-Dobbiamo parlare- dico entrando nel suo ufficio.
-Buongiorno anche a te- dice sorridendo.
-Non fare il furbo con me Lorenzo, perché hai chiesto ad Angelica di prendere la mia agenda?-
-Ti ha detto questo?- chiede facendo il finto tonto ma so benissimo che non è per nulla estraneo alla cosa.
-Sappiamo entrambi che sei più subdolo di quanto tu voglia far credere. Per cui dimmi subito la verità-
-Perché dovrei sapere qualcosa?- appoggia la schiena alla sua poltrona e mi guarda sorridendo. Odio quando una persona tenta sti giochetti, lui non mi può più abbindolare.
-Andiamo Lorenzo, lo sappiamo entrambi che cerchi sempre di essere migliore di tuo fratello, ma piccolo spoiler: non lo sei. Ora dimmi che cazzo ci dovevi fare con la mia agenda-
-Che io sappia quella è un bene dell'azienda, non è di tua proprietà, per cui sono libero di consultarla come e quando voglio- continua a sorridere e mi sta dando sui nervi.
-Ma la puoi consultare solo tu, ci possono essere dei dati sensibili di clienti e non ci possiamo permettere che vadano in mani altrui. Dovresti saperlo-
-Ma non è colpa mia se può essere maneggiata da chiunque. Deve essere costudita bene allora-
-Era nel mio cassetto, chiuso a chiave. E c'è solo una chiave, che ho io. Per cui ora dimmi come diavolo hai fatto a prenderla e il perché- mi sto innervosendo sempre di più ma devo cercare di mantenere la calma.
-Se ti dimentichi di chiudere il cassetto andando via non è un problema mio. La responsabilità è tua- si avvicina sorridendo e giuro che vorrei tirargli un pugno ma rischierei solo di peggiorare la situazione.
-Monica- mi sento chiamare. Mi volto e trovo il mio capo sull'uscio della porta che mi fissa impassibile.
-Si signor Fog?!- mi sento in imbarazzo.
-Oh non dovete fare il teatrino qui con me- ridacchia Lorenzo. Devo uscire da questo ufficio.
-Se hai bisogno sai dove trovarmi- lo sento dire mentre il mio capo chiude la porta. Lo seguo nel suo ufficio, non ha dovuto dirmi nulla, è bastato uno sguardo per capire.
-Che diavolo ci facevi da Lorenzo?- come chiude la porta subito parte l'interrogatorio.
-Lui e Angelica mi hanno preso l'agenda, non so come, la tengo chiusa a chiave nel mio cassetto della scrivania. Volevo sapere perché l'avessero presa-
-Quei cassetti non sono affidabili. Da stasera la vieni a mettere nel mio ufficio- si limita a rispondermi. Torna a sedersi alla scrivania e non aggiunge altro. Lo guardo per qualche minuto e poi decido di tornare anche io alla mia scrivania e al mio lavoro.
-Ah Monica, oggi non mi disturbare più. Ho delle riunioni e non voglio interferenze. Di nessun tipo- annuisco ed esco dall'ufficio. Mi vado a sedere e controllo l'agenda: non ha nessuna riunione oggi, perché mi ha mentito?
Cerco di svuotare la mente e di concentrarmi sul lavoro. E per tutta la giornata non lo disturbo, in pausa pranzo mangio da sola, vado a scaldarmi la pizza e torno alla mia postazione. Mangio e poi riprendo il lavoro fino alla fine della giornata lavorativa.
Scattano le 18 e tutti iniziano a uscire, piano piano si svuota l'intero ufficio.
-A domani- alzo lo sguardo e Angelica mi sorride. Poi da dietro compare Lorenzo, altrettanto sorridente.
-Hai risolto quel problema?- mi chiede ridacchiando indicando con la testa la scrivania, o più precisamente il cassetto dove tengo l'agenda.
-Tutto risolto- esclamo sorridendo a mia volta e noto Lorenzo che esita per un secondo, forse sta cercando di capire se sto mentendo oppure no.
-Buona serata allora- li saluto e faccio finta di sistemare la scrivana e la borsa, aspettando che se ne vadano.
-Sappiamo entrambi che non sai mentire. Ti conosco bene, e anche se non ti sei concessa a me, presto lo farai. La guerra è appena iniziata e ben presto ti accorgerai da che parte ti conviene stare. Buona serata Monica- Lorenzo appoggia sulla mia scrivania una chiave. Lo guardo mentre si allontana sempre sorridendo soddisfatto verso l'ascensore dove l'aspetta Angelica. Mi fa un cenno con la mano mentre si chiudono le porte.
Mi basta poco per capire cosa possa aprire, la prendo e come sospettavo riesco ad aprire il cassetto nel quale tengo l'agenda. La tiro fuori, chiudo il cassetto lasciando lì le chiavi e scatto in piedi.
Vado verso la porta del suo ufficio e senza bussare entro. Lo trovo seduto alla sua scrivania con la testa fra le mani. Lo guardo per pochi istanti preoccupata e poi mi avvicino.
-Accetto la tua proposta- dico e lui alza la testa, non mi aveva sentita entrare.
-Non era mercoledì "la scadenza"?- chiede sorpreso.
-Andiamocene- sembra quasi una supplica disperata. Le parole di Lorenzo erano inquietanti, il suo vero scopo non lo sconosco ma non voglio stare qui dopo quello che mi ha detto. I suoi occhi, il suo viso, quel suo sorriso ho paura di sognarmeli di notte in un incubo.
STAI LEGGENDO
No Pain 2 - Into The Storm - [COMPLETA ✔]
Short StorySequel di "No Pain" (la trovate sul mio profilo) *Storie Brevi* Ormai la vita di Monica sta prendendo una piega inaspettata. Saprà gestire tutto il passato che potrà ripresentarsi scombinando gli equilibri appena ritrovati?
![No Pain 2 - Into The Storm - [COMPLETA ✔]](https://img.wattpad.com/cover/374716068-64-k420346.jpg)