IL CAPITOLO PARTE CON UN FLASHBACK.
Nel nostro gruppo, io sono sempre stata quel tipo di persona con un carattere freddo e distaccato, con un odio profondo verso le smancerie e roba romantica da diabete, loro due lo sapevano benissimo eppure non facevano altro che mandarmi cuoricini via chat, darmi baci sulla guancia e abbracciarmi tenendomi stretta a loro, ero la persona di mezzo, la persona a cui mancava il respiro ogni volta che le loro braccia mi circondavano. Io ascoltavo tutto ciò che dicevano mentre loro parlavano ininterrottamente. Non mi dava fastidio, anzi.. con loro mi sentivo a mio agio e volevo che il tempo non scorresse mai, ogni volta che uscivamo, ogni volta che venivano a casa mia per studiare, ogni volta che si fermavano a dormire, io ero così felice.
Non avrei mai immaginato che un'amicizia potesse far nascere delle piccole crepe con così poco, è bastata una parola per mandare tutto a puttane.
Okay.. partiamo dall'inizio.
Ogni sabato pomeriggio ci riunivamo attorno ad un tavolo della caffetteria più buona di Okinawa mentre parlavamo per ore e ore, senza stancarci mai o almeno è quello che facevano loro.
"Allora? Che ti ha detto Makoto? Viene alla festa si o no?" Momo iniziò a tempestare di domande la povera Himiko. "Non ha ancora risposto." Rimase ferma a guardare lo schermo del telefono con un'espressione spenta in volto. "Stai tranquilla." Rassicurai la mia amica così, non sapevo proprio che dirle in un momento del genere. "Figurati se quello si perde il compleanno della sua ragazza." Aggiunsi, abbozzando un sorriso. "Lo so però.. non mi risponde da ore, aaaa mi sta mandando in confusione!" Lanciò il telefono dall'altra parte del tavolo. "Magari ha da fare e al momento non può risponderti." Disse Momo accarezzandole la spalla per rassicurarla. "Già.. può essere." Aggiunsi io. Nel frattempo, il mio telefono iniziò a vibrare ed entrambe allungarono gli occhi per poi puntare lo sguardo verso di me. "Hai un ragazzo e non ce lo hai detto?" Io negai con il capo. "Ma figuratevi." Guardai il display e sgranai gli occhi. "Scusate un secondo." Dissi alzandomi velocemente da tavolo mentre continuavo a fissare la scritta: "numero sconosciuto." "Ma chi è?" Disse Himiko curiosa. Io sorrisi nervosamente ma non risposi, voltai direttamente i tacchi. "Esco un attimo." Non appena uscì dalla caffetteria, il mio dito si trovava in mezzo tra i due pulsanti, quello rosso e quello verde.. non mi fido dei numeri sconosciuti però se fosse una chiamata importante? Non ci pensai ancora per molto e premetti il pulsante verde mentre poggiai il telefono all'orecchio. "Pron—" "Miki, ce ne hai messo di tempo per rispondere eh?" Questa voce. "Makoto? Come hai fatto ad avere il mio numero?" Lo sentì ridere appena. "Non ha importanza, senti.. volevo chiederti una cosa." Strinsi il telefono tra le dita, nutrivo la speranza che mi chiedesse qualcosa su Himiko e mi dicesse il motivo per cui ancora non gli avesse risposto. "Tu vai alla festa stasera?" Sbarrai gli occhi. "Cosa te ne frega di me?" Non ho mai sopportato questo tipo, dall'inizio del liceo e non penso che questo sentimento di distacco verso di lui possa mai cambiare. "Rispondi e basta." Cos'ha in mente? "S-si, certo che vado.. è la mia migliore amica." Quando sentì pronunciare queste esatte parole: "perfetto, allora è sicuro che vengo." La rabbia mi assalì. "Sei uno stronzo, Himiko stava aspettando con ansia una tua risposta invece tu che hai fatto? Hai chiamato me per dirmi queste cose, ma che razza di modo è? Che fidanzato sei?" Una piccola pausa sovrastò entrambi. "Adesso muoviti a risponderle, ci siamo capiti?" Continuai. "Tu mi piaci Miki." No questo è troppo. Misi giù la chiamata e posai il telefono in tasca, stavo avendo una crisi di nervi. Speravo davvero che al posto del mio nome ci fosse quello di Himiko, speravo in meglio e invece.. mi ritrovo in questa situazione, io.. non so davvero cosa fare, vorrei dirle che Makoto mi ha detto quelle cose ma allo stesso tempo noto attraverso la vetrata della caffetteria, quel bellissimo sorriso a 32 denti, oltretutto.. non vorrei neanche rovinare il giorno del suo compleanno. "Miki sei sicura che vada tutto bene?" Momo interruppe i miei pensieri e paranoie. "Si.. tranquilla." Lei scrutò il mio sguardo perso nel vuoto. "Lo sai che non ti credo? Dici sempre di stare bene però.. alla fine hai quell'espressione spenta." Lei posò una mano sulla mia testa e l'accarezzò piano mentre sorrise. "Sono qui per te.. quindi ora dimmi cos'hai." Poggiai la schiena al muro mentre distolsi lo sguardo dal suo e sospirai. "E' per Himiko?" Di colpo i miei occhi si direzionarono verso i suoi, ero preoccupata.. non sapevo come affrontare la situazione eppure, io non sono una tipa che scappa, so sempre cos'è giusto e cos'è sbagliato però ora mi sono bloccata, ho paura di chiudere con Himiko per sempre. "La verità è che—" "hey eccomi, scusate ero andata in bagno." Girò il telefono verso di noi. "Makoto ha detto che viene.. sono così felice." Non viene per te.. ma per me, avrei voluto dirglielo. "Anche io, sono contenta." No.. non è convincente, avanti Miki svegliati. "Entriamo in quel negozio? Voglio un vestito nuovo!" Non volevo spegnerle quel sorriso, non lo aveva più da quando sua madre è venuta a mancare, era chiusa, debole e priva di forze. Perché dovrei farla tornare come prima proprio oggi? Forse dovrei aspettare un po' di tempo così da far capire a Makoto che sta sbagliando.
