Capitolo 12 - Il mistero degli Elekt

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Sono nervoso, arrabbiato. Non soltanto quel bastardo ha qualcosa in mente, ma ha rovinato una serata che poteva essere davvero piacevole per me e lei.

...

Dopo aver discusso del problema delle maschere con Hannie siamo andati da sua nonna, ex sarta di professione. Entrati in casa la vecchietta comincia a torturarmi dicendo che sto bene accanto a lei e che sarei perfetto come suo fidanzatino. Non sopporto le persone così invadenti... Intanto Hannie ride guardandomi con la coda dell'occhio e poco dopo accenna un sorriso divertito. Grazie alla scusa della festa in maschera comincia a lavorare. Usando della stoffa e della plastica in 2 ore la vecchia ha creato delle maschere niente male, ma essendo stronza le ha fatte abbinate e simili. Rimane ormai quasi un'ora e mezza e l'ansia aumenta. Lasciamo la casa della nonna che non voleva lasciarmi andare e porto Hannie in un posto che adoro da cui si vede il mare. Ci sediamo su questa panchina. «Cosa pensi voglia fare questa sera quel tipo?». Le rispondo di non averne idea. Può davvero offrire la cena a 20 persone? Deve esserci necessariamente qualcosa sotto. Più il tempo passa più la tensione aumenta.

...

È arrivata l'ora. Indossiamo la maschera e prendiamo la card. Scoccato il minuto esatto veniamo praticamente teletrasportati immediatamente in una grandissima sala con al centro un tavolo lunghissimo. Vedo materializzarsi gli altri giocatori con il numero sopra la testa, come fossero i nomi dei personaggi di un videogioco, tutti mascherati o bendati o incappucciati. Si apre un grandissimo portone: è lui, il Creatore. «Benvenuti, oh MIEI giocatori, prendete pure posto». Mentre mi indirizzo verso il tavolo mi guardo bene attorno e riesco a riconoscere la coppietta 28 29 con delle maschere abbastanza improvvisate. Sono dall'altra parte del tavolo e proviamo a metterci di fronte a loro in modo da poter stare vicini per qualunque evenienza. Guardandomi ancora intorno vedo anche due adulti. Non pensavo che a questo gioco potessero partecipare tutte le età. Sono molto stressato, anche se so che non possono usare i poteri né tantomeno avvicinarsi a noi ho un brutto presentimento. C'è un continuo rumore di sottofondo di giocatori che parlano tra loro. Le alleanze allora non le abbiamo fatte solo noi. Vedo più coppie se non piccoli gruppetti. Solo pochi sono solitari e taciturni. Con un'ultima occhiata riesco a vedere Tomio che è però seduto lontano da noi. So che in questa stanza ci sono anche Vale ed Eden. Devo fare attenzione. Il creatore, che non si è ancora seduto ed è rimasto con le mani poggiate sul tavolo comincia a parlare: «Congratulazioni sopravvissuti, siamo qui per festeggiare la morte dei primi 10 giocatori!». Ma che diavolo dice? Festeggiare la morte di 10 persone? Mi sto davvero innervosendo. Continua dicendo: «Sono già morti 6, 9, 13, 15, 16, 18, 22, 23, 26 e 30. Già molti di voi hanno preso dimestichezza con i poteri che l'Elekt vi concede. Altri invece non hanno ancora avuto la fortuna di provarli. Beh, peggio per loro. Mi presento meglio. Io sono Colui che ha ideato e realizzato questo fantastico gioco. Adesso vi chiederete: ma come fanno gli Elekt a funzionare? Ricambierò con un'altra stupida domanda, avete presente la musica? Essa, per essere sentita, arriva ai timpani sotto forma di onda sonora. Sono proprio le canzoni degli Elekt che sono formate da onde sonore particolari in grado di influenzare il cervello e migliorare le prestazioni del giocatore. Questo studio è stato fatto da un mio ex collega, riuscendo a creare questi particolari strumenti. Purtroppo non era d'accordo per la realizzazione di questo gioco e... Me lo sono levato dai piedi. Tranquilli, non lo ho ucciso, ma solo per un motivo: quest'uomo è il padre di uno di voi giocatori». Cosa?... Non può essere mio padre... È vero che non lo vedo da tanto tempo ma non può essere lui... Ci sono altre 19 persone in questa stanza, sarà di uno di loro, non mi devo allarmare se non ne ho la sicurezza. Terminato il suo fastidioso sorriso, unica cosa che si riesce a scorgere dall'ombra causata dal cappuccio, conclude la discussione con: «Ma sì, non siamo qui per parlare solo del gioco, ma per mangiare! La cena è servita, buon appetito!». Mentre sono immerso nei miei pensieri pieni di rabbia e malumore compaiono dal nulla dei piatti sul tavolo, per essere precisi sono tutti primi. Noto con stupore che già in molti stanno gustando i piatti invitanti offerti dall'uomo vestito di nero, senza neanche pensare che potrebbero essere avvelenati. Ma sarò io che penso troppo, dopotutto vuole giocare con noi, non ucciderci senza divertirsi. Assaggio un po' di quel piatto particolare.

...

È BUONISSIMO! Mangiamo di gusto per circa un quarto d'ora quando ad un certo punto si alza un giocatore dal tavolo e urla: «VOGLIO SVELARVI L'IDENTITÀ DI 7, QUELLO STRONZO MI HA PORTATO VIA L'ELEKT!». Oh cazzo, ma quello è Eden!

The Elekt - Il giocoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora