- Come ci sono finito vestito così?-, chiesi con lo sguardo rivolto al soffitto, mentre Seth trafficava sul mio collo con la fronte increspata per la fervida concentrazione.
- Silenzio, Cam, fammi finire.
Quando si allontanò per mettersi la giacca, abbassai lo sguardo verso il basso.
- Un... papillon? Vorrai scherzare! E questo gilet da dove salta fuori? Dio, sembro ridicolo.
- Sei assolutamente perfetto.-, mi assicurò.
- Come no! Sono un diavolo di pinguino! -, sbottai guardandomi allo specchio. Osservai con disappunto la mia figura costretta in quella stretta divisa.
Si sforzava di non ridermi in faccia. - Tecnicamente sei un cameriere. - precisò.
- Uh, molto meglio allora. Tu cosa sei, un domatore di leoni?-, chiesi sardonico, commentando la sua mise.
- Sono un facchino. Vuoi fare a cambio?
- No, lasciamo perdere.
- Bene. -, si rilassò. - Piantala di frignare e pettinati. Sembri uno scappato di casa.
Gli lanciai un'occhiataccia. - Da quando fai le veci di Rachel?
- Da quando sono nel panico.
Sistemò i bottoni delle maniche e sfrecciò in bagno a darsi una veloce passata di gel sui capelli. Io mi pettinai scompigliando i miei con la mano, cercando di dar loro una forma.
Recuperò le chiavi dal tavolino del soggiorno e fece scattare la serratura d'ingresso, spegnendo le luci. Lo seguii fuori senza dire una parola, cercando di capire cos'avesse in mente. Ci rimasi particolarmente male quando il freddo mi congelò la mani, ma la mia frustrazione aumentò in maniera esponenziale non appena realizzai di non avere le tasche.
- Stupidi pantaloni...
Seth, al mio fianco, soffocò un'altra risata.
- Inizia a parlarmi del piano - ordinai.
Raggiungemmo la sua jeep nel cortile e per l'ennesima volta mi stupii di quanto fosse malandata. Seth parlò guardando fisso davanti a sé.
- Ci intrufoleremo all'Excelsior, l'hotel in cui si svolgerà la raccolta fondi di cui ti ho parlato.-, iniziò, dirigendosi al posto di guida. - Lì incontrerò il mio uomo, il suo nome è Bruce Reed, stanotte alloggerà lì. Si spaccia per un grande finanziere, ma in realtà è un falsario. E stasera ha intenzione di sabotare il suo rivale in affari, facendo saltare in aria la sua azienda.
- Cosa?
Avevo sentito bene? Aveva detto "saltare in aria"?
- Esatto.
- Seth, non scherzare. - l'ammonii richiudendo la portiera.
Infilò le chiavi nel cruscotto e accese il motore scoppiettante. - Non scherzo affatto. - Mantenne la calma, allacciandosi la cintura.
Rimisi in folle, e la macchina sobbalzò in avanti prima di spegnersi di vnuovo.
- Abbiamo a che fare con un terrorista!? - gridai. Me lo diceva solo adesso?
- No, ho detto che abbiamo a che fare con un falsario...
Insistette riavviando il tutto, mentre a me colpì un'improvvisa voglia di premergli la faccia sul volante.
- No, tu hai chiaramente detto che...
- Silenzio, lasciami continuare.-, ricominciò spazientito. - Io andrò da Bruce, tu non ti farai vedere. Vai dentro e ti fingi uno dei dipendenti. Ce ne sono così tanti che nessuno si accorgerà di te. Spero. Non appena finirò di parlare con lui, m'infiltrerò tra gli inservienti e cercherò di raggiungerti.
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DARK SOUL
RomanceCameron McLyne è tutto ciò che la Sniper, società segreta che agisce da decenni giustiziando ogni genere di criminali a Manhattan, brama di possedere. Insensibile, silenzioso e spietato. Amélie Howard, ragazza ordinaria ed eccessivamente curio...
