29- Take the risk.

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"Perché l'amore è vedere il proprio riflesso, nelle iridi di qualcuno che ti ha saputo guardare con il cuore, e con quegli occhi, ti ha saputo osservare e capire."
-Astyls

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E v i e' s
P O V

Kayden è in ospedale da ormai una settimana, andiamo tutti ogni giorno a turno a salutarlo, ma quella che sta giorno e notte con lui è Daphne.

Credo che con questo episodio si siano finalmente riappacificati, perché dalla loro discussione di martedì scorso Kay non fa altro che sorridere, sorridere e sorridere.

È come se tutto d'un tratto avesse dimenticato gli ultimi anni, e sopratutto, è come se si fosse scordato totalmente di avere una gamba K.O.

«Dio, devo portarti in braccio?» la voce di Ryan mi fa sobbalzare.

È fuori casa mia e mi fissa con le mani posizionate sui fianchi, mentre il borsone è sulla spalla.

«Non farmi queste proposte..» gli rispondo, e lui sbruffa spazientito.

«Perché mai?»

«Perché accetterei istantaneamente.» non mi lascia tempo di iniziare il tragitto che mi prende da sotto le cosce, e in poco tempo la mia testa si ritrova schiacciata alla sua schiena.

«Io non mi oppongo.»

«Dovresti dire: Lasciami! e prendermi a pugni.» mi provoca lui, ma non desisto.

Sto comoda quassù.

«Non lo dirò, quindi mi porterai così fino in palestra.»

«A me non dispiace mica.»

«Contento tu.»

«Pensandoci bene da qui ho una bella visuale.» mi risponde provocatorio, accelerando il passo.

«Deficiente, sei un totale deficiente.» gli tiro una ciocca di capelli come a rimproverarlo, e di tutta risposta mi arriva una pacca sul sedere.

Mi arrendo a quella stramba camminata e cerco di vederci qualcosa, dato che i miei capelli mi svolazzano intorno impazienti di essere legati.

Non ho ben capito come io e Ryan siamo arrivati fino a questo punto, fino a qualche mese fa ci sbranavamo con gli occhi, ora, beh..

Evie scaccia questi pensieri.

Torno con i piedi per terra-letteralmente-quando Ryan mi poggia sul pavimento.
«Bene, ora torniamo professionali.» dice, mentre sblocca la serratura della palestra, lasciandomi la porta aperta per entrare.

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