DIANA
Ma nessuno saluta nessuno,
gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi si sfuggono,
cercano altri sguardi, non si fermano.
Italo Calvino
Contro ogni aspettativa, rivedere i miei compagni di classe quest'anno mi ha fatto molto più piacere degli anni scorsi. Mi sembra siano diventati più simpatici, ma credo che sia soprattutto perché è cambiato il mio modo di vederli.
Tuttavia, i più taciturni hanno preso a spiccicare qualche parola: non c'è da meravigliarsi che ci siano voluti cinque anni, perché la scuola non è il posto migliore per sbloccare la timidezza.
Anche la bionda popolare della nostra classe, Claudia, ha messo da parte quell'aria di superiorità che si portava dietro gli anni scorsi. Chiara, sin dal primo giorno, ha messo in chiaro la sua missione di quest'anno: trovare un fidanzato per sé ed uno per me.
Ho cercato di farle capire che quello pensavo di trovarmelo da sola, ma che si può fare? Dato che farle cambiare idea era un'impresa al di là delle mie forze, sono stata al gioco.
Così, mi ha chiesto:
«Di che colore deve avere i capelli? E gli occhi? E quanto lo vuoi alto? Lo vuoi molto magro, oppure meglio un po' in carne? Qualche preferenza sullo stile? E sul look dei capelli? Con l'orecchino o senza?».
É stato difficile ricordarsi l'ordine di tutte queste domande: «Rigorosamente capelli neri e occhi neri (che, attenzione, non significa castano scuro). Alto (il più possibile). Non uno stecco (il che significa che il diametro delle sue gambe non deve essere minore del mio, cosa non più scontata al giorno d'oggi in cui gli uomini non indossano più armature). Un sacco di preferenze sullo stile (perché non è affatto vero che l'abito non è importante). Sicuramente non rasato! (I capelli mi piacciono mossi e non troppo corti). Assolutamente senza orecchino! (E su questo dettaglio non ho altro da aggiungere)».
Per il resto dell'ora di Storia, un po' per ingannare il tempo, un po' per impedirmi di sentire anche solo per caso una soltanto delle parole di quel tronfio del prof Zamponi (e un po' anche perché la cosa in fondo mi divertiva), ho risposto alle domande di Chiara sul mio futuro fidanzato e ho ascoltato ciò che aveva da dire sul suo.
Poi, ho lasciato il resto a lei, e non mi sono più preoccupata della questione. Non è che mi fidassi molto, del suo lavoro...
E, mentre lei passava in rassegna ogni ragazzo su Facebook, nel tentativo di individuarne uno che rispondesse alle mie esigenze, io mi sono messa a giocare a carte con Tommy sotto al banco. Scopa a 15, un gioco che ho scoperto di odiare.
«Come volevasi dimostrare: mi hai stracciata in pieno!».
«Lasciatelo dire, Dy. Non sei forte in matematica».
«Sono forte a criticare la gente, però».
Tommy scoppia a ridere, attirando su entrambi un'occhiataccia del prof di Storia. «Già! Tu saresti perfetta come caporedattrice, se avessimo un giornalino scolastico».
«Caspita, è proprio vero. É il mio sogno di liceale repressa».
Solo uno come Tommy poteva fare amicizia così in fretta con una come me: parla con i sassi e fa amicizia con le pietre, è sempre contento e ha sbalzi d'umore molto rari. Insomma, è il mio esatto opposto.
É un ragazzo piuttosto carino, forse con un paio di chili di troppo, che si veste con le prime cose che trova nell'armadio, adora dipingere i soldatini, giocare a giochi di ruolo con gli amici e guardare serie tv fantasy.
Tuttavia, non si chiude affatto in casa come faccio io. É uno a cui piace stare con gli altri: un "animale sociale", come lo definirebbe mio padre.
Il primo giorno del primo anno di liceo, ha fatto il giro dei banchi e ha stretto la mano a tutti, presentandosi con una frase personalizzata per ciascuno, con infinite variazioni sul tema: «Ciao, io sono Tommy, un tuo nuovo compagno di classe, e tu chi sei?».
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Dragonfly Blog
Genç Kurgu"Non devi preoccuparti di quel che potrei pensare se scoprissi la tua vera identità, perché, se c'è una cosa certa, è che non riuscirai mai a non piacermi, anche se tu lo volessi con tutte le tue forze. Mi piaci già troppo, perché possa cambiar idea...
