Capitolo diciannove.

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Quando ho sentito il tocco della sua mano, credevo fosse un sogno.. in quel momento non ho pensato a nulla se non abbracciarlo e stringerlo a me, immaginazione o meno, io volevo sentire il suo corpo caldo avvolgere il mio. Poi mi sono resa conto che lui.. era davvero lì con me, anche se l'ho fatto soffrire, anche se gli ho detto quelle cose.. Keigo è tornato da me. Vedi Miki? Non serviva tagliarti ancora, non serviva farti ancora del male perchè non sei mai stata e non sarai sola, la persona che ami sta con te e questa volta la terrai stretta senza lasciarla andare mai più, è una promessa che hai fatto a entrambi, sia a lui.. che a te stessa.

L'amore può essere egoista, ti fa agire d'impulso senza neanche pensare ai sentimenti delle persone accanto a te, non ti fa riflettere sulle azioni sbagliate, l'amore.. prende il controllo su di te e manipola la tua mente che si concentra solamente sulla persona che ami, l'amore è fidarsi ciecamente di qualcuno ed aprirsi a lui, raccontargli cose che non hai raccontato a nessuno, amore.. è ridere come una scema ogni volta che leggi un suo messaggio, amore.. è unire le tue labbra alle sue con passione e poggiare la tua testa al suo petto mentre ti rilassi ascoltando il suo cuore battere forte. L'amore.. è anche rischiare di perdere quella persona perchè pensi troppo al dolore degli altri e a quel punto ti domandi.. ma perchè per una volta non mi dedico alla mia felicità? Perchè preferisco farmi del male, avere quel vuoto incolmabile? Ecco perchè l'amore è colmo di egoismo, dopo che pensi troppo agli altri e a quello che è meglio per loro, ti viene da stringere i denti e dire: "ok.. adesso tocca a me essere felice."

Erano le 9:30 quando riaprì gli occhi, Keigo era ancora accanto a me che dormiva come un sasso, senza rischiare di svegliarlo lo baciai dolcemente sulle labbra e gli sussurrai un "buongiorno." E' la prima volta che dormo insieme ad un ragazzo ed è la prima volta che non sento quel senso di paura dentro di me che dice: "fermati.. che stai facendo? Lascialo perdere, è come tutti gli altri, ti scopa e se ne va." No.. al diavolo questi pensieri, lui è diverso.. mi rispetta e mi fa sentire al sicuro tra le sue braccia. Quando l'ho conosciuto e con un sorriso divertito diceva di volersela spassare, lì.. si, avevo ancora quei pensieri e balenavano dentro di me, però poi.. ho capito il suo carattere e i suoi gesti, ho capito la sua diversità rispetto a tutti gli altri e ciò.. mi rende così orgogliosa di Keigo. Restai un altro pò vicino a lui fino a quando non mi alzai per dirigermi al bagno e poi in cucina per prepararmi un caffè e latte. Mentre lo sorseggiavo, il telefono iniziava a vibrare.

<Avevamo promesso ad Himiko che saremo andati a vedere il suo esame, però.. abbiamo troppo lavoro da sbrigare, chiedile scusa da parte nostra!> Un messaggio da parte di mia madre.

<Fa nulla, tanto volevo andarci anche io, vi dirò com'è andata.> La mia risposta. Anche se la mia migliore amica ha deciso di escludermi dalla sua vita, io le voglio bene e sarò lì per lei. La mia presenza.. conterà? Sarà felice di vedermi in mezzo alle persone che l'assisteranno? Spero di si Himiko.. lo spero tantissimo. Mi ricordo che l'esame inizia tra un'oretta e volevo anche andare al supermercato, oramai il frigo è vuoto e non so cosa cucinare per pranzo, accidenti.

Mi feci una doccia al volo e mi vestì. Keigo ancora dorme, incredibile, deve essere tanto stanco per dormire così profondamente. Prima di andar via gli diedi un altro bacio e poi.. gli scrissi un messaggio.

<Vado a fare spesa e poi faccio un salto all'università, tra poco Himiko fa l'esame.> Lo inviai mentre stavo uscendo di casa.

<Okay piccola.. ti aspetterò qui.> Mi rispose alle 10:45 e gli inviai un bel cuore blu.

Una volta uscita dal supermercato con due buste piene, mi incamminai verso l'università. "Hey ciao!" Sentì questa voce da dietro e mi girai lentamente. Ma io.. lo conosco, è l'amico di Hiro colui che lavora al ristorante, mi sembra si chiami-- "sono Eijiro, ti ricordi di me?" A-ah ecco, avevo completamente rimosso il suo nome. Io annuì, se gli dicessi che in realtà non ricordavo come si chiamasse.. potrebbe rimanerci male. "Tu sei Miki." Nonostante sia passato quasi un mese e nonostante non ci siamo più visti, lui si ricorda il mio nome. "Hiro mi ha raccontato un pò di cose di te e mi ha anche detto che mi vi siete lasciati." Avrà parlato male di me, non ci sono dubbi. "Ha detto qualcos'altro?" Lui negò con il capo e fece un sorrisetto. "Non è voluto andare oltre." Feci un sospiro di sollievo, per fortuna. Però.. mi da l'impressione che stia mentendo, i suoi occhi sono strani e mentre pronunciava l'ultima frase, ha anche abbassato lo sguardo. "Cosa sono quei segni sul viso?" Gli sfiorai la guancia con il dito e lui indietreggiò. "Sono caduto giocando a calcio." Era poco credibile, aveva anche la mano gonfia. "Spero che tu stia dicendo la verità." Risposi. "S-si tranquilla." Sorrise nervosamente. Strinsi i pugni, adesso basta.. si vede che c'è qualcosa che non va in lui, quando l'ho conosciuto era un ragazzo solare e sorridente che non stava zitto un attimo, però adesso è spento e sta cercando di nascondere il dolore, vuoi cavartela da solo come facevo io? Vuoi farti del male esattamente come me? No mio caro.. non te lo permetterò. "Ti conosco da poco e non ho alcun diritto di farmi gli affari tuoi, però voglio sapere cos'è successo davvero." Non ho mai voluto sapere cosa si nascondesse dietro i volti felici delle persone e sbagliavo sempre perchè quelle povere vite umane potevano farsi del male da un momento all'altro ed io le lasciavo andare, però.. io adesso voglio aiutarle. Egoista in amore, altruista in amicizia, è così che funziona. "Ma te l'ho già spiegato, non è nulla di--" "per favore, Eijiro.. dimmelo." Lui sospirò appena. "Sono stato picchiato." Lo avevo intuito. "Da chi?" Tenne lo sguardo basso. "H-Hiro." Io sbarrai gli occhi. Lui gli avrebbe procurato quei segni sul viso? "Per quale motivo?" Domandai, ero incazzata. "Conosci un certo.. Keigo Takami?" Io annuì. "E' il mio ragazzo, cosa c'entra adesso?" E soprattutto.. come sa il suo nome? Eijiro stava sorridendo appena ma era un sorriso forzato. "A-ah.. si è fatto la ragazza." Rispose. "Non cambiare discorso." Dissi, ero ancora più nervosa di prima. "Hiro mi aveva ordinato di picchiarlo ed io non volevo, per una volta che mi sono ribellato.. le ho prese di brutto, forse un pò me lo meritavo non credi?" Io non capisco. "Ero uno dei bulli di Keigo a scuola, ma non volevo, il fatto è che avevo paura di prenderle dagli altri e quindi lo riempivo di calci tutti i santi giorni, ero un cazzo di vigliacco." Adesso il suo tono era molto dispiaciuto. "Sapevo che stavo agendo in modo sbagliato però--" "hai continuato a farti mettere i piedi in testa da bambocci frustrati." Lo interruppi. Non sapevo che Eijiro e Keigo avessero questo tipo di rapporto e non pensavo che questo ragazzo avesse provocato in Keigo tanto dolore. "Io non sono più quello di una volta però se lo dovessi incontrare e se mi dovessi scusare, non mi perdonerà mai per quello che ho fatto.." Rispose lui con occhi abbattuti. "Io sono sicura di si invece, non è quel tipo di persona che porta rancore." E' vero.. come dice sempre lui.. il passato è passato. "Per quanto riguarda quell'imbecille di Hiro invece, ci parlo io." Gli farò capire una volta per tutte che non ci si deve comportare in questo modo, ha fatto del male a tutti solamente per i suoi interessi del cazzo. "Stai attenta." Gli feci l'occhiolino e sorrisi. Non ci penserò due volte a tirargli uno schiaffo, deve smetterla di creare casini.. ma poi, perchè dare ordini al suo amico solo per picchiare la persona che odia? Questa per me è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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