Capitolo 75

436 69 54
                                        

Tutte e due le paia di occhi erano puntate sul corpo di Damian disteso sul divano.

La pelle pallida e gli occhi chiusi, quasi come se stesse dormendo.

La testa era sporca di sangue, lo stesso colore dei capelli; non si riusciva a capire dove iniziasse e finisse dato che il sangue sembrava ricoprirgli l'intero capo.

Callie lo fissò a lungo, una mano sulla bocca e il ginocchio che non smetteva di muoversi agitatamente, sbattendo il piede a terra con forza.

-Speravo avessimo chiuso con tutta questa storia- mormorò con un sospiro stanco.

Tristan le mise un braccio sulle spalle, massaggiandole la schiena e portando la testa di lei sulla sua spalla per tranquillizzarla.

-Lo speravo anch'io, Callie- le baciò dolcemente la fronte.

Continuarono a non staccare gli occhi dal cadavere davanti a loro, emanava una nauseante atmosfera triste e malinconica.

-Cosa facciamo con lui?- chiese Tristan, deglutendo quando puntò per la centesima volta lo sguardo sul suo buco alla testa, proprio in mezzo agli occhi.

-Credo sia l'ultimo dei nostri problemi- rispose irritata Callie, innervosendosi di nuovo nonostante le carezze di Tristan.

-E' per quello che ci ha detto Crystal prima di andarsene?- domandò il biondo, iniziando ad agitarsi a sua volta.

-Per cosa sennò?!- sbottò lei, alzandosi di colpo dal divano e sottraendosi così dai leggeri tocchi di lui. Tristan la guardò sconsolato muoversi per la stanza senza un motivo preciso, ferma non riusciva a starci.

-E' cambiato tutto, Tristan- sussurrò lei, fermandosi di colpo.

-In che senso?-

-Nel sogno. Io, te e Damian distruggevamo la statua di Crystal- guardò Tristan a lungo, sperando che capisse da solo -Nel sogno lui è vivo!- indicò il suo cadavere -Ma ora che è morto, il futuro è cambiato-

-Però lui ha detto che qualsiasi cosa facciamo, non potremmo mai cambiarlo- rispose Tristan, citando le parole del ragazzo.

-Lo so- esasperata, Callie ritornò a sedersi sul divano e si avvicinò a lui per abbracciarlo.

-Ho davvero così tanta paura, Tristan- nascose il viso nell'incavo nel suo collo, tentando di nascondersi da quel mondo che sembrava stesse cercando in tutti i modi di rovinare la loro vita.

-Anch'io, Callie- la strinse a sé -Ma dobbiamo resistere, in qualche modo noi due ce la faremo. Ce l'abbiamo sempre fatta- le mormorò l'orecchio; nonostante la sua voce cercasse di apparire calma, risultò come un lieve tremolio.

-Ti verrà a prendere- sussurrò lei sul suo collo -Ti porterà via da me- gli accarezzò dolcemente i capelli -Non possiamo neanche andarcene, hanno circondato la casa- continuò senza fiato.

-E' finita. E' finita per davvero- Tristan sentì una lacrima di Callie posarsi sul suo collo e scendere fino al petto. Il ragazzo le prese il mento con una mano e le alzò il viso verso di lui. Con le sue labbra asciugò le sue lacrime, per poi darle un bacio, in modo dolce e gentile.

Si staccarono quando sentirono dei bussi alla porta.

Callie spalancò gli occhi terrorizzata e strinse la mano di Tristan, anche lui con il suo stesso sguardo spaventato.

-Non aprire- lo supplicò lei, tenendolo fermo al suo fianco. Tristan la guardò e le sorrise, appoggiando la mano sulla sua guancia.

-Loro vogliono me, non te. Stando qui tu potrai salvarti- Callie ricominciò a piangere, senza distogliere gli occhi da quelli di lui -Appena sarò uscito, tu scappa. Vattene, Callie. Ho lasciato il codice della mia cassaforte nel tessuto della nostra amaca. Ricordi la nostra amaca?- Callie annuì singhiozzando, stringendosi la mano di lui al petto più forte che poté.

L'eternità di chi amaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora