45- Trap

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"I'm gonna pack my things and leave you behindThis feeling's old, and I know that I've made up my mindI hope you feel what I felt when you shattered my soul'Cause you were cruel, and I'm a fool, so please let me go"I love you so, The Walters

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"I'm gonna pack my
things and leave you behind
This feeling's old, and I know
that I've made up my mind
I hope you feel what I felt
when you shattered my soul
'Cause you were cruel,
and I'm a fool,
so please let me go"
I love you so, The Walters

H e l i a' s
POV

L'aria sa di cloro vecchio e muffa, mentre il vento entra dalle finestre rotte, facendo frusciare i pezzi di carta sparsi sul pavimento della piscina vuota. I miei passi risuonano nel silenzio, e per un attimo mi sento soffocare dal vuoto di questo posto. Stringo la lettera con le mani tremanti, sentendo la carta ruvida sotto i polpastrelli. Non sono sicuro di voler leggere di nuovo quelle parole, ma non riesco a smettere di fissarle.

Il messaggio è breve, quasi criptico, eppure mi si è stampato nella testa come un marchio:

"La verità si trova alle radici di questo legame."
Sotto, una data: 1953."

Una foto.
Tre uomini, due donne.
Uno cerchiato in rosso.

«Radici...» mi ritrovo a mormorare, come se ripeterlo a voce bassa possa darmi una risposta. Ma non succede nulla. Il silenzio è pesante, rotto solo dal rumore dei passi di Ginger dietro di me. Mi volto a guardarla, sperando che il suo volto mi dia qualche indizio, ma anche lei sembra confusa.
La sua mano si posa sulla mia spalla, e sento gli occhi riempirsi di lacrime per la frustrazione.

«Che significa?» chiede, avvicinandosi. La sua voce riecheggia tra le pareti, e per un attimo sembra quasi troppo forte. Socchiudo gli occhi, scuotendo leggermente il capo.

«Non lo so» rispondo, anche se nella mia mente frasi spezzate iniziano a formarsi, ipotesi che si intrecciano e mi fanno girare la testa. «Radici... legame... questa data. Deve esserci un significato.»

Ginger si china accanto a me, prendendo la lettera dalle mie mani. La guarda con la fronte corrugata, poi la scuote leggermente, come se potesse saltare fuori un'altra risposta. «Potrebbe parlare di un albero genealogico? Tipo... radici nel senso di famiglia?»

L'idea mi fa venire un brivido. «Forse. Ma che legame? E con chi?» sospiro, tornando a guardarla.
«Ma quale famiglia? Io sono stato solo per tutta la vita.»

Evie è l'unica tra i nostri amici a prendere parola.  Alza le spalle. «Se c'è una data, 1953, potrebbe essere collegata a qualcosa che è successo allora.» sì picchietta il mento, pensierosa.

«Confrontando le date, quest'uomo secondo la nostra teoria dovrebbe essere tuo nonno. Magari ha fatto qualcosa di importante in quell'anno? Qualche affare, qualche decisione importante?» ipotizza, lanciandomi un occhiata.

«Non ne ho idea.» Mi siedo sul bordo della piscina vuota, le gambe che penzolano sopra il vuoto. Le piastrelle fredde sotto di me sembrano risucchiare ogni mio pensiero, lasciandomi solo con la sensazione che ci sia qualcosa di grosso che mi sta sfuggendo.

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