Ogni giorno eravamo circondati dai nostri demoni, demoni che, a volte, non avevamo il coraggio di sconfiggere per paura di rimanere soli, per sempre.
Questa era la paura che ogni giorno mi divorava, provava a distruggermi ma rendeva il muro che mi ero costruttiva attorno a me, sempre più forte.
Molti dicevano che parlare con qualcuno dei nostri problemi facesse bene, ma io la pensavo diversamente. Io pensavo che se mi fossi tenuta tutto dentro fosse meglio che dirlo ad altre persone, perché faceva male ripensare a qualcosa che magari ti aveva ferita. A me, ad esempio, faceva male ricordare.
Molti dicevano che dovevamo seguire sempre il cuore, dicevano che dovevamo realizzare i nostri sogni, dicevano che dovevamo essere forti e affrontare tutti gli ostacoli. Dicevano molto ma poco nello stesso tempo, dovevamo seguire il cuore ma dovevamo seguirlo armati, dicevano di realizzare i nostri sogni ma dovevamo realizzarli senza l'aiuto di nessuno, dovevamo essere forti non facendo vedere le nostre debolezze, dovevamo affrontare tutti gli ostacoli nascondendo le paure.
Domani sarebbe stato il grande giorno, il giorno in cui io e la mia famiglia saremo saliti su un aereo, diretto a Los Angeles, per passare le nostre vacanze invernali con la nostra vecchia zia Katherine, almeno così me la immaginavo: vecchia e piena di rughe. Mio padre non ci aveva accennato niente sul suo aspetto fisico, ci aveva detto semplicemente il nome. Dovrei essere casa ma ero seduta tra le mie due colonne preferite, con i piedi poggiati su una di essa e la schiena sull'altra e tra le mani tenevo uno dei miei libri preferiti. Andavo sempre lì quando volevo leggere e stare per i fatti miei, un parco nel quartiere di Manhattan che non era neanche la metà del maestoso Central Park. Il parco era di forma circolare, al centro di esso c'era un grande gazebo di cemento, circondato da delle colonne che arrivavano fino alla piccola cupola, tra una colonna e l'altra c'era lo spazio giusto affinché una persona si sedesse, all'interno, il gazebo, aveva solamente uno spazio vuoto. Il parco aveva alcune panchine, sempre disposte in forma circolare, e c'erano piantati alcuni alberi, piante e fiori. Era davvero bellissimo quel posto. Mi recavo in quel luogo spesso per pensare, mi bastava guardare il vuoto.
I pensieri erano sempre stati una fonte di distrazione. Pensieri apparentemente innocui, ma che, in realtà, non erano altro che un buco dove molte volte sprofondavo nell'oblio. Pensavo al tipo di ragazza che ero diventata, a cui non le dovevi fare domande se non volevi veramente sapere la risposta, non avevo mai provato a cercare del bello nelle persone, non ero mai stata dolce, non ero mai stata vulnerabile davanti gli altri, da quel giorno in cui lo promisi, ero sempre fredda, acida, cinica ed erano queste le qualità per cui tutti mi ammiravano, non avevo mai permesso di spezzarmi il cuore, non avevo mai permesso a nessuno di vedere le mie debolezze e avevo sempre giurato che mai e poi mai le avrei fatte vedere, conoscerle e usarle contro di me. Non avevo mai permesso a nessuno di conoscere le mie insicurezze, semplicemente le abbattevo da sola.
Pensavo al mio rifiuto nel provare amore, molti dicevano che l'amore cambiasse le persone, ma secondo me erano solo illusioni, infondo l'amore era solo un illusione della mente. Ci illudevano che esistesse la metà che ti completava, quella persona che ti cambiava la vita, te la migliorava, ma a dirla tutta credevo che tutto ciò lo dicevano per auto convincersi, credevo che se davvero l'amore esistesse rendeva le persone vulnerabili, ed era quello che non volevo succedesse.
Sfiorai ogni pagina del libro che stavo leggendo, qualcosa di liscio che sfiorava le mie esili dita mi era sempre piaciuto, fin da piccola, quando mia mamma si sedeva sul bordo del mio letto per raccontarmi una di quelle storie che farebbero sognare ogni bambina, tranne me. Io odiavo quelle storie, ma era l'unica cosa che una bambina di tre anni poteva capire.
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Come una tempesta
Romance«Più le persone sembrano capirmi, più trovano informazioni per ferirmi». Questa era la verità che tormentava Charlotte ogni volta che era sola, ogni volta che i suoi demoni la torturavano, quando annegava nei sensi di colpa, ogni volta che crollav...
