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Apro piano gli occhi e mi sembra di vedere doppio, sbatto più volte le palpebre per mettere bene a fuoco ed effettivamente ci sono due persone che mi guardano. Faccio girare lo sguardo in tutta la stanza e vedo dei macchinari vicino al mio letto. 

-Sono in ospedale?- chiedo con voce molto flebile.

-Si piccola, sei svenuta. Come ti senti?- riconoscerei quella voce fra mille: Domenico.

-Mi sento come se mille spilli mi attraversassero tutto il corpo- rispondo cercando di mettermi comoda.

-Ci hai fatto preoccupare- Lorenzo abbozza un sorriso ma non nasconde la preoccupazione nei suoi occhi, come Domenico.

-Devo avervi fatto spaventare un bel po'- dico cercando di ricordare cosa sia successo prima che svenissi.

-Ora riposati. Supereremo tutto- guardo Domenico, dal tono di voce e l'espressione che ha in volto deduco che sa tutto.

-Mi dispiace non avertelo detto prima, pensavo di poter gestire la cosa da sola-

-L'importante è che ora ti riposi, al resto ci penseremo dopo- mi lascia un bacio sulla fronte ed esce.

-Gliel'ho dovuto dire, mi dispiace Monica- Lorenzo rimane nella mia stanza per qualche minuto ancora.

-Come sta?- chiedo preoccupata.

-Non l'ho mai visto così. Si sente in colpa. Quando abbiamo parlato si è messo a piangere- mi riferisce e una lacrima sfugge al mio controllo.

-Grazie. Almeno ha qualcuno su cui contare. Stagli vicino finché non mi rimetto ok?- glielo sto chiedendo come se sapessi già che non c'è futuro per me.

-Ne uscirai. Io e Domenico siamo qui per te. Sei forte- mi lascia un bacio sulla fronte anche lui e raggiunge Domenico fuori dalla stanza. Rimango da sola e scoppio a piangere.

Mi sento così impotente, ho paura di lasciarlo da solo. So che sarebbe tutto più semplice se io interrompessi la gravidanza, la mia vita sarebbe fuori pericolo ma non posso fare questo a lui. Ci tiene così tanto a diventare papà che metterò tutta me stessa per portare a termine la gravidanza, a costo di sacrificare me stessa.

Chiudo gli occhi, nonostante i singhiozzi e le lacrime che scivolano senza sosta sul mio viso, bagnano il cuscino.

-Signorina- mi sento chiamare. Apro gli occhi e vedo un ragazzo col camice bianco seguito da una ragazza con una divisa verdina.

-Come si sente oggi?- chiede controllandomi.

-Ho passato momenti migliori- rispondo facendo una smorfia.

-Le dobbiamo dare due notizie: una non tanto piacevole. Purtroppo la gravidanza è sempre a rischio, può perdere il bambino e può avere delle complicanze anche lei. Le probabilità che questo avvenga non sono cambiate, è svenuta forse per il troppo stress ma non ha compromesso ulteriormente la situazione. Per ora è sotto controllo. La vorrei tenere qui in osservazione fino a stasera, poi se se la sentirà potrò dimetterla. Ma mi raccomando: lei ha bisogno di assoluto riposo-

-Il mio fidanzato può entrare?- chiedo.

Lui mi sorride e poi esce dalla stanza seguita dall'infermiera. Poco dopo vedo entrare Domenico che si siede vicino a me e mi stringe forte la mano.

-Il medico ti ha detto..-

-Shh so tutto, mi ha avvisato prima di entrare da te. Ora riposati e stasera ti porto a casa- dice interrompendomi.

-Perdonami. Avevi il diritto di sapere fin dall'inizio- sussurro. La voce la sento debole, come tutto il mio corpo.

-Il medico mi ha chiesto se vogliamo sapere il sesso del bambino. Gli ho detto che te lo avrei chiesto- sorride con gli occhi tristi. Fa male vederlo così fragile, per colpa mia.

-Si voglio saperlo: vediamo chi dei due aveva ragione- abbozzo un sorriso e gli accarezzo il viso. Il contatto con il suo corpo mi manca da morire, vorrei abbracciarlo, sentirmi stretta fra le sue braccia, baciarlo.

-Lo vado a chiamare- mi dice e fa per alzarsi.

-Non mi lasciare da sola. Ti prego- lo supplico con le lacrime agli occhi -So che se cedessi ora, il mio corpo farebbe lo stesso e non ne uscirei più. Devo essere forte ma non ce la faccio da sola, ho bisogno di te- butto fuori i miei pensieri e lo vedo che mi guarda con la stessa intensità di quando mi ha detto che era innamorato di me.

-Non pensare mai che ti lascerei andare via da me senza combattere- stavolta mi lascia un bacio sulle labbra. Poi si alza e poco dopo vedo entrare Lorenzo.

-Dov'è andato?- chiedo. Ho paura che se ne possa andare da un momento all'altro, non reggendo il peso della situazione.

-Sta cercando il medico per chiedergli non so cosa- dice e si siede dove prima c'era suo fratello. Ci guardiamo negli occhi e anche lui è parecchio terrorizzato, chi non lo è.

-Rieccomi- il medico entra in stanza.

-Dottore- sussurro.

-Si ricordi che dovrà assolutamente riposare, evitare qualsiasi tipo di stress e fatiche. Più si riposa e meglio sarà per la bambina- dice sorridendo. 

-E' una femmina?- chiede Domenico al fondo del mio letto scalpitante.

-Congratulazioni- dice il medico per poi uscire dalla stanza.




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