«Ciao, Tommy».
Tommy mi guarda un po' preoccupato, come uno che ha la coscienza sporca.
«Ciao, Dian».
«Che ti è successo?» gli chiedo, fingendomi più allegra di quello che sono in realtà.
«Oh, no, niente... Sono solo un po' stanco».
«Ah, ok». Vado ad appoggiare la mia cartella sul banco e torno a raggiungerlo sulla soglia della porta. In classe non c'è nessuno, tranne noi due.
Si instaura un silenzio imbarazzante, cosa che mi sorprende non poco. Non c'è mai stato bisogno di parlare per forza, con Tommy: lui è una di quelle persone con le quali si può stare anche un'ora in silenzio senza bisogno di trovare qualche stupida cosa da dire.
«Hai studiato Scienze?» dice, per interrompere il silenzio.
«No, in effetti no».
«Lo sai che ti interroga, vero?».
«Lo so».
«E allora, perché non hai studiato?».
«Ieri non ero di ottimo umore. Non avevo voglia di andare in stress, e così ho pensato: chi se ne frega».
«Avrai almeno aperto il libro, spero!».
«Sì, l'ho aperto, ma quando ho visto quanto era lunga, l'ho richiuso».
«Sei davvero strana».
Strana.
Ecco la parola.
Tutto all'improvviso, mi rinchiudo in un umore pessimo. Anche Tommaso mi considera strana.
Anormale, fuori dalla norma, diversa. Strana.
«Scusa Tommy, vado a ripassare» gli dico, senza nemmeno preoccuparmi di dare un tono sereno alle mie parole. Offesa anche con Tommaso, mi vado a sedere al mio posto e ficco la faccia nel libro di Scienze.
In realtà, non ho studiato Scienze perché ieri il mio cervello non rispondeva correttamente ai comandi e mi mandava continui messaggi del tipo:
Trasferimento dati in corso...
L'operazione richiederà più del previsto.
Non posso completare l'operazione perché non c'è spazio libero sufficiente.
Ecco che arriva Chiara, accompagnata da Lloyd.
Entrambi vengono dalla mia parte, dato che i loro banchi sono dietro il mio e quello di Tommy.
Chiara mi saluta, allegra: «Ciao! Che fai? Studi?».
«Sì, sto studiando».
O meglio, quella era l'intenzione, se non fosse che il mio cervello mi comunica: Al momento sono occupato, la invitiamo a riprovare più tardi.
«Che cosa?».
«Scienze».
«La sai?».
«No».
«E allora perché non hai saltato la prima ora?».
Scienze era alla prima ora.
«Non ne avevo voglia».
E poi l'applicazione Studia Per L'interrogazione Di Scienze non rispondeva: ho dovuto eseguire un'uscita forzata, e ho perso tutti i dati non registrati.
«Sei sempre la solita!».
Strana, sì. Dillo, che sono strana. Dillo!
Chiara si siede dietro di me. Lloyd mi lancia un'occhiata. Sembra ancora indeciso se rivolgermi la parola oppure no.
Per tutta risposta, mi giro verso la finestra, fingendo di non essermi accorta del suo tentativo di salutarmi.
E lui rinuncia e si va a sedere accanto a Chiara.
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Dragonfly Blog
Ficção Adolescente"Non devi preoccuparti di quel che potrei pensare se scoprissi la tua vera identità, perché, se c'è una cosa certa, è che non riuscirai mai a non piacermi, anche se tu lo volessi con tutte le tue forze. Mi piaci già troppo, perché possa cambiar idea...
