Capitolo trentadue.

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Sono passati cinque giorni e pian piano.. quei pensieri negativi dentro di me iniziavano a svanire, le ultime lacrime che avevano rigato le mie guance e le braccia che tenevano stretto il bacino di Keigo con la testa poggiata sul suo cuore che palpitava in lui, mi avevano fatto sentire libera ed il sorriso era di nuovo sulle mie labbra. Non era falso, era sincero.

Era una semplice domenica mattina, l'unico giorno in cui posso stare in tranquillità nel mio letto sotto le coperte. Delle labbra dolci e delicate si posarono sulle mie. "Buongiorno." Aprì piano gli occhi e ricambiai il sorriso del mio ragazzo. "A te." Risposi con voce rauca. Mi diede un altro bacio mentre mi accarezzò il viso, io non dissi più nulla, volevo godermi quella sensazione bellissima, quella sensazione di amore mai ricevuto prima perché ero colpita dal sentimento di freddezza e distacco ma anche dalla paura di essere molestata e presa in giro, credevo che gli uomini fossero tutti uguali. Mi sbagliavo, esistono persone che riescono a darti tutta la felicità che meriti anche attraverso uno sguardo. Tutto ciò.. è nato da un contesto sbagliato, per liberarmi di quella paura ed ottenere quella felicità, l'ho tolta alla mia migliore amica, sono consapevole di averla ferita e più passano i giorni.. più spero nel suo pazzo ritorno e con la speranza che lei riesca ad accettare la mia felicità, una richiesta egoista come l'amore dopotutto. "A che pensi?" Mi chiese Keigo spostandomi un capello dietro l'orecchio. "Nulla di particolare." Sorrisi, anche questa volta in modo sincero. "Okay piccola." Sorrise anche lui. Il mio ragazzo capì subito che quei pensieri nella mia mente erano più che positivi perché.. nutrivo speranza, anche se un misero briciolo. "Vado a preparare il pranzo." Io alzai di botto la testa dal cuscino e controllai l'ora sul telefono. "Cazzo.. ma è mezzogiorno passato." Non mi sembrava vero, era la prima volta che dormivo così tanto. "Da quanto tempo sei sveglio?" Domandai. "Dalle nove, ma non per mia volontà.. mi ha chiamato Eijiro." Sbuffò appena. "Ho provato a riprendere sonno ma non riuscivo e così.. ho fatto le faccende domestiche." Si grattò la nuca sempre con quel sorriso fisso sulle labbra. "Avresti potuto svegliarmi." Non mi piace che Keigo sbrighi le faccende al posto mio mentre io sono nel mondo dei sogni. "Erano giorni che non chiudevi occhio perché facevi tardi al lavoro ed il tuo corpo ne stava risentendo, l'unico giorno di riposo dovresti usarlo per riposare." Disse lui. "Va bene, però posso almeno aiutarti a preparare il pranzo?" Conoscevo già la risposta, ma volevo sentire le sue parole. "Rimani al letto." Io risi sotto i baffi. "Cosa c'è ora? Perché stai—" "ti conosco troppo bene ormai." Avevo ripetuto quella frase detta un secondo fa nella mia mente, tutto così accurato.. tutto così immerso nella complicità che ci lega. "Scema." Le sue labbra si fiondarono sulle mie, non riuscivano a staccarsi. La sua mano scivolò lungo tutto il mio fianco fino a toccare la mia coscia. La sua lingua umida si posò sul mio collo.

Tenemmo entrambi gli occhi chiusi fino a quando Keigo posizionò le labbra nuovamente sulle mie

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Tenemmo entrambi gli occhi chiusi fino a quando Keigo posizionò le labbra nuovamente sulle mie. "Vado." Mi diede un piccolo bacio sul naso. Non appena uscì dalla mia stanza, poggiai la testa sul cuscino cercando di riprendere sonno. Keigo ha ragione, questi cinque giorni sono stati i più duri per me con soltanto tre ore di sonno, a malapena riuscivo a reggermi in piedi e quando veniva a prendermi fuori il locale ripeteva sempre la stessa frase: "hai le occhiaie." Aveva un'espressione preoccupata in volto e questa preoccupazione, si poteva sentire anche attraverso il tono di voce. Ecco di nuovo quel sorriso da imbecille, aaaa smettila Miki, sei troppo innamorata, così finirai per diventare come una di quelle ragazze super romantiche con i cuori che svolazzano attorno alla tua testa, anzi.. forse lo sei già diventata. Hai trovato la persona giusta, la persona che ti fa brillare gli occhi, la persona che ti fa sorridere in questo modo, la persona con cui trascorrerai il resto della tua vita.

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