30. Vecchie abitudini

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«I want to die.» la testa di Felix si buttò sul tavolo, esasperato fino al midollo.

Erano passati tre mesi e mezzo dalle feste di Natale, le più strane ma in assoluto le migliori della mia vita e il freddo stava piano svanendo per prepararsi all'arrivo della primavera.

Quel giorno avevamo nuovamente sostituzione, dunque io, Minho e Felix eravamo in biblioteca a studiare in vista degli esami di fine marzo, che sicuramente a me sarebbero andati una schifezza, poiché stavo avendo molta difficoltà in tutto, tranne in inglese per fortuna.

Gli altri non c'erano siccome a loro non mancava l'insegnante ed eravamo solo noi tre, Felix a fare la candela tra me e Minho, che ci stuzzicavamo a vicenda per ogni minima cosa e scambiandoci bacetti qua e là.

Nell'ultimo periodo erano cambiate tante cose. Il mio percorso dallo psicologo stava procedendo molto bene: stavo migliorando il mio rapporto col cibo, avevo preso 2,5 kg in 2 mesi, nonostante tutti i pianti che mi sono fatto, le paranoie, gli attacchi di panico mentre mi guardavo allo specchio, ho imparato ad accettarlo e a non farmi venire crisi di nervi per il mio peso; il mio contatto fisico si era esteso anche a Namjoon e Hyunjin, il che era già un buon inizio; l'unica cosa che dovevo migliorare era ignorare i commenti dei miei compagni e migliorare nello studio perché ero abbastanza carente quell'anno.

Mi sentivo fiero di me stesso, man mano si stava rimettendo tutto al posto giusto ed era tutto merito delle persone che mi erano accanto e mi davano tutto il loro supporto.

I pezzi del puzzle del mio cuore si stavano ricomponendo uno alla volta ogni giorno, non c'era nulla che non andasse bene nella mia vita in quei mesi e così sarebbe stato in quelli a venire.

Minho era stato un pilastro fondamentale in tutto il mio percorso, mi aveva sostenuto, mi aveva dato un aiuto gigantesco, baciando e apprezzando ogni minimo difetto che vedevo sul mio corpo.

Risi. «Dai, Lixie, non buttarti così giù.»

Il biondo alzò di poco la testa per guardarmi in faccia. «Guarda che pure te stai messo male come me eh.» ritornò col capo sul ripiano in legno «Siamo spacciati.» bofonchiò, mugugnando per la disperazione.

Felix era sempre il tipo allegro e sorridente, positivo, ottimista, ma quando gli mettevi davanti un problema di matematica scappava via terrorizzato come se avesse visto un alieno. Lo ero anche io, non potevo negarlo, ma l'aiuto di Minho era stato utilissimo nel migliorare almeno un po'.

Solo che il cervello di Felix non funzionava per comprendere i meccanismi di quella materia e non faceva altro che piangerci sopra per poi chiudere i libri dopo due ore a fissarli come un ebete e dando chiari segni di pazzia.

Gli avevo anche detto di chiedere aiuto a Hyunjin, tuttavia il biondo sosteneva che lo distraeva un po' troppo dallo studio e quindi non era proprio una buona idea.

Mi buttai esasperato contro lo schienale della sedia, mordicchiando la matita mezza distrutta. Avevo questo vizio di mordere qualsiasi cosa mentre studiavo, consapevole fosse antigenico al 100%, ma per il mio cervellino non era affatto così e, più volte, Minho me l'aveva ripetuto, eppure lo facevo lo stesso ogni giorno, tanto che il mio ragazzo si era arreso lasciando perdere il discorso.

«Forza, ragazzi. Mettiamoci al lavoro prima che finisca l'ora, va bene?» disse Minho picchettando la penna sulla testa di Felix e costringendolo così a sedersi composto coi capelli biondi sparati un po' ovunque.

Era così divertente che non potevo tenermelo per me, dunque gli feci una foto e la mandai al suo ragazzo.

«Incominciano dalla definizione del Teorema fondamentale del calcolo integrale...»

"I'm yours" || MinsungDove le storie prendono vita. Scoprilo ora