Capitolo quindici.

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Dopo che mi sono inflitta quella ferita alla mano, ho iniziato a farmene altre ma sull'avambraccio e sempre con lo stesso pezzo di vetro. Graffio dopo graffio il dolore psicologico aumentava e l'odio per me stessa diminuiva. Forse perché.. mi stavo ferendo talmente tanto da esserne soddisfatta. Ero da sola al buio mentre il sangue colava su tutto il braccio e mentre cercavo di trattenere le lacrime. Ad un certo punto decisi di smettere perché tre tagli erano abbastanza per me, quei tre tagli significavano tanto. Visto Himiko? Non sono forte neanche per il cazzo.. mi sono abbattuta. Ti farei davvero vedere questi tagli così non dirai più di essere come me.

Questa mattina io e lei non ci siamo neanche incrociate, E' uscita presto per andare all'università mentre io.. ero sul letto che tentavo di chiudere gli occhi visto che non avevo dormito e questa situazione.. va avanti da giorni. Non mi ero neanche disinfettata i tagli sul braccio e l'enorme graffio sulla mano, avevo solo coperto tutto con un pezzo di stoffa. Avevo delle occhiaie che facevano paura e tentavo in tutti i modi di coprirle con del fondotinta.

Quando Himiko rientrò in casa nel pomeriggio, non mi rivolse parola. "Qualcosa non va?" Le feci questa domanda perché lo capì subito, non c'era nulla che andasse nel verso giusto. "Non lo so, dimmelo tu." Rispose mentre si tolse il giubbotto. "Cosa c'entro io adesso?" Non osava guardarmi e non rispose alla mia domanda. "Himi—" "te ne sei resa conto anche tu che il nostro rapporto non è più come prima.. vero?" Perché dice questo? Cosa intende? "Ma non è cambiato nulla tra noi due.." Mi passò affianco. "Io.. ti ho aspettata tutta la cazzo di notte, ero preoccupata e non ti sei degnata neanche di richiamarmi, anzi.. dopo due ore hai risposto con un messaggio." Quindi.. è per questo. "Al festival, hai deciso di andare con Keigo perché volevi sapere cosa fosse successo tra me e lui, vero?" Aggiunse. "S-si.. è così." Risposi io con tono dispiaciuto. "Tu non mi dicevi nulla e sapevo che ci fosse qualcosa che non andava perché non ti avevo mai vista così." Lei strinse le mani in un pugno. "Quindi.. se tu stai male non me lo dici ma nel momento in cui sto male io devo dirti tutto? Tra migliori amiche che si conoscono da tantissimi anni.. non ci si comporta così egoisticamente." Si girò verso di me però teneva ancora lo sguardo rivolto verso il basso. "Ti ho detto che ti saresti sfogata quando ti sentivi pronta, però ora basta." Aggiunse. "Cosa dovrei raccontarti? I-io sto—" "quella è un'espressione di chi sta bene? Ma non dire cazzate, per quanto ancora intendi tenerti tutto dentro?" La stessa domanda che mi ha fatto Mina. "Non ti fidi di me? Credi che ti giudicherei?" Himiko.. perché? "N-no—" "allora parla con me, cazzo parla con me, sono la tua migliore amica." Alzò lo sguardo verso il mio. "Cos'è che ti spaventa? Cos'è che—" non finì di fare la seconda domanda perché io.. mi girai dall'altra parte. "Non voglio condividere quello che ho con te." Non voglio farla stare male perché questo dolore devo averlo solo io. "Bene, perfetto.. allora non cercare più di indagare su di me e non intrometterti più nella mia vita." Quando la sentì pronunciare queste parole, mi venne da sorridere appena.. il discorso di prima mi fece pensare che forse.. è meglio così.  "Va bene Himiko." Abbassai la maniglia della porta. "Vai a fare in culo." La guardai con la coda nell'occhio mentre sussurrò questa frase. Poi uscì di casa, chiudendo la porta alle mie spalle. Sono egoista, una lurida egoista, ho pensato solo a quello che provavo io e mi sono sfogata su me stessa. Secondo me ha notato anche la fasciatura sulla mano ma non ha fatto domande perché lo sapeva che non le avrei dato una risposta o peggio.. che avrei mentito guardandola negli occhi.

Al locale arrivai mezz'ora in anticipo ed erano già tutti lì. Senza guardare Hiro andai a posare il giubbotto nello stanzino insieme a tutti gli altri e nel momento in cui stavo per uscire da lì, Hiro era avanti a me con la spalla appoggiata al muro. "Comportati come al solito." Disse lui. "Devo.. i problemi personali devono stare lontani dall'ambiente lavorativo." Quando stavo per uscire, lui mi bloccò. "No non hai capito un cazzo, voglio che fingi di essere la mia ragazza.. infondo nessuno sa che ci siamo lasciati no?" Come potrei baciarlo davanti a tutti sapendo quello che è successo? "La risposta è no, non lo farò." Lui fece un piccolo ghigno. "E perché?" Si avvicinò piano a me ed io indietreggiai. "Non voglio baciarti come se mi fidassi ancora di te." Hiro mi prese la mano fasciata ed iniziò a stringerla. "Non devi farlo per forza, basta che dici a tutti che stiamo insieme e basta, non è complicato." Io tolsi la mano dalla sua. "Presto dirò che tra di noi è finita senza specificare il motivo." Ma a loro cosa gliene frega se stiamo insieme oppure no? "Nessuno sente la necessità di sapere cos'è successo realmente perché basta vedere i nostri sguardi indifferenti tra di noi per capirlo." Lui sospirò appena. "Aspettavano da tanto questo momento." Mise le mani nelle tasche dei jeans. "Anche io.. perchè nutrivo speranza e invece.. mi hai quasi violentata." Lo scansai con il braccio senza dire nient'altro. "Come posso fare per far si che ti fidi di nuovo di me?" Domandò, mentre stavo per uscire dallo stanzino. "Ti ho dato più di una possibilità e le hai sprecate, adesso non puoi fare più nulla Hiro, è finita." Raramente do una seconda chance e quando lo faccio vuol dire che ci tengo davvero. "Non ti sei neanche preoccupato per me, hai continuato a comportarti da stronzo, come pretendi che io mi fidi ancora?" Mi sento così stupida ad aver creduto in lui, volevo avere nuove esperienze, volevo avere una relazione con una persona che sapevo di conoscere bene ma a quanto pare.. non la conoscevo a pieno. "Perché avrei dovuto preoccuparmi per te? Solo perché volevo fare sesso e tu non volevi?" Basta così.. è troppo. Io uscì dallo stanzino e lo lasciai da solo.

Complicità.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora