4. Notte

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💀 CAELESTE's POV 💀

Caeleste era incredula. Non solo perché doveva catturare un alato, ma perché era stato il re in persona a richiederne uno.

Gli alati erano quasi come una leggenda: creature fisiologicamente identiche agli umani ma con l'unica particolarità di possedere un paio di ali attaccate alla schiena esattamente come un paio di arti in più.

E questo la spaventava: era sempre stata incaricata di catturare ferae che erano più simili a bestie e animali che a persone. Gli alati erano come gli esseri umani, guidati da una morale, dotati di intelletto e raziocinio e soprattutto capaci di provare emozioni analoghe a quelle umane.

-Maledizione!- imprecò al vuoto della sua stanza.

Una stanza posta nei corridoi della servitù, del tutto lontana dall'ubicazione dei suoi vecchi alloggi. Era una scatola quadrata, dalle mura scarne e spoglie per nulla invitante e familiare.

Ramadeus la guardava con tristezza dal suo letto.

Caeleste si sdraiò al suo fianco e ricambiò lo sguardo. -Come faccio Ramadeus? Ho solo due settimane per tornare qui con un alato in gabbia- si morse il labbro. -È impossibile-

-Cece, vorrei che ci fosse un altro modo, ma non è così. Devi partire per forza-

-E poi?- Caeleste chiuse gli occhi con forza.- Quando avrò trovato l'alato cosa devo fare? È come una persona, dannazione, è come se mi avessero chiesto di catturare un genio-

A quel punto lo spirito azzurro allungò una delle sue piccole mani e le carezzò la fronte. -Un modo lo troveremo-

-No, non è vero. Non abbiamo scelta: è sempre stato così. Potrei andarmene da qui, fuggire oggi stesso per non tornare più, ma sai bene che non posso- sospirò.

La ragazza sentì un abisso allargarsi all'altezza del petto e gli occhi iniziare a bruciarle. Nel giro di quattro anni la sua vita era cambiata drasticamente: la sua famiglia era stata sterminata, le loro proprietà vendute a Marinus Placentia e lei, la figlia del conte era costretta a vivere cacciando creature magiche solo per lo sfizio e la moda di qualche nobile eccentrico.

-E per di più dovrò portarmi appresso Craig e la sua banda di criminali-

-Ma ci sono io Cece-

La ragazza scosse la testa riaprendo gli occhi. -Quando avrò espresso il mio ultimo desiderio te ne andrai anche tu-

Gli occhi gialli del genio la fissarono con tristezza. -Sai bene che se potessi scegliere non me ne andrei mai-

-Nessuno sarà mai libero di scegliere-

Il genio scosse la testa, ma non replicò. La stanza venne avvolta da un pesante silenzio.

Quella sera Caeleste non si presentò a cena, anzi si infilò sotto le coperte e chiuse gli occhi. Il confortevole abbraccio di Ramadeus in netto contrasto con l' abbraccio ora estraneo e inospitale di quella che era stata la sua vecchia casa.

***

Caeleste stava giocando con suo fratello, Giunio. Era una tranquilla giornata di mezza estate. Faceva caldo, quindi entrambi erano stati vestiti in modo leggero e si divertivano a giocare nello stagno dentro la tenuta.

-Signorina Cealeste, signorino Giunio- una voce li raggiunse.

I due fratelli si girarono e trovarono miss Sand a pochi passi da loro. La badante aveva tra le mani un vassoio pieno di dolci.

-É l'ora della merenda- disse Miss Sand ponendo il vassoio su un tavolino.

-Mamma e papà?- chiese il bambino.

Miss Sand lanciò un'occhiata a Caeleste. Uno sguardo che solo loro due potevano capire.

-Sono impegnati- rispose Caeleste prendendo la mano del fratello più piccolo e guidandolo al tavolo.

Due giorni prima era stato il suo compleanno e nonostante la loro primogenita fosse entrata nell'età adulta, i sedici anni, conte e contessa non si erano fatti vedere. Avevano impegni a Corte, nella capitale.

Caeleste non sapeva bene cosa stesse succedendo, ma le occhiate preoccupate della servitù le suggerivano che la situazione fosse più tesa e preoccupante di quanto sembrasse.

-Ah- il bambino corvino abbassò lo sguardo.

-Su signorino, non si rattristi, torneranno presto- Miss Sand si inchinò e gli fece passare un croissant sotto il naso, rubandogli un sorriso.

E fu in quel momento che Caeleste vide il Morbo per la prima volta.

Nel giro di pochi istanti il sorriso di suo fratello scomparve e il suo viso si pietrificó. Gli occhi di Giunio, chiari come i suoi divennero neri ossidiana. Poi suo fratello urlò e un'esplosione di vene nere gli attraversò il corpo.

Caeleste si precipitò verso di lui e lo strinse forte a sé, anche quando suo fratello perse i sensi e Miss Sand si riprese abbastanza da correre dentro la villa per chiamare aiuto, non lo lasciò andare e continuò a stringerlo contro il suo petto.

***

Caeleste si svegliò nel cuore della notte. Aveva il respiro affannato e il battito cardiaco a mille.

Cercò di alzarsi dal letto, ma una fitta improvvisa alla testa la fece schiantare di nuovo sul materasso.

No, no stava succedendo di nuovo. Ma com'era possibile? Avrebbe dovuto avere ancora alcuni giorni...no, no c'era qualcosa che non andava...

-Rama... Ramadeus- gracchiò con voce tremante. Una fitta al petto la costrinse a rannicchiarsi su se stessa.

-Cece!- il genio iniziò a saltellare per la stanza, rovesciando scatole e mobili.

Per un istante la vista le si oscurò completamente. Smise di vedere qualsiasi cosa, anche la piccola figura blu sparì dal suo campo visivo. Iniziò a respirare ancora più a fatica.

Stava avendo un'altra crisi.

Poi la vista le tornò e vide Ramadeus porgerle in fretta e furia una piccola fiala. Senza esitazione ingoiò il contenuto in un sorso solo.

Non appena il liquido entrò in contatto con la sua gola sentì un bruciore terribile espandersi per tutto il petto. Un fuoco gelido iniziò a lambirla dall'interno strappandole un gemito di dolore.

Dopo un minuto la lenta agonia iniziò a diminuire di intensità e il suo battito cardiaco iniziò a rallentare, stabilizzandosi. Riuscendo a sedersi sul letto accese una candela e afferrò lo specchietto sul comodino, sapendo benissimo cosa avrebbe visto di rimando.

Due occhi scuri la fissavano e un intrico di vene nere le attraversavano il viso. Pian pian le iridi iniziarono a rischiarirsi, tornando al loro colore ceruelo e le vene scure sparirono.

Caeleste ripose lo specchio e si distese nuovamente a letto. Il Morbo le aveva portato via la sua famiglia e presto avrebbe preso anche lei.

Il Mostro e la Bestia (GirlxGirl)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora