Il passato può fare male, può far paura e certe volte non basta aggrapparsi al presente; certe volte bisogna trovare qualcuno che ci faccia vivere il presente e ci faccia pensare che non sarebbe poi così male puntare al futuro. Emma quel qualcuno l'...
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× Emma sorride quando si siede a gambe incrociate sul suo lato del letto, osservando Paulo che, senza maglietta, digita qualcosa sul telefono.
"Che fai?" gli chiede, impaziente di sdraiarsi accanto a lui.
"Rispondo ad un mio compagno di squadra." finisce di digitare le ultime cose e poi raggiunge la fidanzata che, senza attendere oltre, si attacca a lui, poggiando la testa sul suo petto nudo. "Adesso mi dici che ti prende?" domanda mentre fa peso sul suo corpo e si sdraia su di lei, poggiando il mento sul suo petto, dandole un bacio a fior di labbra.
"Tua mamma mi ha detto una cosa." accarezza il contorno delle sue labbra e si sporge un'altra volta per baciarlo.
"Qualcosa di bello, immagino." la vede annuire.
"Mi ha detto che tu le hai parlato di me e le hai detto che sono la donna della tua vita, che non hai mai amato nessuna nel modo in cui ami me." mormora mentre abbassa lo sguardo, sentendosi andare a fuoco.
"Non è niente che tu già non sappia." fa peso sulle braccia e unisce le loro fronti, accarezzandole la pelle del collo.
"Si, però.. non lo so." alza le spalle. "Mi ha fatto uno strano effetto, è diverso quando lo dici anche ad altri."
L'argentino capisce cosa voglia dire ed annuisce mentre accarezza il suo mento, facendo sfiorare le punte dei loro nasi.
"Devono sapere tutti che sei la donna della mia vita, mi amor." mormora. "E spero che con oggi, tutti abbiano visto quanto bella e fenomenale sia la mia ragazza."
"Sicuramente la partita ha fatto capire quanto fenomenale sia il mio ragazzo, che sia bello è un fatto ormai risaputo." ribatte, perdendosi in quelle sfumature indefinite dei suoi occhi. "Mi piace da morire vederti giocare, sei un talento e lo penso davvero. Ipnotizzi chi ti guarda mentre giochi."
"Significa molto per me." sorride come se fosse il bambino che, anni fa, si sentiva dire spesso da suo padre quanto fosse bravo.
Paulo le circonda la vita con le braccia e poi bacia con passione le sue labbra, sentendo come faccia pressione contro il suo petto per far si che si mettano seduti. Quando la asseconda e la sente sistemarsi a cavalcioni sulle sue gambe sospira e sorride furbo.
"Cosa ridi?" domanda divertita, vedendolo ammiccare subito dopo.
"Non avrei mai detto che fossi quel tipo di ragazza che prende l'iniziativa anche quando nell'altra stanza c'è mia madre." sussurra, ringraziando il cielo di aver chiuso la porta.
"Se ti imbarazzi all'idea che ci sia tua madre di là, getto la spugna e torno quando ripartirà." lo provoca, facendogli scuotere la testa mentre ride.
"Cerca solo di non urlare così tanto da svegliarla, come al solito." fa per invertire le posizioni ma lei lo ferma, facendo intendere che sarà lei a stare sopra questa volta.
Si toglie da sola la maglietta, gettandola in terra, facendo seguire anche i pantaloni. Sfila i pantaloni di Paulo e, rimasti entrambi in biancheria, inizia a muovere i fianchi in sua direzione, sentendo chiaramente la sua erezione contro la sua coscia destra.
"Vedremo." mormora in risposta, tirando giù l'elastico dei boxer e facendo lo stesso con quello delle sue mutandine.
Dispone le ginocchia ai lati dei fianchi di Paulo e poi si abbassa con il bacino sulla sua erezione, lasciandosi penetrare poco a poco. Sposta i capelli di lato mentre boccheggia e inizia a muoversi con movimenti circolari che vengono sostituiti da quelli che vanno dal basso verso l'alto. L'argentino piega la testa all'indietro mentre guida Emma nei movimenti, stringendo i suoi fianchi e guardandola mentre si aggrappa alle sue spalle, graffiandole con le unghie. Deve davvero trattenersi per evitare di urlare e far sentire ad Alicia quello che stanno facendo.
"Ti vedo in difficoltà, bebé." ridacchia mentre la vede diventare rossa.
"Sshh.." sussurra mentre lo guarda, baciandolo e soffocando in quella maniera i suoi versi.
"Devo ammettere però che mi piace da impazzire quando mi stai sopra e ti muovi così." si lascia andare anche lui ad un verso e lei sorride soddisfatta. "Fammi vedere quanto sei brava." si sdraia sul materasso, passando le mani dai fianchi ai seni, stringendoli leggermente mentre lei si tiene in equilibrio dal suo petto.
"Oddio.." mormora quando sente una familiare sensazione al basso ventre.
"Vieni per me, mi bebé." con il pollice stuzzica il suo clitoride, facendola avvampare sempre più mentre si avvicina all'orgasmo.
Quando Emma viene, scende dalle gambe di Paulo, si abbassa sulla sua intimità e decide di continuare con un lavoretto orale, sentendo come anche lui sia quasi al limite. Sospira pesantemente mentre affonda le dita nei suoi lunghi capelli castani e la tira di nuovo su di sé per baciarla mentre, anche lui, finisce. Si sdraiano sul lato giusto del letto e coprono i loro corpi nudi con le lenzuola, riprendendo fiato mentre spengono le luci e si dedicano alle loro coccole.
"Mmmhh." mugola Emma mentre poggia la fronte contro il petto di Paulo.
"Cosa?"
"Mh?" non si era nemmeno accorta di aver emesso un verso. "Niente." sorride. "Ti amo." dice poi, accarezzando la sua nuca.
"Anche io ti amo." replica. "Non mi sembra di dirtelo abbastanza."
Lei ride in preda alla dolcezza e lascia tanti baci sul suo viso, facendolo ridacchiare mentre gioca con le ciocche dei suoi lunghi capelli castani.
"Non credo di essermi mai sentita così bene come adesso in tutta la mia vita." ammette, guardandolo negli occhi.
"Siamo in due allora." stringe le sue guance con una mano, facendole fare la bocca a papera e baciando le sue labbra subito dopo. "Voglio vederci sempre così."
Lei annuisce con forza, chiudendosi in quel silenzio che Paulo all'inizio non riusciva mai a decifrare. Quel silenzio che ora gli sembra la sua più grande dimostrazione d'amore perché gli parla attraverso gli occhi e lui riesce a capirla.
"Hai cambiato le carte in tavola, mi cielo." mormora mentre chiude gli occhi. "Se non fossi arrivato tu, sarei ancora chiusa nella mia bolla."