, tra piacere e dolore ogni parte di loro stava facendo l'amore.
Lo sguardo di Peter era penetrante quasi quanto il suo corpo dentro di lei, ammaliandola e facendola sentire estranea al resto. In quel momento esistevano solo loro, e lei per qualche istante non aveva più paura. Erano sparite le sue ansie ed era sparito ogni emozione negativa.
Peter si alzò dal letto per accendersi una sigaretta, e quando chiese a Tammy se ne gradisse una lei rispose di sì.
«Vorrei tornare a casa» disse lei, aspirando un tiro di quel fumo tossico che le riempì i polmoni, facendola lacrimare per il trattenere la tosse. Lui la guardò dritto negli occhi, forse preoccupato. Aveva forse paura di lasciarla andare, ma non per questo gliel'avrebbe impedito. Ora che sapeva che sarebbe stata al suo fianco, non aveva motivo di temere più nulla. «E vorrei che tu venissi con me» arrossì leggermente, ma il suo sguardo era deciso e stabile, per nulla esitante. Peter inarcò le sopracciglia, facendo anche lui un ennesimo tiro alla sigaretta che ormai stava finendo.
«Ah si?» disse aspirando l'ultimo tiro prima di spegnere la sigaretta sul suo stesso polso. La giovane sgranò gli occhi, ma non ebbe il tempo di dire nulla a riguardo «E cosa dirai ai tuoi genitori quando mi presenterai? Che sono il tuo rapitore? Colui che ti ha quasi uccisa? Saranno proprio contenti» premette con forza la cicca sulla sua pelle ardente, nonostante ormai la fiamma si fosse spenta. Provava il dolore, ma aveva capito che era l'unico modo per controllarsi. Si sentiva fuori di sé, e temeva che la bestia potesse tornare. Sapeva quello che era, sapeva di essere instabile, ma per lei voleva cambiare. Non si trattava più di recitare una parte manipolatoria, ora si trattava di proteggerla, per davvero.
«Peter...» Tammy si alzò, avvicinandosi a lui. Sapeva che aveva ragione, ma cosa poteva farci? Se lui non era normale ad averla rapita, allora lei non era normale a sentirsi grata che lo avesse fatto. «Non dovremo dire niente a nessuno» gli sfiorò il braccio con la mano libera, mentre nell'altra la sigaretta non fumata si stava riempiendo di cenere. «Potremmo semplicemente dire che siamo scappati insieme, e che siamo tornati. Meriti una vita normale anche tu» gli diede un bacio nell'incavatura del collo, mettendosi in punta di piedi per farlo. Lui l'afferrò per la vita con il braccio, cingendola a sé. «Dopodiché saremo soltanto noi, e andremo dove vorrai. Possiamo rendere il mondo un posto migliore, proprio come vogliamo entrambi. Saremo in grado di farlo a nostro piacimento. E poi chi sa, forse troveremo anche il tempo per visitare quella collina» sorrise, guardandolo negli occhi. Si sentiva al sicuro, sentiva che fosse lui il pezzo del puzzle mancante. Si sentiva completamente felice, o forse era solo la pazzia a parlare.
Lui le diede un bacio paterno sulla fronte, abbracciandola.
Non si erano nemmeno resi conto che erano cambiati, che la condivisione dei poteri era avvenuta senza nessuna morte. Erano lì, in piedi l'uno tra le braccia dell'altra stanchi e convinti di esserlo solo per il sesso. I loro corpi erano quasi a pezzi e le loro menti erano stanche, ma Peter sentiva di aver ritrovato qualcosa. Se ne accorse quando le diede un bacio a stampo sulle labbra, quando tutto attorno a loro sembrò cambiare densità.
«Ti amo» sussurrò lui, sentendosi quasi male per ciò che aveva detto. Tammy arrossì, avvolgendo le braccia attorno al suo collo.
«Ti amo anch'io, Peter» aveva funzionato. Era andato tutto secondo i piani e finalmente erano riusciti ad andare oltre le bugie e oltre la tossicità. 001 affondò le mani nei fianchi della ragazza spingendola contro il suo bacino, guardandola negli occhi.

Ma quando udirono il ticchettio assordante di un orologio a pendolo si sentirono precipitare. Il laboratorio assunse in aspetto strano, terrificante. L'aria era rarefatta e sembrava che ovunque fluttuasse della cenere mentre le luci erano cambiate del tutto. Sembrava che fosse completamente diverso da come lo avevano lasciato due secondi prima. Si trovavano proprio nello stesso posto in cui Peter arrivò per la prima volta, prima di perdere i sensi e ritrovarsi in quel distaccamento temporale parallelo. Qualcosa era successo.
Udirono dei passi in lontananza farsi sempre più forti e più vicini. C'era qualcuno oltre quella porta che era stata fino a quel momento chiusa a chiave. Era ora socchiusa e ricoperta da strane radici violacee, le stesse che ricoprivano le pareti e il tetto della stanza che emanava un odore terribile di marcio e di putrefazione. Peter strinse Tammy a sé a quando qualcuno spinse lentamente la porta.
«È arrivato il momento che tu ti riunisca a me fratello.»

Under 001 - Stranger ThingsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora