Capitolo cinque.

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Nessuna delle due osava profanare parola, c'era ancora quel silenzio. Con la coda nell'occhio notai che Himiko mi stava guardando. "Allora? Vuoi restare a guardarmi per un'altra ora o vuoi iniziare a parlare?" Sembrava che non sapesse di cosa stessi parlando, eppure.. lo sapeva eccome. "Non fa niente, però.. se non hai nulla da dire, lasciami stare per favore." Continuai, ero abbastanza dispiaciuta. Himiko, perché? Perché resti in silenzio? Perché il tuo sguardo sembra negare tutto quanto? Non prendere in parola quello che ti ho detto, non te ne andare.. dammi una risposta, anche se può sembrare una bugia. "Non volevo che lo venissi a sapere in questo modo." Lei spezzò quel silenzio, finalmente. "E allora perché non me lo hai mai detto? Avevi paura che ti avrei giudicata.. o che fossi gelosa?" Cazzo non dovevo fargliela questa domanda, è come se la considerassi una pessima amica. "Lo pensi davvero?" Rimase con quel tono calmo e sottile. "N-no.. cioè—" "non è per quello." Mi interruppe, guardò verso il basso e fece un sospiro. "Dopo che la mamma è morta, mio padre se n'è andato e mio fratello cercava ogni pretesto per discutere, ero così demoralizzata e triste e l'unica fonte di sfogo eri tu Miki, però.. perdonami, non mi sentivo affatto felice, cercavo una persona nella mia vita che avesse i miei stessi problemi familiari ovvero una madre assente ed un padre di merda." Si bloccò un secondo e sempre con la coda nell'occhio, notai che stava sorridendo appena mentre si mise una mano sul petto. "Con la speranza di incontrare quella persona, uscivo con ragazzi con cui facevo sesso occasionale, forse uno di loro era proprio quello che cercavo, però.. non è stato così." Mi girai verso di lei. "Poi ho incontrato Keigo e quando abbiamo iniziato a parlare di noi due ed a confidarci l'uno con l'altro, ho capito quanto mi fa stare bene e quella felicità.. volevo tenerla soltanto per me, è un pensiero egoistico.. lo so." Continuò a premere la mano sul suo petto. Dimmi Himiko.. a cosa stai pensando? "T-ti prego di qualcosa, anche un vaffanculo." Ah ecco, hai paura della mia reazione, beh amica cara, sai cosa ti dico? "Non è affatto egoistico." Risposi mettendo una mano sulla sua. "Tutti noi abbiamo qualcosa che vorremmo tenere per noi." Già.. la paura che ho nel non relazionarmi con i ragazzi e tenerli lontano, mi fa stare male perchè in fondo vorrei anche io qualcuno che mi rende felice, però.. resto comunque bloccata, ho paura di soffrire e paura che un giorno non lo troverò mai più. Io ed Himiko viviamo in due mondi diversi, lei vuole tenere per se la felicità mentre io.. la tristezza. "Io.. non volevo costringerti, ero solo preoccupata, non volevo che pensassi quello che ti ho detto prima, cioè che ti avrei giudicata o altro, sai come sono fatta e--" "lo so benissimo, sei insicura più di me quando mi esce un piccolo brufolo sulla fronte." Rise appena ed io.. ricambiai la risata. "Sei proprio una scema." Dissi. "Comunque.. tranquilla, prima o poi avrei sputato il rospo, però.. ecco magari in un'altra occasione." Lei sorrise. E' arrivato il momento anche per me di sfogarmi e di condividere quel che sento davvero, almeno a lei. "Himiko, e-ecco--" mi bloccai. Ma perchè non riesco? Dai Miki ce la puoi fare. Feci un bel respiro e nel momento in cui stavo per iniziare il mio discorso, iniziai a tossire. "Hey, non ti sforzare." Accidenti, adesso faccio fatica anche a parlare. "Me lo dirai un'altra volta, ora riposati." Continuò. "O meglio, me lo dirai quanto te la sentirai." Lo hai capito anche tu che non riesco a dirti nulla.. vero? Anche se mi tengo tutto dentro, mi si legge in faccia quello che sento davvero, sono una vigliacca. "Vado a studiare un pò." Disse lei alzandosi dal letto. "Sicura di non avere la febbre anche tu?" Le domandai con volto stupito. Lei si mise a ridere. "Ho un esame a breve." Rispose. "Che rottura, non mi va per niente.." E quando mai? "Vuoi che ti dia una mano?" Lei negò con il capo. "Voglio solo che rimani al letto." Aggiunse, prima di mettere piede fuori dalla mia stanza. Subito dopo tornò con un bicchiere colmo d'acqua e lo mise sul comodino insieme alla confezione di tachipirina appena comprata. "Prendila, ok?" Io annuì e lei lasciò definitivamente la camera. Non avevo voglia di dormire, volevo restare a guardare il soffitto, volevo pensare e ripensare alla nostra conversazione, come sorrideva mentre parlava di lui, era un qualcosa di spettacolare, i suoi occhi brillavano. Spero che anche i miei inizino a brillare così, spero che questa paura passi e che mi inizi a fidare di loro, lo spero con tutto il mio cuore. 

Complicità.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora