46. Il pianto dell'usignolo

117 7 1
                                    

at illa
flet noctem ramoque sedens miserabile carmen
integrat et maestis late loca questibus implet.

piange, l'usignolo, 
per tutta la notte: dal suo ramo ripete il canto 
denso di lacrime; 

riecheggiano di tristezza i luoghi, tutt'intorno.

-Virgilio

☀️PIUMA's POV☀️

DUE MESI DOPO

La ragazza davanti a lei aveva il piumaggio lucido e brillante di cera. Il trucco pesante e luminoso le donava un'aria di vigore e salute mettendo in risalto gli zigomi affilati e la sua carnagione dorata. Nuvole di cipria le ricoprivano le guance richiamando il rosso magenta delle labbra. Una figura per nulla intimidatoria, la donna alata assomigliava a quelle piccole statuette votive che sua zia teneva in fila sopra le mensole. Belle, inoffensive e destinate a  prendere polvere. 

Piuma distolse lo sguardo dal suo riflesso. Presto sarebbe venuto Clau a prenderla per portarla nel Giardino di Perle. Doveva farsi trovare pronta: il ritardo a corte non era ben visto, a quanto pare non era "etichetta". Termini che Piuma stava imparando avere molta più importanza di qualsiasi altra cosa. Apparenze e apparenze, alla fine era tutto quello che contava a palazzo.

Qualcuno bussò alla porta. 

Piuma inspirò a fondo, scrollò il suo piumaggio impeccabile e si diresse verso la piccola porta di legno. Dall'altra parte della soglia c'era Clau. La prima volta che lo aveva visto era rimasta impressionata dalla sua stazza. L'umano era imponente e quasi sovrastava il cornicione della porta. I capelli corti e ricci gli incorniciavano il volto ancora giovane e con qualche accenno di peluria. Sotto i lunghi stivali di cuoio indossava uno stretto paio di pantaloni bianchi che venivano coperti in vita dalla sua giacca verde smeraldo. Una sottile lama era posta nel suo fodero e il tricorno che spesso portava in testa ora era stretto sotto il suo braccio. Nonostante la divisa di tutte le guardie di palazzo, i vigiliae, fosse la stessa, Clau era inconfondibile nella sua. C'era sempre qualcosa di fuori posto e poi la sua stazza facilmente lo distingueva dai suoi compagni d'armi.

-Andiamo?- 

Piuma annuì e varcò la soglia facendo attenzione che le sue ali non strusciassero e si sporcassero. L'ultima volta che si era presentata con le piume sgualcite e non più così lucenti dalle applicazioni di cera aveva subito un trattamento che avrebbe fatto volentieri a meno di subire una seconda volta. 

Claudius procedeva spedito al suo fianco. Era una persona riservata e gentile. Era uno degli unici umani che la trattasse con dignità e in qualche modo rispetto. D'altronde tutti conoscevano la sua storia, la storia della sua cattura e della sua fuga. Ma non sapevano che non era stata sola nel suo viaggio, non sapevano di C-

NO. L'alata spinse il ricordo nei più profondi recessi della sua mente, scacciandolo via con una folata di altri pensieri.

I pavimenti del palazzo erano talmente lucidi che sotto di loro camminavano due loro perfette copie. Ma i riflessi sul marmo non facevano giustizia al suo piumaggio, non catturavano le molteplici sfumature cangianti come solo la luce del sole sapeva fare.

Al loro passaggio si sollevano sempre esclamazioni di sorpresa. Nonostante fossero passati innumerevoli soli dalla sua venuta a palazzo non aveva ancora incontrato nessuno che non rimanesse ipnotizzato dalla bellezza delle sue penne. Una maledizione nascosta dietro il volto della bellezza. Una rovina.

-Piuma-

La ragazza alzò lo sguardo ad incontrare quello di Clau. L'umano la stava guardando con la fronte corrucciata ed indicò con un gesto minimo le sue ali. -Lo stai facendo di nuovo-

Il Mostro e la Bestia (GirlxGirl)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora