POV. AMÉLIE
- Cameron!
Gridò il ragazzo che aveva appena fatto irruzione nella stanza. Indossava un paio di jeans scoloriti e una canotta bianca impiastricciata di sudore. Impallidii di fronte alla sua stazza e altezza.
- Che avete oggi da urlarle tutti quanti?
Chiese Cameron con finta innocenza, sul suo volto neanche un accenno di preoccupazione.
- Vieni qui bastardo!
Cameron sembrava perplesso, ma per nulla spaventato. Mi domandai come riuscisse a restare così tranquillo e indifferente in una simile situazione. Se quello era in cerca di rissa, lui non aveva alcuna chance di uscirne illeso.
Sussultai per lo spavento quando un grosso pugnò minacciò di abbattersi sul suo viso, ma lui lo schivò con facilità, inclinando il capo e bloccandogli il braccio con una mano. Doreena si spaventò altrettanto, ma poi poggiò una mano sulla mia spalla, per tranquillizzarmi.
- Che cazzo fai Dan?
Sbottò Cameron, lasciandogli immediatamente il braccio con uno strattone, e lui indietreggiò.
- Sei il solito pezzo di merda, Cam.
- Per quale motivo?
- Tracy - spiegò Dan finalmente. - Non azzardarti a toccarla un'altra volta.
Cameron rise.
- Cosa? - Domandò incredulo, inarcando un sopracciglio.
- Ti ho detto, che se metti di nuovo le mani addosso alla mia ragazza, io ti mando all'altro mondo.
Doreena mi spiegò sottovoce che Tracy era una delle bariste del locale.
Cameron scosse piano la testa. - Ti do un consiglio. Se non vuoi che mi avvicini a lei, ricordati il guinzaglio la prossima volta.
Concluse ammiccando.
Poi si voltò verso Doreena che nel frattempo stava cercando di trattenere una risata e le rivolse un sorriso mortificato portando una mano a massaggiarsi il collo.
- Vi va di darmi un passaggio?
Sbiancai non appena interpretai il senso delle sue parole. Il mio sguardo si spostò su Dan che tremava, livido di rabbia.
- Figlio di..! - Urlò, e si scagliò contro di lui. E quindi contro di noi. Cam mi si parò davanti con uno scatto.
- Fuori -, m'intimò prima di assestargli un pugno in pieno viso.
Senza riflettere un secondo di più mi precipitai fuori dalla porta. Mi voltai per controllare che Doreena avesse fatto lo stesso, ma non vidi nessuno dietro di me, se non il ragazzo di nome Dan intento a massaggiarsi la mascella. Cominciai a spintonare a destra e a sinistra in cerca di aiuto, ma nessuno mi considerava, erano tutti troppo impegnati a ballare o persino incapaci di capirmi. Poi una mano fredda si appoggiò sulle mie spalle.
- Tutto bene? - Mi chiese un ragazzo non troppo lucido, con folti capelli biondi e un viso da bambino.
- No... - Sussurrai ansimando, mentre cercavo di riprendere fiato, ma l'aria circostante mi soffocava ancora di più. Portai le mani alle ginocchia per sostenermi.
- Scusa Seth, andiamo di fretta.
Lo interruppe, prima di afferrare il mio braccio e trascinarmi fuori. Ero più vicina all'uscita di quanto credessi.
Doreena ci stava già aspettando accanto alla mia auto e non appena ci vide insieme si rilassò. Con la mano libera frugai nella tasca per cercare le chiavi. Non appena sbloccai le portiere, Cameron mollò la presa dal mio braccio e si accomodò sul sedile del passeggero precedendo Doreena che, sbuffando, si sistemò di malavoglia su quello posteriore. Infilai le chiavi nella toppa e sfrecciai lontana da quel luogo.
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DARK SOUL
RomanceCameron McLyne è tutto ciò che la Sniper, società segreta che agisce da decenni giustiziando ogni genere di criminali a Manhattan, brama di possedere. Insensibile, silenzioso e spietato. Amélie Howard, ragazza ordinaria ed eccessivamente curio...
