Lanciai lo straccio dall'altra parte della stanza. Lanciavo troppe cose in quel periodo...
<<Ma che...?>> esclamò Jackie quando lo strofinaccio le arrivò in testa.
<<Scusa.>> le dissi bruscamente.
Entrò a piccoli passi, fermandosi di fronte a me.
<<Le hai viste anche tu le foto, non è vero.>>
Annuì.
<<Perché non me l'hai mai detto Anna? Io posso aiutarti.>>
<<E come secondo te? Ora tutti lo sanno e per di più lo sa pure Kevin... come ho fatto ad essere così cieca con lui?!>>
<<Lui ti piace?>> più che una domanda era un'affermazione.
Feci spallucce. In quel momento non lo sapevo più nemmeno io.
<<Ascoltami bene.>> cominciò:<<Tu sei molto più importante di qualsiasi cattiveria che qualcuno ti abbia mai detto, d'accordo? E non lo dico solo perché sei mia amica e ti voglio bene, ma perché è la verità. E se ti serve un aiuto per qualsiasi cosa anche per quello che quel bastardo è andato a sputtanare in giro, io ci sarò sempre. Intese?>>
Mi sentii commossa dalle sue parole.
Certo, il dolore e la vergogna che provavo non erano passate, ma si erano affievolite. Ed era questo che contava in quel momento.
<<Grazie.>>
Mi sorrise.
<<Ed ora... alza il tuo culo e finiamo di mettere a posto.>>La neve non c'era già più, cominciando a lasciare il posto all'erbetta verde.
Io, Jackie e Marco, stavamo attraversando il cortile della scuola. Nessuno di noi aveva più parlato dell'accaduto dl giorno prima e ne fui infinitamente sollevata.
Ci fermammo davanti alla bacheca, dove c'era un cartello che avvisava che tra una settimana ci sarebbe stato il muscial scolastico. E a caratteri cubitali, campeggiava il nome di Tiffany che avrebbe fatto la protagonista.
<<Dio, sto per vomitare!>> esclamò Jackie, mettendosi due dita in bocca.
Scoppiai a ridere, non appena notai che Malefica stava chiacchierando con un gruppetto alle sue spalle.
Si girò frustando l'aria con i suoi capelli neri.
<<Come hai detto scusa?>>
<<Hai la coda di paglia per caso?>> la schernì, sbuffandole in faccia il fumo che aveva aspirato dalla sigaretta che aveva in mano.Tiffany con un gesto della mano lo allontanò da se, spostando il suo sguardo su di me.
<<O eccola qui. Pensavo che dopo ieri non ti saresti più fatta vedere in giro.
Un nodo mi serrò la gola, non riuscendo più a parlare.
Io potevo farcela io dovevo dirle qualcosa.
<<Non hai di meglio da fare se non darle sempre fastidio?>>
Un attimo questa non era la mia voce.
Sussultai quando Kevin mi appoggiò una mano sulla spalla. Una smorfia deformò il viso di Tiffany.
Lui mi spinse leggermente verso l'entrata, come per dirmi di lascarla perdere.
<<Ah...>> mi fermai:<<E comunque qui quella che dovrebbe nascondersi sei tu, se per sentirti importante devi spargere cavolate sugli altri.>>
Kevin fischiò leggermente, alzando un sopraciglio.
Tiffany iniziò una frase, ma non avevo voglia di sentire le sue cattiverie, così entrai, lasciandola a parlare da sola.
Ero così orgogliosa di me stessa. Ero riuscita a risponderle a tono!
<<E brava la mia Anna.>> esclamò Kevin al mio fianco.
Non so cosa mi desse più fastidio, che lui si comportasse come se non avesse fatto nulla, o che mi avesse chiamato la "sua Anna".
<<Io non sono tua.>> sottolineai.
<<Ce l'hai ancora con me?>>
<<Secondo te?>> domandai a mia volta.
Rimase in un silenzio malinconico per un po'.
Ad un certo punto, un paio di ragazzi si accorsero di noi, o più che latro di me.
<<Hai fame tesoro?>> disse uno di loro.
Era basso e aveva i capelli cortissimi che facevano tutt'uno con la leggera barba.
Io cambiai strada immediatamente.
<<Ma che fai?>> domandò Kevin:<<Perché non dici nulla?>>
Calma! Avevo risposto già a Tiffany si aspettava che rispondessi pure a quei fdue sconosciuti?
<<Perché non ne vale la pena. E poi mi sbaglio o tutta questa storia è solo colpa tua?>>
<<Mia? Ma che stai blaterando?!>>

STAI LEGGENDO
Ore 15.15...Esprimi un desiderio.
Teen Fiction"Quello che mi preoccupava veramente era come avrei fatto io a sopravvivere in un mondo completamente diverso da quello in cui ero abituata, con nuove persone che parlavano una lingua diversa dalla mia, timida e insicura com'ero. Il fatto era che po...