Dannazione, ora che faccio? Rimango a guardarlo come un idiota oppure sciolgo il ghiaccio ed inizio una conversazione? Okay io.. volevo incontrarlo però adesso.. non so proprio cosa fare, sono bloccata. Anche lui non dice una parola, il suo sguardo, i suoi occhi, anche se di colore diverso, somigliano ai miei ed è questo che mi attira di lui, sento di aver trovato una persona simile a me, con il mio stesso carattere per la prima volta e questo mi consola. Dai.. abbiamo davvero intenzione di restare a guardarci senza dire nulla? Basta è arrivato il momento di-- "un bel temporale oggi eh?" Spezzò quel silenzio nel momento in cui stavo per aprire bocca. "S-si.." solo questo? Andiamo Miki puoi fare di più. Lui si accostò a me, una mano la mise nella tasca dei pantaloni mentre con l'altra continuò a tenere l'ombrello. Fece due passi in avanti ed io lo seguì. "Non dovresti girare da sola di notte per queste strade, è pericoloso." Eh? Ed ora come se ne esce? "Volevo solo fare una passeggiata." Risposi. "Con questo tempo? Non hai neanche l'ombrello." Ribattè lui. "Io amo la pioggia, mi fa sentire tranquilla." Questo è vero.. sin da piccola ho sempre amato la pioggia, il suo profumo, le sue gocce che picchiettano sull'asfalto ed il suo rumore. "Anche io, quando piove.. sono felice." Accennò un piccolo sorriso e guardò in alto. E così.. ho trovato un'altra cosa in comune con lui. "Da piccolo mi affacciavo sempre alla finestra quando pioveva, era l'unica cosa che mi rendeva felice." Il suo sorriso svanì, ma continuò a guardare in alto. Vorrei chiedergli il perchè, però allo stesso tempo non vorrei sembrare invadente quindi mi limitai ad un "capisco" detto con dolcezza. "Scusa un secondo, mi stanno chiamando." Il ragazzo tirò fuori il telefono dalla tasca e lo poggiò sull'orecchio.
"Pronto? Ciao amore" A-amore? Ma quindi ha la ragazza..
"Ho giocato d'azzardo fino ad ora e sto tornando a casa, tu?? Che ci fai ancora sveglia?"
"Anche a me mancava la tua voce." Non lo facevo così sdolcinato.
"Domani andiamo insieme all'università, ok?" Ci risiamo, io che rimango come una deficiente a sentire una conversazione al telefono.. con la sua ragazza tra l'altro, non che mi interessi eh sia chiaro.
"Si vengo anche a dormire da te domani."
"Se ce la spassiamo? Avoja!" E-eh? Okay mi sono sbagliata su di lui, inizio ad avere una grossa paura.
Indietreggiai e lui iniziò a guardarmi in modo strano. "Amore ora devo proprio andare, ci vediamo domani mattina." Mise giù la chiamata.
"S-scusa, vado anche io." Iniziai a camminare a passo svelto, mettendo nuovamente le mani sulla testa. Lui mi toccò la spalla da dietro ed io mi dimenai. "MOLLAMI." Gli urlai contro ed iniziai a correre, neanche mi girai verso di lui, non volevo guardarlo. Togliete i punti a favore, io e lui non ci somigliamo per niente. Pensavo fosse diverso, invece è come tutti gli altri ragazzi, ragiona con l'uccello. Quando mi ha toccata ho avuto paura, quando ha detto quella frase ho avuto paura e quando mi guardava in quel modo.. ho avuto paura. E della sua ragazza? Ne vogliamo parlare? Probabilmente la sta già ferendo.. aiuto non ci voglio pensare. Basta Miki, il pensiero che avevi su di lui è cambiato, sarai la stessa di sempre, ok?
Arrivai davanti casa bagnata fradicia e mi tolsi le scarpe per lasciarle di fuori, poi entrai e vidi Himiko sul divano che stava sgranocchiando un pacchetto di patatine mentre guardava un film. Non appena mi vide lo stoppò subito e si diresse verso di me. "Cavolo amica sei zuppa!" Iniziò a toccare i miei capelli. "Evita ogni tipo di commento che sta per uscire dalla tua bocca per favore." La conosco troppo bene, so che aveva intenzione di fare commenti del tipo: "sembri un pulcino bagnato, sei adorabile!" Oppure: "hai sentito l'acqua per ultima per quanto sei bassa vero?" Mi danno la nausea. "No no non avevo intenzione!" Lei si mise un dito sulle labbra ed io sghignazzai appena. "Scema." Le dissi dandole un colpetto sulla testa. "Ti vedo diversa oggi, finalmente hai trovato l'amore della tua vita?" Arrossì di botto. "Ma che dici? Ovvio che no." Lei si avvicinò di più a me con quell'espressione perversa. "Aaahh andiamo Miki, prima o poi--" "devo proprio? Ho altre cose per la testa e se mi metto a pensare anche a quello finisco per impazzire, quando lo troverò Himiko e se ne avrò voglia, sarai la prima persona a saperlo.. te lo giuro." In parte stavo mentendo, ma non avevo intenzione di dirle il vero motivo. "Davvero? Che onore non vedo l'ora che arrivi quel giorno." Mi dispiace mentirle, mi dispiace non sappia che ho un altro motivo per cui voglio stare lontana dalle relazioni d'amore, stavo provando a sciogliermi e stavo iniziando a provare sentimenti nuovi, però alla fine non ce l'ho fatta, va bene così dopotutto.. non era quello il mio obiettivo. "Vado a fare un bagno caldo e mi metto a dormire, dovresti anche tu è tardissimo e domani hai l'università." Dissi mentre mi tolsi il giubbotto. "Domani entro alle 10!" Rispose lei tutta contenta. "O-oh okay ma non fare le cinque del mattino." Risposi dirigendomi al bagno. "Va bene capo!" Urlò. "Ah mi sono dimenticata di dirti una cosa, domenica vengono i miei genitori quindi evita di portare ragazzi in casa." Urlai a mia volta con la porta del bagno semi aperta. "Ed evita di farmi buttare preservativi usati per favore, è disgustoso." Aggiunsi. "Va bene.. ho capito, vengono per pranzo?" Domandò poi. Se voi vedeste la nostra situazione adesso, scoppiereste a ridere.. Himiko è in salone che finisce il suo pacchetto di patatine, mentre io nella vasca da bagno che mi rilasso immersa nell'acqua tiepida e nello stesso tempo comunichiamo tra noi. "Si." Risposi. "Perfetto!" La sua ultima parola, poi non disse più nulla e smettemmo di comunicare a distanza. Io uscì dalla vasca e misi l'accappatoio, non appena aprì la porta del bagno trovai Himiko davanti a me con lo sguardo perso nel vuoto. "Mi manca la mamma." Dirle che i miei genitori vengono a casa domenica a pranzo.. l'ha fatta stare male, ecco perchè non ha più detto nulla. "Hey.." aveva le lacrime ai bordi degli occhi che asciugava velocemente. "Non ti preoccupare, è solo un moment--" non le feci continuare la frase che la presi tra le braccia e la strinsi forte. "Ci sono io con te." Le dissi stringendola ancora di più. "Non mi definirei mamma, considerami una sorella maggiore.. ok?" Aggiunsi. Lei scoppiò a piangere. "T-ti voglio bene Miki, davvero tanto e.. qualsiasi cosa succeda promettimi che non ci separeremo mai." Mi sento così male a vederla così distrutta. "Te lo prometto." Risposi. Lei si staccò da me e si asciugò le lacrime, poi mi diede un bacio in guancia e si diresse nella sua stanza. Himiko, vorrei fare qualcosa in più per te.
