𝐌𝐈𝐒𝐓𝐄𝐑𝐘 𝐒𝐏𝐎𝐑𝐓 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐍𝐂𝐄 || 🔞 ||
Evie Collins ha imparato che la vita è fatta di contrasti: luce e buio, amore e paura, verità e menzogna. Fuggita da un passato che la tormenta, cerca un nuovo inizio alla Diamond Academy, dove ogni...
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Helia
Per moltissimo tempo ho pregato affinché la mia mente riuscisse ad eliminare qualsiasi ricordo risalente alla mia infanzia. Speravo di svegliarmi un giorno ed essere una persona nuova, senza tutti quei pensieri che hanno da sempre caratterizzato la mia persona.
La memoria era un qualcosa che davo per scontata, una di quelle cose che qualunque cosa fosse successa sarebbe rimasta con me.
Adesso invece vorrei solo riaverla.
Siamo sicuri di star parlando della mia memoria?
Da quando mi sono svegliato ed ho saputo della partenza di Ginevra fisso il mio cellulare con un cipiglio confuso. L'avrò chiamata come minimo trenta volte, e non mi sembrano ancora abbastanza.
«Dovresti lasciarla in pace, sembri un maniaco.» la voce di Kayden mi risuona nelle orecchie come una melodia fastidiosa.
«Stai zitto, ti arriva un destro se non la smetti.» Ryan gli rifila una gomitata sul fianco, e non possono mancare ovviamente delle imprecazioni.
«Perché non andate a casa? Io sto benissimo.» la mia idea fa inarcare a tutti le sopracciglia. Evie mi guarda come se fossi matto da legare, Sophia per poco non ride per la disperazione.
«È evidente che sia ancora sotto effetto di farmaci.» esclama Aiden, poggiandosi allo stipite della mia porta.
«Helia è sempre così. Non possiamo stabilire se siano i farmaci o meno a renderlo così..» Ryan sbruffa leggermente. «Folle?» continua Evie, e tutti annuiscono.
«Ehi, vi ricordate che sono qui?» agito il mio telefono come se potesse magicamente riportarmi l'unica persona che vorrei.
«Avete sue notizie?» mormoro a bassa voce, suscitando un sospiro generale.
«No, Helia. È come se fosse sparita nel nulla.» Aiden si siede al mio fianco, porgendomi un bicchiere d'acqua.
«È colpa mia.» mi porto una mano sul viso, sentendo la testa scoppiare.
«In effetti si, lo è.» Kayden si becca la seconda gomitata della giornata.
«No, ha ragione.» affermo, cercando di alzarmi, ma ricevendo scarsi risultati. Non appena poggio i piedi per terra è come se tutti avessero iniziato a fare giro-tondo attorno a me.
«Siediti, per favore. Ti abbiamo recuperato in questi giorni nei posti più insoliti di questo ospedale.»