𝐌𝐈𝐒𝐓𝐄𝐑𝐘 𝐒𝐏𝐎𝐑𝐓 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐍𝐂𝐄 || 🔞 ||
Evie Collins ha imparato che la vita è fatta di contrasti: luce e buio, amore e paura, verità e menzogna. Fuggita da un passato che la tormenta, cerca un nuovo inizio alla Diamond Academy, dove ogni...
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"The cut that always bleeds But even though you're killing me I, I need you like the air I breathe I need, I need you more than me I need you more than anything Please, please" The Cut That Always Bleed, Conan Gray
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5 anni dopo
H e l i a' s POV
Da quando sono venuto al mondo, sono stato solo. Lasciato davanti ad un lugubre cancello battuto in ferro, con solo un braccialetto d'ospedale. Un' anima lasciata a se stessa, come se potesse trovare da sola la propria strada nel mondo.
La vita al Santa Monica non era facile, per niente. Ogni giorno era una gara a chi fosse più presentabile alle famiglie che venivano in istituto in cerca di un bambino o una bambina da accudire. Per anni ho visto amici di una vita, o persone che non lo meritavano essere scelte. Io dopo un po', precisamente all'età di nove anni, ci ho perso definitivamente le speranze.
Rimanevo li a fissare i loro sorrisi pieni mentre vedevano oltre quel cancello qualcosa. Qualcosa che non fosse la strada o la prateria. Qualcosa che non fosse il bus che ci accompagnava a scuola.
Io, per quanto paradossale fosse dirlo, ero felice. Da poco avevo conosciuto quattro bambini alla piscina della città e il padre di uno di loro, Ryan, era stato così gentile dal parlare con la nuova direttrice, e adesso passavo ogni pomeriggio a nuotare con loro. Amavo nuotare. Amavo la sensazione dell'acqua che mi avvolgeva come se mi stesse dando un forte abbraccio. Amavo la sensazione di non avere gli occhi giudicatori puntati addosso, amavo sentirmi uguale agli altri, almeno li.
Gli anni passavano, la mia amicizia con Ryan, Aiden, Sam e Kayden diventava sempre più forte, mi sentivo parte di una famiglia, seppur vivendo ancora al Santa Monica. Di recente mi avevano permesso di avere una camera tutta mia, ma non per i motivi che pensate. Non perché ero un esempio da seguire, ma perché ero pericoloso per gli altri.
La vecchia direttrice mi definiva un pericolo per me stesso e per gli altri, uno senza futuro, una nullità rispetto al resto dell orfanotrofio. Ho supplicato la signora Harmony, la nuova direttrice, di lasciarmi con gli altri, ho cercato di spiegarle che io non avevo fatto niente. I miei compagni si sono schierati con me, hanno cercato anche di confermare la mia versione.
«Io ti credo, Helia. Ma la carta me lo impone.» mi disse, indicando i documenti poggiati sulla scrivania.
Di nascosto mi permetteva a volte di dormire con i miei amici, mi permetteva di giocare con loro, e di tanto in tanto mi lasciava dei dolci fuori camera mia. Era stata l'unica a farmi sentire diverso, ma in modo positivo. Era stata l'unica ad accettarmi.