XIII. Sincero

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POV. CAMERON

Avevo dormito cent'anni o cinque minuti?

Il mio orologio biologico non seppe darmi una risposta. 
Tirai un lungo sbadiglio e allungai un braccio per tastare la superficie del comodino alla ricerca della sveglia. Riuscii ad intercettarla, ma grazie ai miei riflessi da pensionato - quella mattina somigliavo vagamente ad un bradipo con l'artrosi - la feci cadere a terra senza un vero perché.
Sbuffai spazientito e lasciai che il mio braccio crollasse penzoloni sul bordo del letto. Ero in pieno stato comatoso e vegetativo. Tutto sudato, mezzo contorto e disteso con la faccia affondata nel cuscino.

Sobbalzai di scatto quando una mano, non mia, iniziò ad accarezzarmi la schiena. Ma cosa...

- Che diavolo ci fai nel mio letto!? -, gridai in preda all'orrore.

Seth si lamentò nel sonno, ma non accennò a spostarsi di un dannato centimetro. Cercai senza successo di scansarlo con uno spintone ma ottenni il risultato opposto. Mi venne ancora più addosso e, come se non bastasse, attaccò a russare. Nemmeno le cannonate sarebbero state capaci di svegliarlo. Rassegnato, gli tirai una testata.

- Ma che fai! -, urlò lui, rizzandosi immediatamente a sedere e strabuzzando gli occhi per la sorpresa. - Cosa? Cam?

- Già! - Sbraitai. - Cam!

Fissò prima me e poi poggiò lo sguardo su di sé, realizzando con orrore che entrambi eravamo in boxer e sotto le medesime lenzuola.

- Non dirmi che abbiamo...

- Ma sei scemo?

S'indignò. - Perché, ti farebbe così schifo?-, chiese guardandomi di traverso. 

- Certo che mi farebbe schifo deficiente!
Sbraitai stizzito tentando di allontanare il pensiero prima che diventasse eccessivamente nitido nella mia testa.

- Era per dire, come sei noioso..

- Vai da Rachel la prossima volta che senti il bisogno di chiarire i dubbi sul tuo orientamento sessuale ambiguo, imbecille.

- Rachel è una donna -, mi fece notare. 

Alzati gli occhi al cielo si gettò di nuovo sul materasso. Incrociò le braccia dietro la testa e volse lo sguardo nella mia direzione.

- Si può sapere che fine hai fatto ieri? Sei sparito.

Inarcai un sopracciglio.
- Sparito, io? Chi è che si è volatilizzato in tempo zero?

- Non è colpa mia, mi sono distratto!
Tentò di giustificarsi con un sogghigno crescente.

-  Immagino... Chi è la sfortunata questa volta?-, lo scimmiottai sistemando il cuscino per affondarci nuovamente la nuca. 

- La fortunata, vorrai dire.-, mi corresse. 

- Ti sfido a dirmi il suo nome.

Per un secondo finse addirittura di pensarci. - Fidati, questa volta mi sono proprio innamorato -, concluse.

Era un caso perso, davvero. Sempre così immaturo. No, forse masochista era l'attributo più azzeccato. Pareva quasi che quegli innamoramenti multipli gli fornissero linfa vitale. Erano il suo carburante naturale 

- Ieri Dan ha fatto il pazzo, dovevi vederlo. Si è messo in testa che ci ho provato con Tracy. Io con Tracy, ci credi?
Ridacchiai ripensando alla faccia di quell'idiota. Si vedeva da chilometri che se ne stava nel secondo settore insieme a quegli altri sfigati nullafacenti.

- Dan? - Domandò sorpreso. - Ma non eravate al Louis fino ad un'ora prima?

- Era una balla -, ammisi senza tirarla per le lunghe. Sapevo che Seth lo avrebbe tenuto per sè.

DARK SOULLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora