XXI. Imperturbabile... o no?

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- Seth!

La voce squillante di Rachel animò il corridoio.

- Che vuoi?
Rispose lui, urlando a sua volta.

- Chiama Tobias!

- Chi diavolo è Tobias? - domandò moderando il volume, una volta che anche lei si intrufolò nella mia stanza.

- Il ragazzo della pizza - spiegò.

- Quello che ha una cotta per te? Perché dovrei chiamarlo?

- Ma sei scemo? Per la pizza, ovviamente!

- Certo, per la pizza... Non è che, sotto sotto, un po' ti piace?

Rachel lo guardò in cagnesco. 

- Cosa non ti è ancora chiaro? Sono lesbica, le-sbi-ca. - Cantilenò lei. - Hai presente quando due persone si piacciono e nessuna di loro possiede Mr. X? Oppure, preferisci che ti faccia un disegnino?

- Mr. X?

- Chiama. Tobias - tornò al punto, e Seth alzò le mani in cenno di resa. - Ordinane una formato famiglia e, Cam, dove hai pescato quell'adorabile ragazza? È così deliziosa...

Sospirai.  - Rachel, ti prego, non iniziare anche tu. 

- D'accordo, d'accordo. Per ora puoi ritenerti salvo, ma non credere che ti lascerò in pace tanto facilmente. Voglio tutti dettagli, lo sai. Il giorno in cui sarai solo e vulnerabile la zia Rachel ti troverà e ti torturerà, preparati!

Seth, con il cellulare appoggiato all'orecchio, le lanciò un sorriso di complicità che fu però destinato ad esaurirsi non appena venne intercettato dalla mia espressione glaciale.

- Vi odio- chiarii a denti stretti, conscio che nessuno dei due avrebbe preso sul serio la mia affermazione.

- Non è vero.
Mi punzecchiò Rachel avvicinando una mano per scompigliarmi i capelli.

- Pronto, Tobias?
Seth parlò al telefono improvvisando una voce femminile. Io e Rachel voltammo lo sguardo confusi e lui strizzò l'occhio, sorridendo divertito e portandosi una mano sul fianco con un movimento poco virile.

- Come sarebbe "sta uscendo per delle consegne"? - Si finse stizzito e alla sua domanda seguì una pausa di qualche secondo. - Non m'interessa, lo faccia tornare immediatamente, devo parlare con lui.

Un'altra pausa.

- Ehi, Tobias... - Esordì ancora, mantenendo il tono effeminato.

- Seth, smettila!
Lo pregò Rachel sottovoce, senza avere idea di quale fosse il suo reale obiettivo.

- Sono io, Rachel Green, ti ricordi di me?- Ghignò.

Afferrai il braccio di Rachel. Il suo corpo fremette, fomentato dall'impellente impulso di afferrare Seth per il cappuccio della felpa, soffocarlo e poi sfigurarlo. Riuscivo a capirla, era la stessa sensazione che tramortiva me ogni volta. 

- Rapida comunicazione di servizio, bello. Sono lesbica, le-sbi-ca e, tanto per la cronaca, mi fanno schifo Mr. X, e i pettorali. Addio  - Con un sorriso soddisfatto, Seth chiuse la comunicazione sotto lo sguardo allibito di Rachel.

- Io ti ammazzo!
Urlò lei, sgattaiolando fuori dalla mia presa e afferrando un lembo di tessuto della sua felpa. Gli sfilò il cellulare dalle mani e lo lanciò sul letto, dove quello rimase addormentato in seguito ad un atterraggio di fortuna e a qualche rimbalzo di troppo.

- Era giusto che lo sapesse - rispose stringendosi nelle spalle.

- Chiama un'altra pizzeria. Adesso.

DARK SOULLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora