"Quindi questo sarebbe uno dei party da sballo in cui i tuoi fratelli dovrebbero perdere totalmente il controllo ?" - disse Dinah ironicamente. In effetti scesi giù al luogo della festa vera e propria mi accorsi di come probabilmente avevo esagerato a essere così severa con i miei fratelli. Il piano di sotto era pieno di coetanei di Chris e Steven e qualche altro ragazzo e ragazza della mia età. L'età non superava comunque i 20/21 anni e mi concedetti un sospiro di sollievo quando vidi le poche bottiglie di alcool sul tavolo in fondo, pieno invece di cibo vario e patatine. Con Dinah ci guardammo un attimo prima di lanciarci sulle patatine:
"Dio quanto avevo fame!" - disse Dinah prima di prepararsi un bel piatto di patatine . La copiai , notando un grande vassoio di vetro dall'altra parte del tavolo.
"E questo cos'è?" - chiesi incuriosita. Dinah si avvicinò prima di me e ne verso' un po su due bicchieri. Ne avvicinò uno alla mia mano.
"Su bevi!"
"Ma non sappiamo nemmeno cosa sia!"
"Dall'odore è qualcosa che potrebbe farti divertire un po di più questa sera..."
"Dinah! Non posso bere ! Ci sono i miei fratelli, e devo essere respons-"
"Shhhhhhhhh!" - mi zittì la mia amica prima di lasciare il bicchiere nella mia mano -" ora bevi e basta! " - disse sorridendo infine.
Guardai il liquido arancione nel bicchiere di plastica che avevo in mano. Spostai poco dopo lo sguardo sulla mia amica la quale mi guardava sorridente e determinata. Sbuffai prima di arrendermi e bere quel liquido. Guardai il bicchiere ancora per qualche istante , ripensando a come infondo bere un po' non mi avrebbe di certo fatto stare peggio di come stavo già. Anzi forse avrei abbassato qualche freno che mi avrebbe potuto impedire di godermi una serata di tranquillità prima del ritorno alla vita di tutti i giorni, una vita tutt'altro che "normale".
"Ehw! Ma cosa c'è dentro??" - dissi dopo aver finito di bere tutto d'un sorso la bevanda misteriosa.
"Questo è un punch!"
"Si me ne ero accorta, anzi più che un punch è vodka con 10% di succo alla mela!"
"Ma cosa vuoi che siano le percentuali Lauren ad una festa!" - disse lei avvicinando nuovamente un mestolo pieno di punch al mio bicchiere e versandone dell'altro.
"Ehi ma non ho detto che ne voglio altro!" - dissi sorpresa.
"Stai tranquilla Lauren, questa sera la Sobria del gruppo sarò io!"
"Ma se siamo solo in 2!"
"Oh meglio , meno gente da controllare" - disse facendomi L'occhiolino e voltandosi verso il resto della stanza.
Con la mia amica individuammo un divano violetto in fondo dove sederci, proprio vicino alle casse che facevano rimbombare in ogni angolo della casa della buona musica dance , alternata a pezzi un po' più classici e meno recenti.
"Questa la conosco!!" - disse Dinah indicando lo stereo.
"Davvero?" - risposi io ironicamente. La ragazza era talmente presa dalla sua "rivelazione" da non accorgersi di come in realtà la stavo prendendo dolcemente in giro.
"Oh sì! Questa è Could You Be Loved del tuo Bob Marley !" - disse dopo qualche secondo di riflessione in cui il suo sguardo era perso in avanti. La sua espressione mi fece ridere improvvisamente:
"Ehi, perché ridi? Ho sbagliato?" - chiese lei dubbiosa -" no perché ero sicura che F-"
"Non hai sbagliato!"
Una voce dalla sinistra mia e di Dinah attirò la nostra attenzione.
Ci girammo improvvisamente e vedemmo la figura di un ragazzo alto , dalla carnagione olivastra. I suoi capelli non molto lunghi, ma tirati all'indietro. Era moro ed i suoi occhi erano scuri. Infondo mi dava l'impressione di essere simile a una persona familiare.. assomigliava a qualcuno.
"E tu saresti?" - chiese Dinah. In quel momento la mia attenzione era dedicata al pensiero di a chi assomigliasse il ragazzo. Guardai per un attimo il bicchiere, pieno fino all'orlo , di quel punch misterioso, che lentamente mi faceva già effetto. In un mare di malinconia e tristezza sui pensieri che tornarono a far capolino nella mia mente, strinsi gli occhi e decisi di bevete tutto il contenuto del bicchiere nella mia bocca.
"Oh, ma allora ci stai andando giù davvero ragazza!" - disse Dinah vedendo la mia azione improvvisa. Il ragazzo al nostro lato notó anche lui il mio gesto e ridacchiò. Dopo aver fissato per qualche secondo il bicchiere vuoto mi accorsi Degli "occhi" che mi stavano guardando. Mossi velocemente la testa , cercando di tornare sul "pianeta" terra.
Mi voltai a sinistra nuovamente , accorgendomi del ragazzo che continuava a guardarmi:
"Tu chi sei?" - chiesi spontaneamente.
"Io sono Connor" - rispose lui sorridente.
"Bene Connor, tu chi sei?" - domandai un po' infastidita.
"Non ti ho appena risposto?" - rispose con calma lui , continuando a sorridere. Il suo comportamento mi dava molto fastidio , era come se fosse sicuro di sè e che tutto ciò che faceva era "figo".
"No, Connor, la domanda a cui devi rispondere tu è: cosa vuoi ?" - risposi scocciata.
"Sei sempre così simpatica e dolce con chi conosci per la prima volta?" - disse il ragazzo passandosi una mano nei capelli.
"Beh con chi non mi interessa minimamente , si." - dissi guardando il mio bicchiere vuoto. Era come se i sentimenti stavano lentamente prevalendo su di me. Come se quel tornado di avvenimenti si stava manifestando con la parte peggiore di me. Come se la Lauren arrabbiata con il mondo prevalesse e che ognuno faceva qualcosa che mi faceva scocciare sempre di più. Non riuscivo a controllare il mio cuore, che comandava ciò che manifestavo all'esterno. Ero arrabbiata in quel momento, forse non sapendo nemmeno perché tutto ciò stava emergendo proprio adesso.
"Ehi Laur, non stai un po' esagerando?" - disse Dinah sottovoce , avvicinandosi al mio orecchio.
"Non volevo essere scortese scusami!" - disse il ragazzo guardandomi con timore. Non volevo sentire nessuno , anzi ero molto scocciata. Dovevo far pace con ciò che avevo dentro probabilmente, ma se non sapevo nemmeno io cosa volevo, come avrei potuto fare?
Vidi il bicchiere di Punch ancora pieno di Dinah e glielo presi dalle mani , non dandole nemmeno un istante per reagire. Lo sorseggiai velocemente , prima di girarmi verso il ragazzo e concludere la conversazione:
"Bene allora puoi andare."
Dinah ancora sorpresa dalla mia reazione si voltò verso il ragazzo mimandogli un "scusala". Il ragazzo si allontanò e dopo qualche secondo Dinah si voltò verso di me fissandomi con insistenza. Mi girai verso di lei e notai la sua espressione contrariata.
"Che c'è?" - chiesi contrariata.
"Ehi Girl, pensavo che l'alcol ti avrebbe aiutato a essere più libera, meno pensierosa.. Non così.. Così.."
"Eh Dinah come ? Così come? Scontrosa? Quel ragazzo è' venuto qui senza nemmeno che lo conoscessimo , con la sua aria da superficiale e so tutto io. Quindi Dinah, se mi stai dicendo di essere più gentile, beh scusami ma non ci riesco." - era come se le parole uscissero dalla mia bocca in automatico. Sentivo un dolore nello stomaco farsi sempre più pesante che lentamente faceva sì che tutto ciò che avessi attorno a me diventasse negativo, negativo e nero. Sentivo del buio dentro di me che si rifletteva in ogni situazione della mia vita. Che cosa mi stava succedendo? Non riuscivo a uscire dal vortice che mi stava lentamente risucchiando. Dovevo dare una svolta a tutto questo. Dovevo farlo prima di creare più problemi di quelli che già stavo vivendo. Rimasi con lo sguardo perso sul pavimento prima di rinsavire e tornare un attimo lucida: Dinah non mi aveva fatto niente , e nemmeno quel ragazzo. Li stavo trattando come se loro fossero colpevoli di tutto ciò che mi stava succedendo e in realtà l'unica da incolpare ero io, io che non riuscivo a risolvere una situazione e che mi rendeva schiava e padrona di un amore che stava prendendo a pugnalate il mio petto.
"Scusami , io - io non volevo prendermela con te.." - sussurrai , senza guardare la mia amica negli occhi. Mi vergognavo di aver alzato la voce anche con lei.
Passo' qualche istante prima di sentire le braccia della mia amica stringermi al suo corpo.
"Ehi, non devi scusarti. Lo so cosa stai passando, solo.. Cerca di uscirne ok? Io ti aiuterò, lo sai che ci sono sempre." - rispose la mia amica stringendo ancora di più la presa sul mio corpo. Ricambiai subito il suo abbraccio, perdendomi per qualche secondo in quel calore familiare che solo la mia amica poteva darmi in quel momento. Dinah c'era sempre stata e mi aveva sempre aiutato e lei più di tutti so che mi consiglierá sempre il giusto, facendomi notare la strada giusta in quel mare di possibilità che mi si riveleranno davanti.
"Ti voglio bene Jane" - dissi spontaneamente prima di tornare a guardare negli occhi la mia amica. Lei mi sorrise prima di rispondermi.
"Anche io te ne voglio , e sai come te ne vorrei di più?"
Sorrisi, abbassando leggermente lo sguardo e capendo subito dove voleva andare a parare.
"Dovrei scusarmi vero?" - dissi, voltandomi verso di lei ancora una volta.
"Potresti farlo...." - rispose ironicamente lei prima di ridacchiare.
"Dovrei o potrei?" - dissi io alzando le sopracciglia.
"Beh la Lauren che conosco io lo farebbe, ma insomma non so tu .." - conclude facendomi L'occhiolino.
Sospirai prima di sorridere leggermente ed alzarmi. In effetti quel ragazzo davvero non aveva fatto niente , penso si fosse avvicinato con le migliori intenzioni ed io non l'avevo trattato nelle migliori maniere.
Attraversai il centro del seminterrato prima di giungere alle spalle del ragazzo , il quale era concentrato a guardare il suo telefono.
"Ehi, che fai non ti godi la festa? " - dissi cercando di sdrammatizzare.
"Già, cerco di non parlare con la gente che non conosco, ho paura di sembrare invadente" - disse voltandosi ed accorgendosi della mia presenza. Mi morsi il labbro, mi dispiaceva.
"Ehi , scusami.. È che non è proprio un bel momento e me la sono presa con la persona sbagliata, non volevo trattarti male, è solo che è un periodo.. Un periodo.."
"Complicato?" - disse lui concludendo la mia frase. Sorridemmo entrambi.
"Già, complicato penso sia il termine adatto" - ridacchiai rispondendogli.
"Beh, allora che dici se ricominciamo?" - rispose il ragazzo guardandomi più teneramente.
"Direi che hai avuto un'ottima idea." - dissi io.
"Bene allora.." - disse prima di voltarsi e tornando a scrivere qualcosa sul telefono. Il ragazzo rimase voltato e io non capivo cosa stava facendo.
"Ehi!" - chiesi toccando la sua spalla per attirare la sua attenzione.
Il ragazzo si voltò con un'espressione neutra prima di allargare gli occhi improvvisamente:
"Oh ma ciao ci conosciamo?" - disse sorpreso. Capite le sue intenzioni scoppiai a ridere , e lui dopo di me.
"Per fortuna no.." - dissi io sottovoce.
"Come scusa?" - rispose il ragazzo ridacchiando. Mi aveva sentito.
"No dicevo purtroppo no, allora come ti chiami?" - domandai alzando il sopracciglio e sorridendogli nuovamente.
"Io mi chiamo Connor" - disse.
"Uh ma allora ciao Connor, piacere io sono Laur-"
"Lauren Jauregui, come non conoscerti?" - mi interruppe lui, finendo la frase al posto mio.
"Beh non penso mai che la gente mi riconosca con questa facilità..." - dissi onestamente.
"Oh beh, mia cugina ogni volta che viene a casa mia mi riempie la testa di video sulle sue band preferite quindi..."
"Beh allora devo ringraziare tua cugina?"
"Si dovresti farlo." - disse il ragazzo sorridendomi ancora.
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Ciao ragazzuoli!
Grazie come sempre per le views, i voti e i commenti! Anche per questo capitolo commentate votate e seguitemi sul profilo wattpad!
Ci tenevo a dire due parole sull'intervista tanto acclamata delle ragazze: quoto tutto ciò che è stato detto su tutte quelle shippers ossessive: ragazzi ci sta sempre un limite da rispettare. Ok shippare e tutto, ma mai mancare di rispetto, trattando male determinate persone che poi non c'entrano nulla.. E soprattutto non bisogna essere invadenti e tutto. Su che non bisogna mai esagerare :)
Baci baci
A lot of love.
xx
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Philophobia; camren - chap. 1 #Wattys2016
FanfictionSentii qualche passo susseguirsi e poi di nuovo tornò il silenzio, contornato solo dal vento leggero che pizzicava i lembi di pelle non coperti dal sole. "sei la cosa più bella che mi sia capitata". Al suono di quelle parole i miei occhi, dietro qu...
