Capitolo 20

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Alexa's pov

Cerco di trattenere il più possibile le lacrime durante il tragitto dal fondo della classe alla porta, ma qualche goccia scappa.

Nascondo con le braccia la mia faccia, asciugando le guance leggermente più calde del solito, e corro in bagno senza calcolare i numerosi richiami da parte di Brook.

Tengo le mani a visiera sulla mia fronte, impedendomi così di vedere perfettamente la direzione... proprio per questo motivo vado a sbattere contro qualcuno.

Alzo lo sguardo - temendo di trovare Zayn - e per mia fortuna sono capitata contro Ricky, il mio nuovo compagno per il lavoro.

<<Oddio scusami, non ti ho nemmeno vista... sei arrivata così velocemente e all'improvviso che non ho fatto in tempo a spostarmi>> dice con tono dispiaciuto, mentre cerca di darmi una mano per alzarmi <<Ma no, sono io l'unica che deve scusarsi. Dovrei fare più attenzione nei corridoi>> rispondo titubante cercando di fargli capire che non è affatto colpa sua.

Grazie al suo aiuto mi sollevo da terra, ma continuo a sistemarmi la maglia così da non alzare lo sguardo verso la sua direzione.

<<Perché tieni lo sguardo basso?>> domanda preoccupato, portando il capo all'altezza del mio, per poi alzarmi con un dito il mento verso l'alto.

Cerco di contrappormi a questo suo gesto, ma afferra il mio viso con entrambe le mani a coppa, annullando quindi il mio tentativo di resistenza.

Appena i miei occhi incontrano i suoi, rimane a bocca aperta.

<<Alexa, perché hai pianto?>> in risposta scuoto ripetutamente la testa a destra e a sinistra come per fargli capire che non otterrà alcuna riposta.

A questo punto afferra la mia mano e mi guida verso l'angolo dove solitamente risiedono le bidelle.

Vorrà delle spiegazioni.

Mi appoggio sul banco che alloggia davanti alla sedia, nella quale si è precedentemente seduto lui
<<Allora, che succede?>> rimango in silenzio per un po', ma decido di parlare sviando la sua domanda <<Non ti conosco per niente, e lo stesso vale per te, perciò non ti dovrebbe interessare nulla di me>> spiego con calma cercando di non offenderlo in nessun modo.

<<Ne sono consapevole, ma leggo dai tuoi occhi che hai bisogno di parlare con qualcuno e io sono qui, se vuoi>> esordisce mentre massaggia con le sue mani le mie ginocchia infreddolite, a causa dei jeans strappati che porto.

<<Per prima cosa ti ringrazio, apprezzo tanto il gesto... penso però che sia insensato venire qui e cominciare a spiegarti i miei problemi senza sapere con chi sto parlando>> lui annuisce e mi tende la mano <<Piacere, Ricky Jones>> sorrido alla sua affermazione e ricambio la stretta <<Alexa Forter.>>

<<Però questo già lo sapevi, quindi che ne dici di trovarci dopo le lezioni nella caffetteria in piazza così possiamo conoscerci meglio?>> propone il ragazzo davanti a me con tono dolce, sperando in una risposta positiva da parte mia <<Ci sto>> dico prima di scivolare giù dal banco e avviarmi verso la nostra classe, seguita da lui.

Avvolge un braccio attorno alle mie spalle e questo suo gesto mi fa arrossire.

Quando facciamo la nostra entrata nell'aula nessuno ci calcola, perciò Ricky continua a tenere il braccio su di me - fregandosene dei presenti - .

Scorgo tra tutti gli sguardi assenti dei miei compagni, quello presente di Zayn proprio su di me.

Sposto l'attenzione ovunque, in modo da fargli capire che a me non interessa. Anche se purtroppo non è così.

Authentic? {Zayn Malik}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora