Il passato può fare male, può far paura e certe volte non basta aggrapparsi al presente; certe volte bisogna trovare qualcuno che ci faccia vivere il presente e ci faccia pensare che non sarebbe poi così male puntare al futuro. Emma quel qualcuno l'...
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× Emma in costume è una visione per gli occhi, sia perché ha un corpo bellissimo e sia perché vederla sotto il sole è come una visione divina. È una cosa che Paulo adora ma, a suo malgrado, lo è anche per gli altri.
"Se avessi saputo che avresti attirato così tanto l'attenzione con il costume da bagno nuovo, ieri ti avrei fatto prendere una muta da sub." la abbraccia da dietro e bacia la sua spalla.
"Non sto attirando l'attenzione." ridacchia mentre poggia la testa contro il petto. "Sei tu che attiri l'attenzione."
"Di solito si perché sono conosciuto, ma tu lo fai perché hai gli occhi dei ragazzi puntati addosso." sposta da un lato i suoi capelli. "Poco male, almeno tutti sapranno quanto sia bella la mia ragazza."
Emma sorride mentre guarda il loro riflesso distorto sullo specchio d'acqua, focalizzandosi sulla figura di Paulo.
"Hai detto quelle parole." mormora dopo, non riuscendo a smettere di sorridere mentre si volta in sua direzione.
"Ne ho dette così tante, tesoro, sii più specifica."
"Ma come? 'La', 'mia' e 'ragazza'."
"Ah, quelle." sorride quando lo abbraccia. "Cosa saresti altrimenti?"
"La tua ragazza." si mette sulle punte e bacia le sue labbra.
"La mia bellissima ragazza." la corregge, accarezzandole i capelli bagnati. "E avevo dei piani per la mia ragazza."
Le piace da impazzire quando la chiama così, la fa sentire speciale e importante.
"Che cosa?"
"Vuoi venire a cena fuori con me? Non siamo mai usciti per un appuntamento." le accarezza le guance e la vede sorridere così tanto da illuminare tutto quello che ha attorno.
"Certo che mi piacerebbe." gli da un bacio, stringendo le gambe intorno al suo bacino. "Ma dovrei trovare il modo di tornare a casa e prendere qualcosa."
"Credo che non ce ne sia bisogno." sorride. "A casa mia hai tutto quello di cui hai bisogno."
"Non credo che il pigiama sia adatto per una cena fuori, avrei solo i trucchi a dire il vero." ragiona.
"Ti fidi di me?" ma dal suo sguardo si capisce che ha combinato qualcosa.
"Paulo." si lamenta Emma. "Cos'hai fatto?"
"Te l'ho detto che volevo farti dei regali." alza le spalle. "Ed ho sbirciato nel tuo armadio per conoscere la tua taglia e nella tua scarpiera per il tuo numero di scarpe, se vedi che una mensola è stranamente dritta è perché l'ho sistemata io."
"Ti ho detto ieri che non c'è bisogno di spendere soldi per me."
"Non si tratta di uno spreco se si tratta di te, te l'ho detto." le bacia lo zigomo. "E poi programmo questa cena da quando siamo tornati dal Perù, mi sarei voluto dichiarare in quell'occasione ma abbiamo anticipato da un po'."
Emma fa una smorfia e Paulo sa che le sue parole l'hanno intenerita un po', nonostante sia ancora un po' arrabbiata.
"Non riesco ad essere arrabbiata con te se mi dici queste cose." si lascia sfuggire un sorriso.
"Meglio per me."
"Ma non ce n'è bisogno, dico davvero." lo abbraccia. "Dimmi solo che non hai speso tanto."
"Non ho speso tanto." lo dice per farla contenta ma non ha comprato niente che non possa permettersi. "Ma sono sicuro che ti starà benissimo."
"Ho già un'idea di cosa mettere sotto." sorride furba, facendo capire a Paulo di cosa parla e il sol pensiero lo uccide.
"Non puoi farmi immaginare queste cose mentre sei aggrappata a me e con quasi niente addosso." sospira pesantemente. "Non abbiamo nemmeno il tempo per una cosa veloce."
"Appena torniamo, te lo prometto." poggia la testa contro la sua spalla.
"Lo hai detto." sorride mentre le accarezza le natiche. "Mi sento un po' meglio."
"Smettila, non vedi che ci sono persone?" si dimena così da farlo smettere. "Dai, mi vergogno."
"Sono sicuro che sarebbe quello che farebbero tutti su questa spiaggia, ma va bene." le stringe i fianchi. "Non vedo l'ora che arrivi questa sera."
🦋
"Emma, hai finito?" domanda Paulo quando bussa alla porta del bagno.
"Tu sei pazzo!" esclama mentre si guarda allo specchio.
Come prima cosa si è fatta una doccia, poi ha pensato ai capelli e subito dopo al trucco, lasciando il vestito per ultimo. Le sembrava già bellissimo non appena l'ha preso in mano, non appena l'ha indossato se ne è innamorata.
"Dai, sono curioso di vedere come ti sta." dice impaziente e fa un passo indietro quando sente girare la chiave nella toppa del bagno.
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"È bellissimo." dice per prima mentre continua ad abbassare lo sguardo per vederlo in tutte le sue sfaccettature.
"E ti sta da dio." sorride lui, poggiando una mano sulla sua vita e prendendone una in quella che ha libera per farle fare un giro su sé stessa. "Sei ancora più bella di come immaginavo."
Emma sorride teneramente e poi si avvicina a lui, altrettanto bello e sistemato, perfettamente irresistibile nella sua camicia nera leggermente sbottonata.
"Grazie." bacia il suo mento. "Ma questa non è un qualcosa che costa poco."
"Te l'ho già detto, non farti di questi problemi. L'importante è che ti stia benissimo." non riesce a smettere di guardarla, sempre disegnata talmente è perfetta. "Sembra che ti sia stato cucito addosso."
"Amore." lo abbraccia. "Se mi dici così mi fai sentire solo più in colpa."
"Non ti devi sentire in colpa, Emma, dico davvero." la guarda negli occhi. "L'ho fatto perché desideravo farlo e ne è valsa la pena vagare per negozi alla ricerca di quello giusto, guarda come ti sta bene."
Lei annuisce e si stringe ancora una volta a lui, godendosi quel piccolo momento che hanno per loro, senza nessuno attorno e senza la paura di essere scoperti. Più stanno insieme e più è la voglia di non separarsi mai, nemmeno quando l'estate finirà e Paulo dovrà tornare a Torino. Ma ci sarà tempo anche per parlare di questo, adesso vogliono solo cogliere l'attimo e basta.
"Andiamo?" mormora lui, guardando l'orologio.
"Mh." mugola in assenso mentre si attacca al suo braccio, sorridendo quando le apre la portiera come un vero gentiluomo.
Non ha idea se quello che sta vivendo è un sogno post trauma, ma spera davvero di non svegliarsi se è così.