In questo mio piccolo angolo di mondo racconterò la storia tra Zayn e Alexa, due semplici compagni di classe che mostrano un particolare interessse l'uno verso l'altro.
Due ragazzi dall'animo dolce, accomunati da un solo obiettivo: la felicità.
La l...
<<Forza, attraversate le strisce pedonali in fretta altrimenti perderemo il resto del gruppo>> ci invita a velocizzarci il professore, facendo segno alle macchine di fermarsi.
Siamo diretti alla prima visita guidata, che comprende le zone più famose di Venezia.
Le mie dita sono incastrate con quelle di Zayn, che sbuffa continuamente a causa del tempo pessimo nella città.
<<Certo che potevamo venire verso Aprile! Senti che freddo... >> sussurra stringendo di più la presa <<Ti andrebbe di riscaldarmi?>> continua, rivolgendosi a me questa volta <<Certo>> avvicino la sua mano alla mia bocca e comincio a a soffiare su essa.
Tramite questi piccoli gesti, arrossisco.
Dopo ciò che è successo ieri qualcosa tra di noi è cambiato: una tensione insostenibile ci travolge e tutto questo ci rende diversi.
Non so più come comportarmi.
Ho paura di osare e prendermi troppa confidenza, affezionandomi eccessivamente di conseguenza.
Non voglio soffrire, questo è sicuro, ma nemmeno rimanere con le mani in mano ed aspettare un aiuto divino.
<<Non intendevo questo, ma grazie lo stesso>> ammette sghignazzando Zayn, prima di grattarsi il sopracciglio destro <<Ehm, che vuoi dire?>>
<<Ci sono altri modi per scaldare una persona: tra questi troviamo gli abbracci, le carezze ed anche i baci... >> sento il cuore martellare forte dentro al petto a sentire la sua ultima parola.
<<Accomodati, allora>> apro le braccia, aspettando il suo arrivo.
Non se lo fa ripetere due volte ed in men che non si dica mi ritrovo schiacciata al suo addome.
Ci fermiamo e così i nostri compagni ci sorpassano, lasciandoci da soli.
Sarà la mia timidezza o la paura di poter dare troppo all'occhio, ma decido di staccarmi in fretta.
<<Che succede?>> domanda indicandoci <<Si stanno allontanando gli altri e non vorrei sentire le lamentele da parte del professore, sai com'è>> cerco di convincerlo, ma la sua faccia quasi delusa mi rattrista.
<<Non è nulla di personale, capis - >> <<Tranquilla, è tutto a posto>> pone la mano sulla mia guancia e la strofina leggermente, rassicurandomi.
Sorrido prima di afferrare il suo polso e correre lungo le strade trafficata di Venezia, cercando di aggangiarci al gruppo.
Porto lo sguardo a destra ed a sinistra, scorgendo un grandissimo ponte moderno che permette di passare il canale.
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