Capitolo 2

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Alexa's pov

Continuo a fissare Zayn, incantata dalle parole che escono scorrevoli dalle sue labbra.

Lui si gratta con nervosismo il sopracciglio sinistro e - appena termina il suo discorso diplomatico - sposta lo sguardo verso il nostro insegnante.

<<Ottima osservazione Zayn, ti ringrazio per l'intervento>> esordisce il professore prima di alzarsi dalla sua scomoda sedia scricchiolante per dirigersi verso la cattedra <<Alla prossima lezione ragazzi, vi ringrazio per l'attenzione!>>

Detto questo, afferra i suoi numerosi libri e scuote la mano come per salutarci, scomparendo dietro la porta.

Sbatto le mani sulle mie ginocchia e mi alzo svogliatamente, afferrando poi la sedia per riportarla al mio posto.

Lo stesso rumore assordante di poco fa - sempre provocato da Dylan - disturba le mie orecchie a tal punto da farmi innervosire.

<<Porca miseria, hai intenzione di finirla?>> sbotto furiosa, cosa decisamente strana per una tipa come me. Ha veramente oltrepassato il mio grande - anzi sconfinato - limite di sopportazione.

<<Siamo acide oggi, eh?>> ribatte, avvicinandosi velocemente a me spostando una ciocca di capelli dietro al mio orecchio <<Non toccarmi... >> ringhio scontrosa per poi spingere la sua mano il più lontano possibile dal mio corpo.

<<Altrimenti che cosa mi succederà?>> domanda con tono da sfida, facendomi ribollire il sangue nelle vene <<Non ho voglia di litigare, perciò me ne vado. Ci tengo a ricordarti solo una cosa: sei ti comporterai come un bambino a vita, non arriverai da nessuna parte.>>

Sganciata la bomba e successivamente un occhiolino, il ragazzo rimane a bocca aperta.

Ruoto su me stessa e continuo il tragitto verso il mio banco, ascoltando di sottofondo varie risate dai presenti che hanno assistito alla scena.

...

<<Mamma, sono a casa!>> urlo dal piano inferiore in modo da farmi sentire appena rientro nella mia umile dimora.

Lancio lo zaino sul divano di pelle color bordeaux e appoggio la mia felpa sull'appendiabiti che fa da angolo con la cucina.

<<Ciao Alexa>> mi saluta mia madre, lasciando successivamente un dolce e morbido bacio sulla mia guancia accaldata <<Tesoro, scotti!>> annuncia preoccupata, tastandomi ogni zona del viso <<È colpa della felpa di lana che indossavo finora...>>

<<Di lana? A metà settembre? Sei impazzita per caso, figlia mia?" dopo questa serie di domande, scoppia a ridere insieme alla sottoscritta <<Sono strana, ma almeno non ho sofferto il freddo>> sollevo le spalle verso l'alto per difendere la mia fantastica teoria, ricevendo un'occhiataccia da mia madre - per via della gran cavolata dell'anno che ho enunciato poco fa - .

Soffrire di freddo a settembre? Da dove mi è uscita?

Scuoto testa eliminando questi pensieri e rivolgo la mia attenzione di nuovo alla donna davanti a me <<Cosa mi hai preparato per pranzo?>> domando mentre mi massaggio la pancia brontolante <<Ancora nulla, sfortunatamente. Sai bene che oggi - io e tuo padre - dobbiamo partire per lavoro, perciò non ci vedremo per quasi tre mesi... >> mi ricorda velocemente.

A causa del lavoro, i miei genitori sono costretti a passare gran parte del tempo fuori casa. La mia solitudine è dovuta anche a loro. Non ho mai avuto delle amiche fisse, ho cambiato continuamente città e per questo sono sempre rimasta sola.

Authentic? {Zayn Malik}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora