Terza parte - 21

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× "Emma!" la chiama il fratello mentre lei sta lavando i piatti

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× "Emma!" la chiama il fratello mentre lei sta lavando i piatti.

"Cosa?" chiede quando si affaccia dalla porta della cucina, trovando il fratello e Paulo fermi ad osservarla. Qualcuno più dell'altro.

"Paulo va via, vieni a salutarlo, è il minimo che puoi fare dopo averlo battuto tre volte di fila." ride di gusto, facendo sospirare il suo migliore amico.

"Arrivo." sciacqua velocemente le mani e chiude l'acqua, incamminandosi verso la porta.

"Ci vediamo domani, amico." lo saluta Alessandro.

"Ci vediamo domani." ripete a sua volta, poi piega il viso in un'espressione buffa quando sente un telefono squillare. "Non è il tuo?" chiede e Emma deve trattenere le risate.

"Ah.. si. Chi diavolo è a quest'ora?" si allontana per andare a cercare il telefono.

Paulo lo segue con lo sguardo mentre gira l'angolo e con un braccio poi attira a sé Emma, baciandola, vedendola ridere quando si staccano.

"Fai davvero schifo a recitare." lo prende in giro.

"Già, da piccolo mi avevano detto che la professione dell'attore non è adatta a me." la asseconda, poi le circonda la vita. "E ne avrà per molto, ho nascosto io il suo telefono."

"No, ma va?" ride di gusto. "Sei stato geniale, mi cielo."

"Troppo buona." le da un altro bacio a stampo, poi sospira. "Cosa devo fare per poterti baciare quando ne ho più voglia e senza dover corrompere nessuno per distrarre tuo fratello?"

"Non voglio sapere chi hai corrotto." sospira. "E poi potresti farlo sempre se non fossimo sempre qui dentro."

"È tuo fratello che mi invita sempre, cosa dovrei dirgli?"

"Di no? Che magari hai altri impegni?" chiede retoricamente, accarezzando le sue guance.

"Abbiamo un impegno domani, è da giorni che mi ripete di non mancare." sbuffa. "E se venissi da me? Poi ti porto a casa."

"Sai che il problema non è l'ora ma il come spiego che starò fuori fino a tardi dato che non lo faccio quasi mai." replica e vede il ragazzo guardarla con profonda intensità, facendola diventare rossa. "Ok, ok, vedo cosa posso inventarmi ma smettila."

"Mh." mugola in approvazione. "Allora ti aspetto." fa per andar via.

"Aspetta." lo afferra e poi si mette sulle punte per dargli un altro bacio. "A dopo."

🦋

"Dove vai?" domanda Alessandro quando vede la sorella scendere le scale mentre si tiene dal corrimano.

"Mamma non te l'ha detto? Esco a cena con delle colleghe del lavoro." risponde mentre prende un sospiro di sollievo per non essere caduta a causa dei tacchi.

"No." la osserva meglio e corruga la fronte.

"Cosa?" chiede mentre prende la borsa che aveva lasciato giù

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"Cosa?" chiede mentre prende la borsa che aveva lasciato giù.

"Devi andare per forza vestita così?" sbuffa, alzandosi per sistemare meglio la sua scollatura.

"Ale, lascia in pace tua sorella!" urla sua madre dalla cucina, facendolo sbuffare.

"Ok, ok." si avvicina a lei e lascia un bacio sulla sua fronte. "Sta' attenta e chiamami se dovesse succedere qualcosa."

"Va bene." ricambia il sorriso e poi si avvicina alla porta.

Cammina velocemente verso casa di Paulo che non abita molto lontano da lì e tira un respiro di sollievo quando arriva davanti alla porta di casa sua, sentendo i piedi che le implorano pietà. Quando bussa, però, non riceve nessuna risposta ed inizia così a girare intorno alla casa, notando una figura familiare nella palestra personale dell'argentino. Sta facendo sollevamento pesi ed ha le cuffie nelle orecchie, è senza maglia e potrebbe farle venire un infarto da un momento all'altro. Estrae il cellulare dalla borsa e compone il numero del ragazzo che, sentendo la suoneria nelle sue orecchie, lascia perdere i pesi e risponde.

"Pronto?"

"Sei bellissimo mentre ti alleni ma che ne dici di aprirmi la porta?" lo saluta con la mano quando si volta a guardarla e poi torna davanti alla porta.

"Hey, meraviglia." le circonda la vita con le braccia e la bacia.

"Guarda come mi son conciata per rendere tutto il più realistico possibile." sbuffa mentre si appoggia al muro, iniziando a togliere le scarpe.

"A mia difesa posso dire che stai benissimo." la prende per mano e la fa entrare in casa sua, chiudendo la porta alle sue spalle.

"I piedi mi fanno malissimo." si lamenta mentre sistema le scarpe in un angolo.

"Non so se l'acqua calda sia l'ideale, ma se vuoi ti vado a prendere una bacinella." sta per andare a prenderla quando Emma lo ferma.

"Non c'è bisogno, avrei necessità di altro."

"Di cosa?"

"Mi passerà con un bacio." poi si spinge in sua direzione e mordicchia il labbro inferiore del ragazzo che, senza pensarci due volte, ricambia il bacio e la prende in braccio.

"Sai di fragola." mormora, accarezzandole la schiena. "Stavo per andare a fare la doccia." ammicca in sua direzione ma si ferma lì.

"E?" lo incita lei.

"Mi chiedevo se ti andasse di farla insieme a me." dice al suo orecchio, accarezzandole le antiche e facendola sospirare.

"Portami in doccia, bebè." sussurra, accarezzando il suo petto nudo.

Paulo non se lo fa ripetere una seconda volta e si affretta a raggiungere il bagno.

Tutto è nato dal loro bacio a casa dei genitori di Emma. Da quella frase, dal 'mi sei piaciuta subito' di Paulo, è partito un lungo discorso via telefono quella stessa notte e, il giorno dopo, quando lui è tornato da lei, passando dalla finestra, si sono baciati un'altra volta e, dopo tanto tempo, sono tornati a fare l'amore insieme. Nessuno lo sa ed è per questo che si nascondono ma, a differenza delle scorse volte, questa volta non è più solo sesso.

Le mani del ragazzo scivolano lungo i suoi fianchi quando la fa tornare con i piedi per terra ed abbassa la cerniera del vestito, apprezzando il fatto che non indossi il reggiseno. Le bacia il seno e stringe tra le mani le sue natiche, spingendola dentro la doccia e buttando fuori tutti i capi che sono d'intralcio. Le afferra una gamba e la poggia sul suo stesso fianco, spingendo contro di lei fino a sentirla gemere con forza al suo orecchio.

"Ah!" urla infatti, tenendosi dalle sue spalle.

. . .

Mi Cielo / Paulo DybalaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora