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Capitolo 34

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Il Marocco.

Mariano cercò di immaginare cosa sarebbe successo da lì in avanti. Aveva sentito diverse storie: di deserti infuocati, di tribù berbere feroci, di città esotiche piene di spezie e seta. Ma aveva anche sentito parlare delle miniere. Del caldo mortale, degli uomini che morivano come mosche e dei trattamenti brutali.

Nelle miniere di Raul Mortiger, il fratello di Felix,  - secondo Cristóbal - non c'era alcuna speranza di rimanere in vita. Alle guardie che lavoravano in quel posto dimenticato da Dio, non importava nulla se gli uomini morivano. Il loro unico obbiettivo era quello di far estrarre più minerale possibile, e se qualcuno ci lasciava le penne, era indifferente.

"Belle vedute, eh?"

Mariano si girò e vide l'ufficiale che aveva registrato il suo nome quando era salito a bordo. Da vicino, sembrava ancora più familiare.

"Le conosco bene, io, queste vedute," disse Mariano. "Sono stato in marina."

"Lo so. L'ho letto sul registro." L'ufficiale si appoggiò al parapetto accanto a lui. "Cannoniera Ligera. Battaglia di Cardenas, 1898."

Mariano lo guardò sorpreso. "Come fa a..."

"Perché c'ero anch'io." L'ufficiale sorrise tristemente. "Tenente Ramón Valdés. Ero il secondo ufficiale sulla Ligera. Non mi ricordi?"

Mariano lo fissò, e improvvisamente i pezzi si incastrarono nella sua mente. Sì, si ricordava. Valdés. Il giovane ufficiale che aveva sempre trattato i marinai comuni con rispetto.

"Ramón," disse lentamente. "Dio mio, sì. Mi ricordo di te. Eri... eri un buon ufficiale."

Valdés fece una smorfia. "Non abbastanza buono, a quanto pare. Dopo Cardenas, quando la flotta fu smobilitata, non riuscii a ottenere un altro incarico decente. Così finii a comandare navi cargo. Come questa." Indicò la Carmen con un gesto sprezzante. "Non proprio glorioso."

"Ma almeno sei libero," disse Mariano amaramente. "Almeno puoi tornare a casa alla fine di ogni viaggio."

Valdés lo guardò con compassione. "Mi sono informato riguardo la tua condanna. Tentato omicidio. Non ci credo nemmeno per un secondo che tu abbia fatto una cosa del genere."

"Non l'ho fatto."

"Lo immaginavo. Ma ormai è troppo tardi per fare qualcosa, giusto?"

Mariano annuì. Troppo stanco, anche solo per essere arrabbiato.

Rimasero in silenzio per un po', guardando il mare. Poi Mariano disse sottovoce: "Sai chi ha organizzato questo trasporto? Chi ha tirato le fila per mandarmi alle miniere?"

"No non ne ho idea" Disse il primo ufficiale gettando in mare un mozzicone di sigaretta fumante.

"Felix Mortiger."

"Quel bastardo codardo! Il suo nome ormai è diventato celebre." Valdés sputò in mare. "Era sulla Ligera con noi, me lo ricordo bene. Creava solo guai. Si nascondeva sottocoperta durante le battaglie. Fingeva di star male. Solo una volta partecipò a uno scontro in mare, ma ebbe paura. Lo videro tutti. Tu ci togliesti dai guai, lo ricordo bene".

L'ufficiale prese un'altra sigaretta dal taschino e ne porse una a Mariano.

"Ho smesso".

"E poi, grazie alle connessioni di suo padre, ottenne una medaglia al valore. Mi fece vomitare allora, e mi fa vomitare ancora adesso."

L'ufficiale sbuffò il fumo da un lato della bocca, senza distogliere lo sguardo oltre l'orizzonte.

"Sono davvero così come dicono le miniere di Raul Mortiger?"

La strega di EibarLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora