Capitolo undici.

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"Sono innamorato di te." Quella frase.. quella maledetta frase rimbomba nella mia testa. Come ha potuto confessare i suoi sentimenti come se niente fosse? Non ha un minimo di cuore? E' venuto al festival con Himiko dopo che si è lasciato con lei e pensa a dirmi questo? Perchè proprio a me doveva succedere una cosa del genere? Perchè mi sono messa in mezzo a questo casino esattamente come al liceo? Solo che lui non è Makoto, è Keigo e non l'ha umiliata davanti a tutti dandole della puttana solo per come si veste, ci ha parlato con calma e hanno deciso insieme di lasciarsi, sarà davvero come dice lui? Vorrei sentire anche la versione di Himiko, però.. non posso tornare dagli altri in queste condizioni, almeno non ora.. sono troppo agitata e finirei per dire frasi che neanche penso davvero. Dannazione sto girando per il festival come una deficiente sperando che mi passi questo senso di malessere interiore. Superai tutte le bancarelle e mi misi seduta su una panchina davanti al ponte che porta all'altra parte della piazza, poco dopo mi alzai e poggiai le mani sul parapetto, mi sporsi in avanti e chiusi gli occhi. Keigo dopo quello che mi hai detto.. io vorrei odiarti con tutta me stessa per aver spezzato il cuore della mia migliore amica, però non riesco e penso sempre che tu sia un bravo ragazzo. Solo pensando questo di te, mi sto calmando poco a poco. Devo tornare ed affrontare la situazione a testa alta.. non è da me scappare ma questa volta ho sentito un brivido dentro di me, un brivido di rabbia e paura. Se penso a come reagirebbe Himiko e se penso al suo rifugio nell'alcol fino a sentirsi male, io.. non lo accetterei, però devo parlare con entrambi, devo comunicare con loro.. scappare non serve a nulla. Tolsi le mani dal parapetto e tornai indietro a passo svelto, avevo il mio solito sguardo freddo e deciso e non mi importava di nulla se non tornare lì.

Ma che succede? Perchè ci sono una decina di persone radunate in cerchio? Mi avvicinai per guardare meglio ma con tutta quella gentaglia non riuscivo a vedere nulla. "BASTARDO, IO TI AMMAZZO." Questa voce.. "Scusate fatemi passare." Spintonai per passare avanti e non appena vidi quella scena raccapricciante di Hiro che prende a pugni Keigo, sbarrai gli occhi di colpo. Decisi di intervenire e bloccai il braccio di Hiro separandolo dall'altro. "Finiscila." Aveva lo sguardo da psicopatico, non lo riconoscevo più. "E' vero quello ha detto? Si è dichiarato?" Guardai Himiko ed i suoi occhi erano abbastanza sconvolti, nel frattempo quello che ritenevo il mio ragazzo abbassò la mano. Distolsi lo sguardo da quello della mia migliore amica e lo puntai su di lui, guardandolo con rabbia e delusione. "Ma quanti anni hai? Perchè ti metti a litigare per una ragazza? Non pensavo potesse fare una cosa così crudele ma a quanto pare mi sbagliavo. "Tu sei la mia ragazza e lui non deve azzardarsi a--" "Usare la violenza per una stronzata del genere è sbagliato." Mi diressi da Keigo e lo aiutai a stare in piedi, il suo volto era ricoperto di sangue mentre Hiro non aveva neanche un graffio. Il primo non si è difeso, ha continuato a ricevere botte su botte anche se facevano male e non oso immaginare il dolore interiore oltre che fisico, dopo tutto quello che ha subito. "Hey, aspet--" "mi hai delusa moltissimo, Hiro." Mi girai di spalle, non riuscivo più a guardarlo.. io mi fidavo di lui. "Portiamolo a casa nostra." Disse la mia amica, anche lei.. era davvero tanto preoccupata.

Ci dirigemmo al parcheggio ed Himiko poggiò le mani sul manubrio del motorino di Keigo. "Vuoi che lo porti io?" Lei negò con il capo e sorrise. "Tu pensa a lui." Sorrise ancora ma nei suoi occhi c'era la disperazione più totale e mentre portò quel motorino a mano era dietro di me, non osava profanare parola. Il braccio di Keigo era avvolto attorno al mio collo e la sua mano voleva toccare la mia, così pian piano l'avvicinai e notai un piccolo sorriso sulle sue labbra. Stava per dirmi qualcosa ma non riusciva a parlare. "Forse ci conviene portarlo in ospedale." La prima frase di Himiko dopo quel silenzio. "E con quale mezzo? Nessuna delle due guida e non possiamo certo andare con il motorino." Risposi. "Magari possiamo chiamare--" "chi? Hiro..? Il bastardo che ha picchiato il tuo fidanzato?" La interruppi, non volevo più sentirlo nominare. "Non lo è più e credo che tu già lo sappia." La mia mente era consapevole che tra loro due non c'era più una storia d'amore però il mio cuore non voleva accettarlo e soprattutto, non riusciva ad accettare che abbiano rotto per me. Non risposi e non dissi nulla durante tutto il tragitto, una volta arrivati Himiko accostò il motorino ed io aprì la porta di casa, aiutai Keigo a mettersi seduto sul divano. Non vidi la mia amica entrare in casa e mi affacciai alla porta per vedere se ci fosse ancora, era seduta per terra con la testa tra le ginocchia. "Hey--" "dimmi la verità.. si è dichiarato davvero?" Io le misi una mano sulla spalla. "Possiamo parlarne con calma in un altro momento?" Voglio un confronto con lei, sapere cosa ne pensa.. i suoi sentimenti, però prima vorrei che la situazione fosse calma e tranquilla, comunicare con la rabbia nei nostri cuori non va affatto bene. Alzò lo sguardo verso il mio e si alzò da terra. "E di cosa? Oramai è tutto già chiaro, no? Io.. lo sapevo da tempo e te lo avevo anche detto ma affermavi continuamente che non era possibile e che aveva occhi solo per me." Distolse lo sguardo. "Perchè ne ero sicura e ci credevo veramente." Questa volta non mi guardò. "Ma smettila, avresti dovuto capirlo anche tu o forse.. te ne eri già resa conto ma sei così testarda che mi fai venire la nausea e continuavi a pensare sempre la stessa cosa." Himiko.. ti giuro che io non avevo capito un bel niente.  "Vado a fare una passeggiata." Fece due passi in avanti e si fermò poco dopo guardandomi con la coda nell'occhio mentre mi sorrise. "Prenditi cura di lui.. ok?" L'ultima frase prima di andar via. Forse è meglio lasciarla andare per il momento, vorrebbe sfogarsi per conto suo solo che.. spero non si sfoghi bevendo.

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