𝐌𝐈𝐒𝐓𝐄𝐑𝐘 𝐒𝐏𝐎𝐑𝐓 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐍𝐂𝐄 || 🔞 ||
Evie Collins ha imparato che la vita è fatta di contrasti: luce e buio, amore e paura, verità e menzogna. Fuggita da un passato che la tormenta, cerca un nuovo inizio alla Diamond Academy, dove ogni...
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Ginevra
In questo momento mi sento come se fossi sospesa tra incubo e sogno. È difficile distinguere la realtà dalla paura che ancora mi tormenta: hanno davvero tenuto prigionieri per dieci mesi delle persone? Cosa sarà successo ai miei amici durante tutto quel tempo?
Ogni pensiero sembra una lama che mi trafigge, e il cuore batte così forte da farmi temere che esploda da un momento all'altro.
Che gran casino.
Eppure, quando ripenso a quello che è accaduto, cerco di trovare un senso. Hanno cercato di uccidere Helia, e forse quello che hanno fatto è stato solo un riflesso, un modo per affrontare la situazione, per proteggerlo. Forse ogni loro gesto, anche il più estremo, aveva una logica nascosta, comprensibile solo a loro.
Il senso di colpa inizia a stringermi lo stomaco come un nodo che non vuole sciogliersi, e devo chiudere gli occhi per evitare di lasciarmi andare alle ennesime lacrime.
Se solo non me ne fossi andata. Se solo fossi rimasta lì, forse avrei potuto aiutarli, forse avrei potuto fare la differenza. Se solo non fossi scappata come una codarda.
I miei occhi inevitabilmente tornano verso i miei amici, tutti riuniti nella villa Howard. I ricordi ritornano a fior di mente, frammentati, come flash che si accendono e si spengono troppo in fretta per poterli afferrare completamente.
Kayden è seduto sul divano, le sue dita scorrono lentamente tra i capelli di Daphne, mentre lei poggia la testa sulla sua spalla. Si scambiano parole di tanto in tanto, appena udibili, per poi chiudere di nuovo gli occhi, come se volessero sigillare quei piccoli momenti di intimità lontano dal resto del mondo.
Aiden sta parlando con Ryan, che fissa accigliato la porta che conduce all'ala superiore. Ogni muscolo del suo corpo sembra teso, pronto a reagire a qualsiasi minimo segnale.
Evie, Sophia e Alice mi fanno un cenno di seguirle, ma rifiuto con un piccolo movimento del capo, indicando invece Helia.
Lui è seduto sul pianerottolo con una sigaretta tra le labbra, lo sguardo perso in qualche pensiero dei suoi.
Mi avvicino a lui, facendo pochi passi lenti, e mi siedo, appoggiando il capo alla sua spalla. Per un istante, ci studiamo a vicenda in silenzio, il mondo intorno a noi che sembra sospeso.
Poi Helia abbozza un sorriso, discreto e quasi impercettibile, più un riflesso della mia presenza che una vera espressione.
«Cos'hai?» chiedo a voce bassa, cercando di non fargli percepire la mia ansia. Le nostre dita si intrecciano naturalmente, come se fosse un gesto già scritto milioni di volte.
«Avrei dovuto chiedere agli altri di parlartene...» confessa, con il fiato leggermente corto, aspirando ancora una volta dalla sigaretta prima di buttarla nel posacenere con un gesto rapido.