Il suo corpo nudo è bellissimo, la sua espressione imbarazzata è bellissima, le sue labbra che chiedono costantemente di essere avvolte dalle mie sono bellissime. Le sue mani delicate che accarezzano i miei pettorali mi fanno venire un lungo brivido lungo tutto il corpo. Ha condiviso a lungo la sua intimità solamente con se stessa ma adesso, si sentiva pronta ad avere la sua prima volta con me e di questo.. ne sono davvero felice. Prima questi due lati del carattere erano talmente grandi da coprire gli altri ma adesso ti sei lasciata andare, proprio come me Miki.
Sei il mio fottuto specchio, la mia complice.
Nel bel mezzo della notte, il mio telefono iniziò a vibrare senza mai smettere. Ma chi sarà a quest'ora? Lo staccai dalla carica e guardai il display. Cosa? Eijiro? Mi alzai dal letto, spostando appena la mia ragazza che continuava a dormire profondamente. "Pron—" "K-Keigo." Lui mi interruppe, ha fatto fatica a dire il mio nome. "Hey, va tutto bene?" Risposi con voce molto bassa. "Puoi venire qui? Per favore, io—" si bloccò, aveva la voce spezzata dal pianto. Avevo come l'impressione che ci fosse qualcuno dietro di lui, sentivo una vocina. "Si può sapere cosa sta succedendo?" Domandai a mia volta. "T-tu vieni qui e ne parliamo." Ancora quella vocina, Eijiro.. in che guaio ti sei cacciato? "Dove ti trovi in questo momento?" Domandai ancora. "In piazza, davanti al ponte che porta dall'altra parte, sbrigati Keigo, altrimenti io—" si bloccò di nuovo. "Altrimenti tu cosa?" Mise giù la chiamata senza dirmi altro. Non mi piace per niente la situazione che si è creata ma se Eijiro è davvero nei guai allora non mi resta che andare ad aiutarlo. Uno di quei bulletti che non mi lasciava respirare e che mi tormentava giorno dopo giorno eppure.. noi—cazzo non ho tempo per i monologhi, devo andare. Mi rivestì velocemente e nel momento in cui stavo per uscire dalla stanza, la voce sottile di Miki fece il mio nome. "Dove vai a quest'ora?" La guardai con la coda nell'occhio e sospirai appena.
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"Eijiro mi ha chiamato ed era piuttosto sconvolto, sto andando da lui." Non potevo mentire, non a lei. "Aspetta, mi vesto e—" "no, meglio se tu resti qui." La interruppi. Strinsi il pugno e mi avvicinai lentamente a lei. "E' una questione che riguarda me e lui, non voglio che ci vai di mezzo anche tu." Le dissi toccandole la mano. "O-okay ma stai attento per favore." Le diedi un bacio sulla fronte. "Tranquilla piccola." Le mie labbra scesero fino a toccare le sue e lei chiuse di nuovo gli occhi fino ad addormentarsi. Le rimboccai le coperte, mi avvicinai alla porta della mia stanza e con la mano tremante toccai la maniglia. Ho paura, un groppo in gola mi assalì e non riuscì a mandarlo giù. La paura che sia successo qualcosa di molto grave al mio migliore amico di un tempo, l'unica persona che mi faceva ridere nei momenti di sconforto, quei momenti in cui prevaleva la tristezza più totale.
DA QUI PARTE UN FLASHBACK.
Tempi delle medie, ove regnava la mia indifferenza insieme alla voglia di sprofondare senza mai risalire, tra abusi da parte di mio padre e bullismo.
"Hey guarda qui!" Eijiro girò il telefono verso di me. "Emh.. cosa dovrei vedere esattamente?" Domandai mentre fissai quel display. "Sei ciecato? Eppure porti gli occhiali!" Li usavo solo per andare a scuola e anche per questo, venivo preso in giro e chiamato: "nerd di merda." Continuavo a guardare quel telefono senza capirci nulla. "Scusa amico, ma—" Lui avvicinò ancora di più lo schermo. "Shiina ha iniziato a seguirmi su instagram!" Una ragazza che sta in classe con noi e di cui ha una cotta assurda, ma lei se ne sta sempre per le sue e non da confidenza a nessuno, pensa solo a studiare. Mentre mi faceva vedere la notifica, era così felice, sorrideva con quei dentini minuscoli. "Buon per te, perché non provi a scriverle?" Quel sorriso svanì. "B-beh ecco, non ci ho mai parlato e non mi sembra opportuno scriverle di punto in bianco." Si grattò la nuca nervosamente. "E poi.. non credo proprio che potrà piacerle uno come me." Io mi sistemai gli occhiali e guardai avanti a me. "Cos'hai che non va? Sei un bel ragazzo e anche simpatico." Lui fece dei piccoli sospiri colmi di tristezza. "Ci sarà sempre qualcuno migliore di me." Alcune volte sembra che io stia affrontando un dialogo con me stesso. "Non devi paragonarti agli altri, devi essere te stesso." E' quello che ripeto sempre. "Se continui a confrontarti con altre persone, non troverai mai il coraggio di amarti per quello che sei davvero." Continuai. Lui rimase in silenzio e mise una mano sulla mia spalla. "Lo so.." spezzò quel velo silenzioso che si era creato. "Tornando al discorso di Shiina, secondo me dovresti buttarti, fare il primo passo non fa mai male." Dissi con un piccolo sorriso. "Allora perché non lo fai anche tu con Miruko?" Io arrossì leggermente. "E-eh? Ma che ti salta in mente?" Balbettai con le gote rossastre. "Ti piace no? Allora perché non ti butti?" Coprì il viso con una mano. "Beh ecco—" "Non vuoi farlo per il mio stesso motivo, vero?" Continuò a tenere la mano sulla spalla, le mie guance carnose erano ancora più rosse, però.. i miei occhi erano cupi. "A te non chiamano palla di lardo, credi davvero che potrei piacere a Miruko? Lei mi schifa, come tutti gli altri." Ogni volta che mi vede entrare in classe e mi siedo al banco di fianco al suo, si alza e se ne va da un'altra parte. "Magari anche lei è cotta di te però visto che vieni preso in giro si vergogna, non puoi saperlo se non ci provi." Si mise avanti a me e questa volta, poggiò entrambe le mani sulle mie spalle. "Senti, facciamo così.. tu ci provi con Miruko ed io con Shiina, ci stai?" Abbassai lo sguardo e chiusi le palpebre per riaprirle subito dopo. "V-va bene." Il rossore svanì poco a poco. Entrambi eravamo assaliti dalla poca autostima, entrambi ci paragonavamo agli altri ma entrambi stavamo prendendo quel coraggio che ci mancava, quel pizzico di fiducia in noi stessi.