"Non ti amo, non ti ho mai amata." "Era solo un fottuto gioco per me, solo un ridicolo passatempo, è finita." "Spero davvero che troverai la persona diversa da tutte le altre, la persona che ti ama davvero per quello che sei." In quel momento la mia mente era confusa, speravo che prima o poi avrebbe riso come uno scemo dicendo che fosse tutto uno scherzo, però.. quello sguardo freddo e serio diceva tutto il contrario. Ma perché? Eravamo così felici, abbiamo volato insieme e ci siamo sentiti finalmente liberi da tutta la sofferenza dentro di noi. Perché avrebbe detto quelle parole tanto crude? Se n'è andato senza neanche voltarsi più a guardarmi, mi ha lasciata andare profanando un "addio.." e lasciandomi un vuoto dentro, quella sensazione che provavo costantemente quando non ero con lui. Dov'è finita la nostra complicità? Tutto.. tutto mandato a puttane.
Keigo, vorrei mi dicessi che non eri tu a pronunciare quelle parole, vorrei mi dicessi che è tutta colpa di quello stronzo di tuo padre perché non credo proprio che provengano dalle tue labbra, dal tuo cuore. Noi insieme eravamo diversi, vedevo una luce nei tuoi occhi come tu la vedevi nei miei, un sorriso sincero mai fatto prima sulle nostre labbra. Eri ferito dalle tue stesse parole, non eri tu.. non eri tu. Vorrei svegliarmi dopo aver fatto un brutto incubo. Sono ancora qui davanti la porta spalancata che piano piano si chiude alle mie spalle, spero in un tuo ritorno, spero che tu mi dica "va tutto bene, ci sono io" queste sono parole tue.. solo queste, dette con dolcezza, non con freddezza.
Passai un'altra ora ferma immobile, la pioggia non cessò, cadde sempre più forte, sempre più spessa, quelle gocce d'acqua bagnarono i miei capelli, il mio viso ed i miei vestiti.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Non mi importava quanto io stessi tremando dal freddo in quel momento, la mia mente ed il mio cuore erano inondati di tristezza, si stavano chiedendo ancora il perché fosse successo tutto questo, speravo che quei momenti colmi di felicità e spensieratezza non finissero mai, speravo ancora di sentire il tocco della sua mano su di me e mi sussurrasse un "ti amo" all'orecchio. Amarmi per come sono grazie a qualcuno che mi rende felice era tutto quello che avevo sempre desiderato, però.. oramai è svanito nel nulla. Quella sensazione di schifo e ribrezzo che provavo nei miei confronti e quell'odio costante per me stessa, stavano tornando, mi ero.. abbattuta di nuovo perché oramai, ero completamente sola, anche le lacrime mi avevano abbandonata, non riuscivo a piangere, non riuscivo ad urlare, come quella volta in cui ho lasciato andare Keigo, come quella volta che l'ho chiamato e non riuscivo neanche a pronunciare il suo nome, ero in bagno rannicchiata su me stessa.
Ho un nodo stretto in gola, come fosse una cravatta.
Ero sulla strada buona, ma poi mi sono persa.
Erano le 4:00 e solo nel momento in cui la pioggia aveva smesso di scendere, rientrai in casa. Decisi di farmi una doccia calda, avevo bisogno di schiarirmi ancora di più le idee, di pensare e pensare mentre mi passo una mano tra i capelli bagnati e l'altra sul corpo nudo, muovendola piano piano massaggiando delicatamente il seno. Immaginai la mano di Keigo, il suo sorriso, i suoi occhi, immaginai la mia prima volta insieme a lui. Scoppiai nuovamente a piangere, diedi dei piccoli pugni al muro freddo della doccia. "Perché fa così male perdere le persone che ami?" Ripetei più volte in preda alla rabbia e disperazione. Una volta uscita dalla doccia, mi guardai allo specchio e le lacrime non smettevano di rigarmi il viso. Sapete cosa avevo in mente di fare in quel momento di debolezza? Indossare il maglione che mi ha dato Keigo, lo tenevo ancora piegato sul letto e prima di addormentarmi, lo annusavo e lo stringevo forte a me. Non ho mai fatto una cosa del genere prima, il romanticismo mi dava il voltastomaco, sono cambiata tanto, ho scoperto altri lati del mio carattere e non grazie a me, grazie a Keigo. Mi manca.. mi manca terribilmente, non so cosa lo abbia spinto ad agire in questo modo, tanti dubbi per la testa, tanti pensieri. Sarà stato davvero suo padre? Oppure.. è semplicemente una sua decisione? Mi ha veramente presa in giro? Per tutto questo tempo.. ha giocato con i miei sentimenti? No lui.. non lo farebbe mai, no.. non è come tutti gli altri, ha inventato qualche cazzata per proteggermi, ma allora.. perché aveva quello sguardo? Non riesco a dormire, la testa mi scoppia, penso e ripenso alle sue parole, sdraiata sul letto, mentre asciugai le mie lacrime, ogni volta che chiudevo gli occhi, i pensieri collassavano dentro di me.