Provai a chiamarla altre volte, ma senza risposta. Erano le 9:00 del mattino e di solito lei è all'università a quell'ora però.. possibile che non abbia cinque minuti per rispondermi? Forse non vuole proprio avere a che fare con me al momento e mi dispiace perché vorrei parlarle seriamente da persona matura, vorrei essere sincera con lei, dirle che io e Keigo siamo.. cosa siamo? Aaaaa cazzo, ci sono stati solo dei miseri baci tra di noi e quei stupidi nomignoli tra coppiette felici. Oggi è il suo compleanno e prima di andare non mi ha detto se avremo fatto qualcosa oppure no.. forse non vuole proprio festeggiarlo? Troppi ricordi lo addolorano ed io sono stata solo in grado di dirgli: "mi dispiace." Fanculo a me. Vorrei chiamarlo ma pensate un po'? Non ho il numero di telefono. Se glielo avessi chiesto, sarei sembrata una completa idiota. Basta Miki non puoi rimanere sul letto a fissare il telefono. Decisi di alzarmi e mi recai in bagno per farmi una doccia calda, quando sono entrata ero talmente stanca ed abbattuta che mi sono addormentata con i capelli completamente bagnati dalla pioggia. In doccia scaricai tutta la tensione, mi manca Himiko.. mi manca Keigo e per la prima volta nella mia vita odio stare da sola, mi trasmette quella sensazione di vuoto che non riesco a colmare.
Una volta uscita, sentì il campanello suonare, misi velocemente l'accappatoio e corsi in salotto. Sarà Himiko? Meno male.. è torna—arrossì di botto non appena aprì la porta di casa. "H-hey." Era Keigo. "Cazzo.. emh, aspetta un momento." Non potevo farmi vedere in accappatoio, era troppo imbarazzante. Era arrossito appena anche lui. "Posso entrare intanto? Qui si muore di freddo." Io annuì e lo feci accomodare in casa. Mi diressi nella mia stanza ed indossai dei jeans con una camicetta bianca. Tornai da lui che nel frattempo stava seduto sul divano. "Vuoi un caffè?" Lui rispose con un "si" poco convincente. Lo guardai attentamente e le sue guance erano ancora rosse. "Scusa per prima, non sapevo saresti venuto e mi hai colta un po'.. in fragrante ecco." Dissi avvicinandomi alla macchinetta del caffè. "Tranquilla." Si alzò dal divano e si diresse da me. "Ho saltato le lezioni e siccome lavoriamo entrambi di pomeriggio tardi ho pensato di fare qualcosa insieme a te per il mio.. compleanno." Lui vuole.. festeggiare con me. "Se non te la senti non sei obbligato, so quanto ti fa stare male." E' passato da un'espressione imbarazzata ad un'espressione triste. "Miki, te l'ho già detto." Mise le mani sui miei fianchi. "Il passato è passato, il presente è con te." Fece scivolare le sue mani fino a toccare il sedere mentre mi baciò dolcemente. "Desidero stare con te." Sussurrò. "Keigo, noi—" lui mi interruppe con un bacio. "Siamo una bellissima coppia." Era proprio quello che volevo sentire, era proprio quello che desideravo. "Tieni il caffè" Gli porsi la tazzina e lui lo bevve in un sorso, poi mi sorrise e mi baciò ancora. "Che vogliamo fare oggi?" Mi chiese. "A te la scelta." Risposi. "Volevo che decidessi tu per me." Lui fece un piccolo sorriso. "I-io vorrei tornare in quel posto." Tutto il blu che c'era mi faceva stare bene, sentivo una certa armonia. "E così sia." Sorrise ancora ed io ricambiai. Non avevo mai sorriso in modo sincero in compagnia di Hiro, io e il biondo abbiamo sempre avuto questo legame fortissimo, il fatto di essere così simili, il fatto di avere la stessa connessione mentale, il fatto di avere.. complicità. Ricordo ancora quel film che ho visto insieme ad Himiko e dal momento in cui una delle due amiche ha confessato all'altra di essere innamorata del ragazzo per il quale stava ancora male, si sono allontanate e non si sono più riavvicinate. Però questo non è un film, è la realtà ed io non voglio che si allontani da me per sempre. Lo so per molti quello che sto facendo è sbagliato, dopotutto Himiko è la mia migliore amica ma non voglio agire a sua insaputa, lei deve sapere.
"Puoi portarmi alla tua università?" Lui iniziò a guardarmi in modo strano. "Devo fare una cosa." Aggiunsi. "Si tratta di Himiko?" Io non risposi ma la risposta era più che ovvia. "Mi ha mandato un messaggio con scritto che andava a stare da una sua amica per un po', però.. voglio sapere almeno se sta bene." Ero un po' agitata. "Non è solo per quello.. vero?" Eccola, la nostra connessione mentale. "Lo so che è il tuo compleanno e non dovrei pensarci, però.. odio nascondere le cose alla mia migliore amica, per questo ti chiedo di—" "ti ci porto." Mi interruppe. Ci dirigemmo entrambi verso la porta e uscimmo chiudendola alle nostre spalle. Salimmo sul suo motorino e partimmo, una volta arrivati.. io scesi dal mezzo. Ero bloccata ed avevo le gambe abbastanza pesanti, non riuscivo a fare altri passi in avanti eppure.. io volevo davvero parlarle. "Ti aspetto qui." Disse Keigo. Vero.. lui ha saltato le lezioni per stare con me oggi e non vorrei che passasse dei guai. Non servì neanche che entrassi, Himiko era in cortile a parlare con le sue compagne universitarie. Aveva i capelli sciolti, perché? Non si separa mai dai codini laterali.. mi devo preoccupare? Mi girai verso Keigo e lui mi sorrise per tranquillizzarmi. Io presi coraggio, strinsi entrambe le mani in due pugni e mi diressi da lei.
