Stupid.

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Stupida, stupida, stupida.
Ero stata una emerita stupida.
Mi ero lasciata trasportare e avevo fatto ciò che più mi ero promessa di non fare: baciare Liam Payne.
Come potevo adesso anche solo guardare in faccia mio marito dopo questo tradimento eclatante?
Zayn ci stava provando ed io invece facevo scenate di gelosia ad un altro uomo e senza alcun motivo.
Perché ero gelosa di Liam Payne?
Cosa c'era che mi legava a lui in questo modo?
Non capivo il perché del mio comportamento.
Anche se una parte di me non faceva altro che sorridere.
Dopo quel momento in bagno mi ero sentita più leggera.
Ero uscita da lì quasi fluttuando.
Harry capì subito cosa era appena successo e , con grande stupore, mi sgridò.

«Sei davvero una stupida.» mi disse in macchina ciò che praticamente stavo pensando da mezz'ora.

«Pensi che gli altri nel locale non abbiano capito? Zayn conosce molta gente, gente che frequenta questi posti. Ti rendi conto del rischio che hai corso?» scosse la testa, fissando la strada. Erano poche le volte che mi parlava in questo modo. Di solito succedeva quando facevo qualcosa di davvero molto... stupido.

«Hai ragione, non so cosa mi sia preso.» mi passai la mano sul volto, consapevole. «Solo che...quella donna non mi piace e non mi piace come lo guarda. Si vede che vuole solo ciò che vogliono tutte. Soldi e sesso.» aggrottai la fronte ripensando alla sua mano poggiata sul suo braccio. Gatta morta.

«Dio, Ad, ma ti senti? Sei fottutamente gelosa.» sospirò mentre svoltava a destra.

Abbassai lo sguardo e giocai con l'orlo del mio vestito.

«Ora ti farò una domanda e voglio che tu risponda con sincerità.» picchiettò le dita sul volante. Io annuii. «Provi qualcosa per quell'uomo?» mi congelai. Quella domanda mi fece letteralmente immobilizzare. Dentro di me sentivo un fuoco crescere, sempre di più, fino a sentire lo stomaco, il petto, la testa bruciare.

«Sono sposata.» balbettai sbattendo le palpebre.

«Lo so, non è quello che ti ho chiesto.» la sua espressione era così seria. Guardai fuori al finestrino e provai a respirare regolarmente.

«Provo attrazione per lui. Forse sono un po' gelosa, ma non provo niente per lui oltre questo.» evitai di guardarlo e mi morsi l'interno guancia.

«Non provi niente o non puoi provarlo?» trattenni il fiato. Aveva centrato il punto.

Strinsi forte la borsetta tra le dita e provai a non corrucciare troppo la mia fronte, rivelando la mia insicurezza.

«Grazie per aver passato la giornata con me. Sei un vero amico.» finalmente lo guardai. Eravamo davanti casa.

«Buonanotte, Ad.» accennò un sorriso.

«Buonanotte, Harold.» presi le mie cose e uscii dall'auto, ancora frastornata.
Cosa mi stava accadendo?
Non era da me.
Niente di quella storia era da me.
Arrivai alla porta e rincasai notando con stupore che Zayn non era al piano terra.
Salii le scale con le scarpe in mano e la testa pesante.

«Zayn sono tornata.» affermai mentre posavo la mia roba sul letto. Sfilai il vestito e presi dell'intimo e il pigiama.

«Zayn? Dove sei?»mi legai i capelli mentre entravo nel bagno della camera. Era strano che non rispondesse. Di certo non stava dormendo, il letto era vuoto.
Sobbalzai trovando mio marito seduto sul WC chiuso, con il telefonino in mano e lo sguardo perso.

«Zayn?» riprovai e finalmente mi sentì. Si alzò di scatto e sbattè le palpebre come se in quel momento si fosse svegliato.

«È tutto okay?» aggrottai la fronte. Era strano. Perché stava nel bagno con il telefono in mano a pensare chissà a cosa?

«Certo, amore.» sorrise un po' nervoso. Si avvicinò e mi baciò sulle labbra. «Mi sei mancata. Come è andata la cena?»

«Bene.» e la mia mente tornò nel bagno del locale con Liam Payne tra le gambe e il suo sapore tra le labbra.

«Tu cosa hai fatto?» provai a concentrarmi su di lui.

«Niente di che.» alzò le spalle e capii che non aveva voglia di parlare.

«Che stavi facendo qui?» non potei fare a meno di approfondire la questione. Ero fin troppo sospettosa su qualsiasi cosa riguardasse mio marito.

«Niente. Ti aspettavo.» non mi diede il tempo di ribattere che mi prese il volto tra le sue mani e mi baciò intensamente.
Era un bacio disperato.
Come se non vedesse l'ora di farlo.
Mi venne la pelle d'oca.

«Zay, Zay, okay, aspetta.» provai a rallentare. Mi guardò negli occhi, avevano qualcosa di strano, di diverso.
Sembravano implorarmi.
Trattenni il fiato e sentii le lacrime agli occhi.
Quest'uomo stava provando a riconquistarmi, ci stava provando con tutto se stesso e io lo ripagavo tradendolo con un altro.
Fino a prova contraria lui stava cambiando e io invece ero un completo disastro.
Stavo per andare a letto con Liam Payne e la cosa peggiore era che pensavo di provare qualcosa per lui.
Come avevo potuto anche solo considerarlo?
Zayn era mio marito, il mio uomo, la mia famiglia.
E mi amava ancora.
Nonostante tutto mi stava amando e io non lo stavo ricambiando abbastanza.

«Cosa c'è?» sorrise e mi accarezzò il volto. Era così bello.

«Niente, volevo solo dirti che...che mi eri mancato anche tu.» accennai un sorriso ed era vero. Ma non stasera soltanto. Mi era mancato sentirmi amata da lui, sentire che il mio matrimonio non era solo una farsa.
Mi era mancato.
Tanto.

«Andiamo a letto?» sorrise e si illuminò la stanza.

«Il tempo di una doccia e arrivo.» mi lasciò con un bacio e io sospirai.

Stupida.

Stupida.

Stupida.

Oh quasi dimenticavo... stupida.
Ero una emerita stupida.
Stavo prendendo in giro mio marito e invece di fare la cosa più intelligente e parlargli, continuavo a stare in bilico.
A mentire, mentire e mentire.

Dovevo smetterla.

Cazzo, dovevo smetterla.

Dovevo smetterla di amare mio marito e allo stesso tempo essere ossessionata dal mio avvocato.

Liam Payne mi era entrato nella testa e non voleva proprio andare via.
Quando provavo a dimenticarlo ecco che lo incontravo in un ristorante e avevo un attacco di gelosia.

Come facevo ad andare avanti con la mia vita se c'era sempre lui lì a distrarmi?

Sbuffai e chiusi il getto della doccia per poi asciugarmi.
Mi affacciai ancora umida e vidi Zayn sul nostro letto, mi stava aspettando.

«Tesoro potrei crollare da un momento all' altro.» rise invitandomi a muovermi. Sorrisi e mi vestii il più velocemente possibile per poi infilarmi tra le lenzuola.

«Oh, quasi dimenticavo, sabato c'è la festa di compleanno di Niall. In cucina ho lasciato l'invito.» mi disse dandomi le spalle.

«Va bene. Allora mi organizzerò per i vestiti e il tutto.» mi girai anche io.

Calò uno strano silenzio e potevo sentire i nostri respiri irregolari nel buio della stanza.

Improvvisamente le sue dita mi sfiorarono la schiena, leggere.

Un groppo mi si formò in gola.

Durò pochi secondi, poi si allontanò di nuovo lasciandomi con la testa piena di dubbi e sensi di colpa.
Era come se avesse capito che qualcosa non andava.
Che nascondevo qualcosa.
E avevo davvero paura che lo avesse scoperto. Non volevo buttare tutto all'aria, per niente.
Volevo rimettere tutto apposto.
Diamine, che casino.

Fatal [L.P.]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora