Sei mesi dopo...
«Ricordami di chi è stata quest'idea geniale?» sbotto infastidita mentre Evan mi spintona piano per le spalle ridacchiando. Sono le quattro del mattino e tutti infagottati stiamo percorrendo il piccolo molo per andare a sederci sull'estremità. Sottobraccio tengo una spessa coperta recuperata dal guardaroba dell'avvocato e con l'altro braccio tengo stretto un cuscino.
«Tua, ovviamente» mi ricorda Evan.
Il punto è questo: perché ho espresso il desiderio insensato di voler vedere almeno una volta in vita mia l'alba? Eh? Qualcuno me lo spieghi, perché giuro che non avevo minimamente preso in considerazione l'idea di dovermi svegliare ad orari così improponibili per doverla vedere, penso mezzo devastata dal sonno. Non oso neanche immaginare in che stato possano essere i miei ricci, so solo che sono ancora in pigiama: rigorosamente in pantaloncini e maglietta a maniche corte rubata ad Evan.
Negli ultimi tempi è capitato più volte che andassi a casa sua e rimanessi a dormire, così ho scoperto di avere un nuovo incredibile hobby: rubare le magliette e le felpe ad Evan.
«Forza, fammi passare così stendo il materassino» ordina il mio ragazzo sbarbato. Qualche sera fa lui e Axel hanno fatto una stupida partita a birra-pong giocandosi la barba: Evan se la sarebbe tagliata, Axel se la sarebbe fatta crescere. Beh, credo sia chiaro chi abbia perso! Evan stende il piccolo materassino in spugna sponda del molo, si protende verso di me per recuperare la coperta rialzandosi tutto soddisfatto. Alle sue spalle la baia ha iniziato a schiarirsi lentamente preannunciando il crepuscolo: il pelo dell'acqua è calmo e limpido, il cielo è sgombero dalle nuvole, i pini e la flora circostanti sono verdi e rigogliosi e ringrazio Dio che oggi sia sabato, perché l'idea di vedere l'alba e prepararmi per andare a scuola mi avrebbe scombussolata non poco.
Alzo il viso per ammirare il cielo che va schiarendosi e resto sorpresa nel cogliere alcune stelle che brillano timide qua e là, mentre i primi uccellini si svegliano e spiccano il volo. «Evan, tu sai che ti adoro, ma proprio oggi dovevamo svegliarci per vedere l'alba? Non potevamo aspettare dopo il diploma?» domando abbassando il capo. Il mio ragazzo mi sta guardando con aria di sufficienza con il solito sopracciglio inarcato.
Incrocia le braccia sul petto flettendo la t-shirt che gli fascia i muscoli del petto e dei bicipiti. Mi concedo un attimo per mangiarlo con gli occhi e resto piacevolmente sorpresa nel ritrovarmi emozionata esattamente come la prima volta che ci siamo visti. I pantaloni grigi del pigiama gli ricadono in maniera lungo le gambe, ha i capelli castani arruffati dopo una notte...ehm... "movimentata" e gli occhi verdi mi guardano divertiti, incatenando i miei lasciandomi momentaneamente senza respiro.
«No, oggi va più che bene. Dopo prepariamo i pancake e ci mettiamo un kilo di sciroppo al cioccolato, va bene?» propone porgendomi una mano; sa esattamente come prendermi questo ragazzo!
Si siede e apre le gambe in modo tale che possa sedermi appoggiando la schiena contro il suo petto. Le sue braccia mi avvolgono emanando un torpore rilassante. Mi bacia una tempia e poggia la testa sulla mia spalla sinistra, lentamente inizia a sfiorarmi il ventre coperto dalla sul punto in cui mi è rimasta la cicatrice provocata da mia madre. Un lieve zampettare alle nostre spalle preannuncia l'arrivo di un Bronx ciondolante e mezzo addormentato, che si accuccia vicino a noi posando il testone sulla coscia di Evan.
«Anche tu a guardare l'alba con noi campione?» gli domanda il boscaiolo e il cane lo guarda sbadigliando sommessamente: tale padrona, tale cane, penso carezzandogli il muso.
«Vedi, è contrario anche lui. Te lo dicevo che era una cattiva idea» borbotto emettendo uno sbadiglio. Evan scuote il capo esasperato e alza gli occhi al cielo: «Per una buona volta Camille, taci» ridacchia e in tutta risposta gli do un pizzicotto.
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Hundred Kisses
ChickLitCamille Carter, adorabile diciottenne paranoica e alle prese con l'ultimo anno di liceo, si vede costretta a trasferirsi con il papà strampalato avvocato e Bronx, il fedele huskydgli dagli occhi di due colori differenti. L'arrivo della famiglia Car...
