capitolo 41

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Pov. Andrea

Iniziammo a cercare seguendo il suo odore fuori dalla casa... Si fermò nel bosco, coperto da altri odori... Vampiri, secondo Chris. Stefano cercava di fiutare ovunque, ma aveva passato quindici anni rinchiuso e doveva ricominciare ad allenarsi con i suoi sensi. <<Fidatevi di me... Sono vampiri... Sono rimasta rinchiusa con loro per anni... Massimo, il capo, mi teneva nella sua casa... Se così possiamo chiamarla>> disse Chris convinta. <<Riusciresti a ricordarti da dove sei venuta?>>chiese Stefano fermandosi di botto. Lo guardai confuso. <<Se tornassimo indietro, potrebbe indicarci la strada fino alla casa del vampiro... Hai detto che si è presentata quando già eravate a casa nostra>> spiegò mio fratello... Fu li che mi ricordai di una cosa. <<Come facevi a sapere dove trovarmi?>> chiesi girandomi verso Chris. <<Non lo sapevo... L'idea era quella di dormire in quella casa... Avevo vissuto li pochi mesi, ma conoscevo le stanze e non avrei fatto fatica a cacciare... Non mi avrebbe scoperta nessuno perché, fondamentalmente, non avevo mai lasciato il territorio... Ero ancora qui dal giorno in cui venni rapita>> disse iniziando a camminare verso casa. La guardai curioso... Non la conoscevo molto bene, i miei ricordi non erano affidabili. <<Come hanno fatto a catturarti?>> chiesi curioso. <<Probabilmente nello stesso modo in cui hanno preso Bianca... Mi hanno circondata... Erano in dieci. Iniziai a farne fuori un paio, ma non mi accorsi del loro capo che si era avvicinato... Sentii solo una puntura, ma non ebbi il tempo di girarmi che avevo già perso i sensi... Mi risvegliai nella loro tana e da li non mi fecero più uscire>> spiegò lei cupa in volto. <<Quindici anni... Ma non hai segni di ustioni da argento... Come facevano a bloccarti? Ai tempi eri più pericolosa dei tornado>> chiese Stefano confuso. <<Inizialmente tramite le tossine... Poi iniziarono a sperimentare una nuova droga, qualcosa che ti faceva stare sveglio a tratti... Ma eri quasi completamente paralizzato... Dovevi concentrarti per poter muovere un dito>> spiegò lei. <<E immagino che siano riusciti nella sperimentazione>> commentai io... Se non fosse stato così, sarebbe venuta a cercarmi... Sono sicuro che mi avrebbe protetto lei. <<Infatti... Ci riuscirono e io non potei fare niente... Rimasi in quello stato per tutto questo tempo>> disse lei stringendo i pugni... Intanto eravamo tornati alla casa e ci eravamo allontanati nuovamente per seguire il percorso fatto da lei. <<Ho vagato qui intorno per un po' prima di trovare la strada>> disse lei guardando il bosco davanti a noi... Il territorio era principalmente boscoso, ma non capisco come abbia fatto a perdersi. <<Prima che tu dica qualsiasi altra cosa... Dopo quindici anni rinchiuso in una soffitta, anche tu avresti perso il senso dell'orientamento>> mi ammonì lei. Stefano rise, lui sapeva di cosa stava parlando... Abbassai la testa... Non ero stato in grado di salvare i miei fratelli... Di percepirli in quella casa in cui ho vissuto per tutto questo tempo. <<Come hai fatto ad uscire?>> chiese mio fratello, vedendo che avevo smesso di parlare... Intanto iniziammo a correre per sbrigarci. <<Come vi avevo già detto, iniziarono ad assentarsi sempre più spesso... E in gruppi sempre maggiori... Mi lasciarono in quella soffitta con una decina di vampiri che ronzavano in quella casa... Niente viste le dimensioni della casa. Smisero di venirmi a somministrare la droga, così ebbi il tempo di riprendermi... Vomitai per il primo mese, forse di più... Poi iniziai a riprendermi, ma dovevo ancora alzarmi. Avevo passato quindici anni distesa su un letto, le mie gambe non sostenevano più il mio peso... Sapevo che dovevo correre per salvarmi, così iniziai a fare degli esercizi per poter stare alzata... Qualcosa di silenzioso per non farmi sentire. Il giorno in cui decisi di fuggire, era il giorno in cui metà di quei dieci erano stati chiamati per fare altre cose... Così ne approfittai per fuggire... E pregai che le gambe non cedessero... Solo due si accorsero della mia fuga... Tentarono di seguirmi... Ero debole, lenta... Ma sono rimasta astuta... Preparai delle trappole con ciò che avevo intorno e loro ci cascarono in pieno. Li uccisi entrambi e poi ricominciai a correre... Appena mi fermai, vicino ad un ruscello, vomitai l'anima... Non ero più abituata a questa frenesia... Mi lavai e attraversai il ruscello, dovevo far perdere le mie tracce... Così girai intorno in alcuni punti volutamente... In altri mi persi... Ma riuscii comunque a tornare a casa da voi... O era quello che speravo... Speravo vi avessero già liberati, invece avevano preso anche lui>> disse rivolta a Stefano e indicando me. Io smisi di parlare... Mi sentivo in colpa, mi sentivo inutile. <<Tu non pensarci neanche>> mi minacciò mio fratello... Chris saettò lo sguardo tra di noi confusa. <<Ha lo guardo spento... Sta pensando a come insultarsi nel modo migliore>> disse Stefano. <<E' colpa mia se siete rimasti tutto quel tempo rinchiusi... Avrei dovuto percepire il vostro odore in quella casa... Ma non ci sono riuscito, non l'ho mai sentito... Se lo avessi fatto, sareste stati liberi molto prima>> mi accusai io. <<Non potevi sentirci... Quello studio è molto particolare, papà lo aveva fatto di proposito in quel modo... Neanche Michele ci aveva mai percepiti eppure era sempre a casa>> disse Stefano. <<Resta comunque il fatto che non vi ho aiutati... Sono stato così stupido da farmi catturare>> dissi io fermandomi dietro Chris... <<Non pensarci neanche>> ringhiò mio fratello prendendomi per un braccio... Faceva male, ma faceva anche capire che lui non mi incolpava di niente... <<Adesso fate silenzio... Siamo arrivati>> disse Chris in un sussurro indicando un cespuglio davanti a noi... Lo spostai leggermente e vidi una villa antica, mezza distrutta... Le finestre rotte, la porta d'ingresso aperta a metà... Sembrava una casa da film horror... <<Pensi che Bianca sia li?>> chiesi guardando preoccupato quel rudere. <<Ne sono più che sicura>> rispose lei. <<Allora torniamo indietro e raduniamo gli altri... Dobbiamo liberarla>> disse Stefano girandosi e ricominciando a correre verso casa... La dovevamo liberare il prima possibile.

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