- Ci siamo visti stamattina. - Mormorai, stanca di andare contro ciò che stava succedendo tra noi.
Non poteva essere solo da parte mia. Tutte le emozioni che percepivo dentro di me quando eravamo insieme erano reali.
Dovevano esserle. Ed era sbagliato. Era terribilmente sbagliato ciò che desideravo, totalmente insensato.
- Non lo so, Lexie. Non lo so cosa sia questa cosa, dimmi che lo senti anche tu perché... Perché sto impazzendo. -
Era reale. Anche lui percepiva quella strana energia, quella sensazione allo stomaco piacevole e, allo stesso tempo, fastidiosa.
Il mio cuore era accelerato tanto, troppo, e la distanza tra noi si stava azzerando.
Volevo urlargli di fermarsi, che era pieno di gente, principalmente giornalisti e fotografi, e sarebbe stato uno scandalo terribile.
- Fermati. - Sussurrai con la gola improvvisamente secca.
Sembrava che le parole venissero da me ingoiate, che non riuscissero ad uscire dalla mia bocca senza che il respiro si mozzasse.
I suoi occhi verdi erano così belli e disperati. Mi esploravano nel profondo e contemporaneamente mi imploravano.
Ma io non potevo cedere. Non lì, non in quel momento.
- Lexie! Non sapevamo che anche Daniel Grey fosse qui. È venuto con te? - Un fotografo ed un giornalista si avvicinarono a noi iniziando a scattare milioni di foto.
Il flash accecante mi fece rinsanire; mi guardai intorno e mi sentii incredibilmente fuori posto. Avrei volentieri preso la sua mano e sarei scappata via di lì, ma non potevo.
- Sei bellissima, Lexie! -
- Dov'è Will?! -
- Lexie! Voltati! -
Mi limitai a sorridere davanti alle fotocamere che si erano man mano moltiplicate, incapace di rispondere alle domande.
- Daniel, mettiti accanto a lei! -
Lui, con poca sicurezza, si posizionò al mio fianco poggiando la mano sulla mia schiena.
Il suo tocco ebbe un effetto ancora più forte delle luci abbaglianti che erano puntate addosso a me, ma sentii qualcosa di stranamente piacevole all'idea di apparire accanto a lui ad un evento pubblico.
- Dio, penso di aver perso almeno otto gradi. - Borbottò voltandosi di poco verso di me per far riposare gli occhi.
Quella situazione stava iniziando a diventarmi stretta. Lui era troppo vicino, il suo odore — che mi ricordava vagamente un profumo di Calvin Klein di mio padre — era inebriante e volevo muovermi, andare via, respirare.
L'aria era terribilmente viziata e i flash iniziavano a farmi girare la testa.
Fu quando due delle invitate — non che avessi capito chi — cominciarono a litigare che l'attenzione di tutti si spostò altrove, fin quando non rimanemmo quasi isolati in un angolo.
- È Katrina che urla contro una signora. - Mormorò Daniel cercando di vedere qualcosa. - Dovrei... -
- Sì. - Deglutii schiarendomi la voce. - Vai pure. -
Sembrò combattuto per un attimo, poi mi prese la mano.
- Andiamocene. -
Cosa?!
- Cosa?!?!?? - Quasi urlai, come offesa da quella sua decisa affermazione.
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Revival (DA REVISIONARE)
Chick-LitIl sogno di Lexie è sempre stato quello di seguire le orme della madre, ex modella e ormai stilista di successo. Cresciuta nel mondo della moda e con un talento innato, è già sulla strada per il successo. Ma se un giorno grazie ad un incontro scopri...
