IL CAPITOLO INIZIA CON UN FLASHBACK
"Miki ma ti stai ferma? Stai passando l'ansia anche a me." Disse Himiko mentre stavo facendo il giro del salone. "No non ce la faccio ok? E se facessi cadere qualche bicchiere?" Quel giro divennero due e poi tre. La mia amica si alzò dal divano, si diresse da me e poggiò entrambe le mani sulle mie spalle. "Ti hanno assunta senza problemi quindi vedrai che il tuo primo giorno di lavoro andrà benone." Mi rassicurò con un sorriso. Non è la prima volta che lavoro eppure.. l'ansia non smette di circolare dentro di me, forse perché fino ad ora, ho conosciuto capi e colleghi che a primo impatto sembravano gentili e poi ho scoperto il loro carattere arrogante. Non vorrei che quel tipo Arai fosse come gli altri, come ho già detto.. l'apparenza inganna. "Non siamo ad Okinawa, ma a Tokyo." Però Himiko ha ragione, questa città trasmette armonia e serenità ed è molto diversa dall'atmosfera di Okinawa. Devo placare il mio nervosismo ed affrontare la situazione.
Il mio primo turno di lavoro iniziava alle 18:00 e mancavano 30 minuti. "Vuoi che ti accompagni? Almeno sei più tranquilla." Disse Himiko affacciata alla porta del bagno mentre mi stavo mettendo un po' di mascara sulle ciglia. Un po' di trucco in queste occasioni speciali non fa mai male. "No tranquilla, tu pensa a studiare." Poggiai il mascara nel beauty e feci un piccolo sorriso alla mia amica. "Ho già studiato." Rispose. "Brava." Aggiunsi io dandole un colpetto sulla testa. "Però mi annoio e non so che fare." Rispose lei con tono scocciato incrociando le braccia. "Invita qualche ragazzo come fai sempre no? Però stai attenta, non voglio trovare profilattici sparsi per tutta casa." Mi piace scherzare di queste cose con lei, ridiamo entrambe come due sceme. "Ma non li porto più." Smise di ridacchiare. "E' vero, come mai? Cerchi l'amore serio adesso?" Lei arrossì appena e sorrise. "V-veramente io—" si bloccò. "tu cosa?" Si toccò una guancia. "No nulla, senti ti accompagno." Ultimamente si comporta in modo strano, come se mi stesse nascondendo qualcosa. "Ho detto che—" "bla bla bla non ti sento." Mi trascinò fuori dal bagno, prese il mio giubbotto dall'appendiabiti e me lo lanciò. "Sei una scema." Le sorrisi mentre abbassai la maniglia della porta.
Il locale era a pochi passi da casa e una volta giunte lì, rimasi a fissare quei vetrini che lo costernavano. "Forza Miki entriamo." Stavo sudando freddo e non sapevo se scappare via oppure rimanere lì davanti come una deficiente. Himiko mi prese sotto braccio ma io opposi resistenza. "No non ce la faccio." Cazzo quel monologo sull'affrontare la situazione a cosa è servito? Aaaa voglio scappare via a gambe levate ma allo stesso tempo non mi va di fare una figuraccia. "FORZA!" Il braccio di Himiko era ancora incrociato al mio, feci un bel respiro tenendo lo sguardo rivolto verso il basso. "Si può sapere cosa state facendo?" O-oh no, il capo? Però la voce è diversa. Alzai lo sguardo e avanti a me c'era un ragazzo abbastanza alto con i capelli mori ed una sigaretta in bocca. "Ma tu sei quella nuova!" Disse con tono esaltato. Himiko indietreggiò di poco e mi spinse addosso al tipo. "Hey ma che fai?" Lei rise sotto i baffi. "Coraggio." Sussurrò mentre continuava a ridacchiare. Guardai il ragazzo negli occhi e lui mi sorrise gentilmente. "Si, ho fatto il colloquio l'altro giorno e Arai mi ha assunta." Mi scrutò dal basso in alto mentre continuava a sorridere. "Chi ti credi di essere per chiamare il capo per nome?" Prima mossa sbagliata, sono davvero una frana. "Scusa, io non volevo—" "scherzavo, però se lo chiami così in sua presenza si incazza, quindi ti consiglio di non farlo." Mi interruppe mentre tolse la sigaretta dalla bocca e la buttò nel cassonetto di fianco a lui. "Comunque lui oggi non c'è, puoi fare affidamento su di me." Io annuì senza dire nulla. "Sono Hiro, molto piacere." Allungò la mano. "Sono Miki, il piacere è mio." Sorrisi arrossendo leggermente. "Io sono Himiko, la sua migliore amica, trattala bene mi raccomando!" Non stiamo mica parlando di fidanzamento. "Certamente, dai vieni ti faccio vedere come funziona." Hiro avvolse il braccio attorno al mio collo ma io lo scansai. Cos'è tutta questa confidenza ora? Sembra che voglia provarci con me. "Okay scusa." Disse con tono di voce serio. "N-no tranquillo, sono solo nervosa." Risposi. "Andrà bene se non fai cadere i bicchieri come è successo con la nostra ex collega, non appena Arai lo ha saputo l'ha licenziata." Mi paralizzai all'istante. "Scherzetto." Ma insomma quanti anni ha questo tipo? Gli sembra il caso di fare certi scherzi? Mi girai verso Himiko e lei fece cenno con le mani di entrare per poi andarsene.
