Sapete quando ci si aspetta possa succedere di tutto, ma in qualche modo ci si sente preparati, anche all'inevitabile? Come se un burrone improvviso in pieno centro, o un fulmine in mezzo al sereno, o una lacrima durante un ricordo felice. Insomma, come se qualsiasi cosa in qualche modo noi ce lo aspettassimo, e fossimo in qualche modo cautelati. Una parte di noi dentro di noi era pronta sempre a farci pensare le famose parole "me lo aspettavo".
I miei occhi in quell'istante avevano perso quella consapevolezza, quella consapevolezza che dentro di me avevo sempre trattenuto, che avevo sempre usato nelle situazioni più difficili per rimanere in qualche modo cautelata e protetta. In quell'esatto istante però la carnefice e la vittima si erano fuse in un'identità sola: me. Avevo fatto una cosa di cui non potevo nemmeno rendermi conto a pieno visto il grande tasso alcolemico che fino alla notte scorsa circolava nelle mie vene. Non ricordavo praticamente nulla di quel grande errore, però come uno strano scherzo del destino quando i miei occhi hanno incrociato quelli di Camila la mia mente ha lasciato che ogni istante venisse registrato come il più bel film d'amore della storia, in modo che ogni volta che il mio cuore andrà a bussare alla porta dei ricordi, la mia mente gli mostrerà ciò che quella notte era successo, come un qualcosa di estremamente stupefacente e reale, senza un velo di finzione e soprattutto senza nessuna incertezza.
Eppure quella notte avevo ripetuto un'azione sbagliata, la stessa azione che proprio Camila aveva fatto e che ci stava per allontanare in maniera irreparabile. Ero io il carnefice, lo ero probabilmente senza la certezza del momento in cui avevo deciso di indossare quei panni. Ero io la vittima, perché me stessa aveva fatto l'errore più grande che la mia anima potrà mai rimpiangere ora come ora.
"Che ci fai qui?"
"Cosi mi accogli Lauren? Infondo ieri eravamo entrati un po' in sintonia, non credi?"
Sbuffai, non perdendo d'occhio lo sguardo del ragazzo moro di fronte a me. Mi ricordavo dei frammenti delle nostre conversazioni. Connor era un bravo ragazzo , non avevo dubbi su questo, ma non avevo notato in quella serata di questa sua spocchiosità.
"Lau, Connor è ancora un po' brillo, ma ci teneva a salutarti, quindi è venuto con me.." - aggiunse Chris bisbigliandomi le sue parole all'orecchio. L'esclamazione seppur silenziosa giunse anche all'orecchio della mia amica, la quale mi guardò con uno sguardo preoccupato: anche lei sapeva la situazione che si era creata e il livello di difficoltà di gestione di quei secondi.
Connor dopo un breve sbadigliò si poggiò sul lato della porta d'entrata di casa prima di socchiudere gli occhi e riaprirli dopo qualche secondo:
"Connor, prendo una cosa in bagno e torno subito ok?" - aggiunse Chris dal corridoio di casa nostra prima di salire le scale che lo portavano al piano di sopra.
Il ragazzo farfugliò qualcosa che somigliava ad un si prima di tornare a fissarmi ancora.
"Mi fisserai ancora a lungo?" -aggiunsi , ancora con la mente affollata di pensieri e soprattutto soluzioni: Connor era brillo e probabilmente non realizzava molto ciò che stava succedendo.
"Beh con questa canottiera sei così bella!" - disse il ragazzo prima di riprendere l'equilibrio ed entrare velocemente nel salone. Provai a fermarlo ma la sua forza era maggiore, tanto che guardai la mia amica in segno d'aiuto. Subito lei ricambiò il mio sguardo e cercò di aiutarmi:
"Ehi ehm si ciao Connor!" - disse lei aumentando il passo e posizionandosi davanti a lui - "Non so se ti ricordi di me, sono l'amica di Lauren!" - aggiunse prendendo le sue spalle, ancora traballanti.
"Dinah, quella che ha indovinato la canzone no alla festa" - disse sorridendo impacciatamente prima di sospirare profondamente. Solo dopo qualche secondo il ragazzo notò le mani della polinesiana sulle sue spalle - "ehi, perché mi tieni ?"
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Philophobia; camren - chap. 1 #Wattys2016
Fan-FictionSentii qualche passo susseguirsi e poi di nuovo tornò il silenzio, contornato solo dal vento leggero che pizzicava i lembi di pelle non coperti dal sole. "sei la cosa più bella che mi sia capitata". Al suono di quelle parole i miei occhi, dietro qu...
