Keigo's pov.
<Keigo ho bisogno di parlarti.> Un messaggio ricevuto da Mike nel momento in cui misi piede dentro casa.
<Dimmi.> La mia risposta.
<No.. non tramite uno schermo, incontriamoci da qualche parte.>
<Ma che succede?> Anche con un semplice messaggio si può intravedere l'umore di qualcuno e Mike era abbastanza agitato.
<Te lo spiego faccia a faccia, ti prego devi aiutarmi.> Dannazione.
<Va bene va bene, ti aspetto al quartiere vicino casa mia.>
<Grazie.> Dopo questo messaggio, spensi il telefono e lo posai in tasca. Tutta questa situazione non mi convince ed ho paura che Miki si voglia mettere in mezzo in tutto ciò, ho paura che possa stare male di nuovo, forse perché abbiamo rischiato di litigare e lei neanche mi guardava in faccia. "Non facciamoci trasportare dai nostri pensieri, non facciamoci condizionare." Queste frasi balenano nella mia testa e voglio credere sia così, però.. ho comunque paura di stare dalla parte opposta alla sua per proteggere un mio caro amico, ho il timore di prendere una strada sbagliata. Durante la conversazione con lei il mio cuore tremava e la testa mi scoppiava, non voglio che le nostre strade si dividono, per nessuna ragione al mondo.
Mike era lì ad aspettarmi con la schiena appoggiata al muretto ed un'espressione da brividi. "Ho cercato di essere una persona migliore ma non ci sono riuscito." Incrociò le braccia. "Che intendi?" Risposi con tutta la calma del mondo. "Io l'amavo e non potevo accettare che qualcun altro potesse prendere il mio posto, non sapevo come comportarmi." La sua voce rude e schietta, i suoi occhi sbarrati, le vene ingrossate nel suo collo. "Non ero bravo con le relazioni, non sapevo tenerla a bada, la mia gelosia.. era più forte di me." Continuò avvicinandosi piano verso di me. "Purtroppo ho capito troppo tardi che stavo sbagliando e anziché calmare la mia gelosia, anzichè pensare di far andare bene le cose nella mia relazione con Momo, io le facevo solo del male ed ora.. mi faccio schifo cazzo." Mise una mano tra i capelli. "Mi sono fatto condizionare come un idiota da quello che ritenevo giusto e mentre cercavo di proteggere la mia donna la ferivo e basta senza neanche rendermene conto, adesso capisci perché non voglio più sentir parlare di relazioni serie?" Le persone all'apparenza forti si fanno manipolare facilmente, la mente gioca brutti scherzi. "N-non volevo perderla.. io l'amavo ma adesso è tutto finito, vorrei chiederle scusa Keigo credimi, io—" "credevo che Momo ci stesse prendendo per il culo ma a quanto pare quello sei tu, credevo che non fossi un uomo capace di violentare una donna.. ma che dico? Neanche un uomo sei." A mio padre lo dicevo sempre, la violenza non risolve nulla. "Le hai messo le mani addosso e per cosa? Per il tuo senso di inferiorità, per la tua debolezza, la tua fragilità." Io voltai i tacchi, non riuscivo a vedere la sua faccia. "Lo sai che ti dico? Mi sono sentito stupido a crederti." Sentì il tocco della sua mano sulla mia spalla con una stretta leggera. Io rimasi inerme, non sapevo se incrociare il suo sguardo oppure scansarmi dal suo tocco, mi sono fidato di lui, gli ho creduto, ho visto i suoi occhi quella sera ed erano molto diversi da ora.
"Se vuoi che sia solo tua allora fai in modo che nessuno la guardi, che nessuno la sfiori."
"Lo fai solo per il suo bene."
"Un rimedio per placare la tua gelosia e la tua rabbia non sta in una semplice carezza, è qualcosa di più."
"Queste frasi nella mia testa non andavano via, credevo che facendo così mi sarei sentito più sicuro di me." Lo guardai con la coda nell'occhio ma poco dopo distolsi lo sguardo. "Non è un oggetto di proprietà, amore non significa possessione, amore non significa toglierle tutto quello che ha comprese le amicizie.. anche io sono insicuro, anche io sono fragile ma non ho mai pensato di fare del male a qualcuno per questo, non ho mai pensato di ferire la persona che amo." Non appena pronunciai queste parole, lui tolse la mano e lo sentì singhiozzare. "Perché mi hai detto di venire qui?" Gli dissi con freddezza. "Speravo che tu potessi aiutarmi." Mi girai verso di lui, vedevo nei suoi occhi la sofferenza più totale. Soffriva per i sensi di colpa, soffriva perché aveva fatto del male alla persona a cui teneva di più, soffriva perché voleva tenerla per se e proteggerla però.. in modo sbagliato. Io sapevo che adesso non stava mentendo, diversamente da chi non frega un cazzo ed usa la violenza soltanto per far sentire quella persona una merda esattamente come mio padre, lui neanche piangeva, anzi.. rideva di continuo perché si divertiva e so benissimo che Mike non è così, però— "ti dico solo una cosa, chiedile nuovamente scusa, accarezzale la mano mentre lo fai, poi non avvicinarti più a lei perché quello che hai fatto non si dimentica facilmente, il passato non si può cambiare e le ferite rimangono." Fa male parlare dei tempi passati, mi rende triste ma in questo momento è l'unica cosa a cui io riesca a pensare. "Non mi perdonerà mai.. vero?" Non gli risposi, scossi la testa abbassando lo sguardo. "C-capisco, farò come hai detto tu." Sorrise appena con gli strascichi di lacrima al bordo degli occhi. Io vedevo Mike con occhi diversi, pensavo fosse uno sicuro di se, uno capace di dividere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato però non posso fare a meno di rimanergli accanto, lui soffre, lo vedo.. lo sento. Lo accolsi tra le braccia ma non lo strinsi e mi staccai subito dopo abbozzando un sorriso, poi voltai i tacchi.
