57- É come se fossimo in una sitcom

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Helia

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Helia

Il terzo giorno di convivenza è quello in cui smetti di fingere che sia temporaneo.

Il primo giorno sei ancora sotto shock. Il secondo sei in uno stato di negazione.

Il terzo quando ti svegli, apri gli occhi, ricordi esattamente chi c'è in casa tua e vorresti solamente tornare a dormire.

Apro gli occhi fissando il soffitto della mia stanza. Respiro pesantemente, portandomi ancora di più al petto il corpo di Ginevra, che dorme beatamente al mio fianco.

É strano stare in questa villa. A casa Howard, intendo.
Ci sono così tante stanze da esserci il rischio di perdersi.

Da qualche parte, al piano di sotto, sento un rumore metallico. Qualcosa che sbatte. Poi, una voce inconfondibile.
Kayden, ovviamente.

Sospiro ancora, alzandomi da letto e stando attento a non svegliare Ginevra. Dorme  con la bocca socchiusa, i capelli le ricadono dolcemente sul viso mentre le guance sono leggermente arrossate.

Il problema di questa convivenza forzata non è il caos, anzi.

Il problema non è che Draven Johnson dorma sotto il mio stesso tetto. Il problema è che si muova come se fosse sempre stato qui.

Come se questa casa lo riconoscesse.

Scendo le scale con addosso una maglietta stropicciata e il nervosismo di chi sa già che qualcuno gli rovinerà la colazione.

Ormai è routine in questa casa, incazzarsi a prima mattina.

La cucina infatti, è un campo minato.

Kayden è appoggiato al bancone, con un caffè in mano, il solito sorriso da bastardo stampato in faccia. Evie è seduta al tavolo con Daphne, che sta mangiando qualcosa di strano, ma che non ha un buon aspetto.
Ho scoperto di recente che segue una dieta abbastanza particolare, e che certe portate che mangia mi fanno rabbrividire

Sophia invece è in piedi vicino al lavello, intenta a fissare Tess come se stesse cercando di capire se respiri o se sia una sorta di allucinazione collettiva.

E poi c'è lui.

Draven è seduto al tavolo. E abbastanza tranquillo. Ha una tazza di caffè tra le mani e si guarda intorno con espressione neutra. Sicuramente si è appena svegliato come tutti.

«Heli, vuoi una tazza di caffè?» dice Kayden, senza guardarmi.

« Si grazie, Kay.» rispondo, aprendo il frigo.

Draven alza appena lo sguardo.

Tess invece è rigida. Seduta composta, le mani intrecciate sulle ginocchia. Gli occhi seguono ogni nostro movimento, come se stesse aspettando il momento in cui qualcuno le dirà che deve andare via.

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